COP27: i negoziati seguiti dall’Agenzia di Stampa Giovanile

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Foto: R. Barbiero ®

Anche quest’anno una delegazione trentina, formata da 5 giovani studenti universitari accompagnati da alcuni esperti, seguirà i negoziati sul clima, partecipando ai diversi eventi previsti in agenda alla COP 27 e pubblicando articoli e materiali informativi nell’ambito dell’Agenzia di Stampa GiovanileUnimondo, come in occasione di altre COP, ha deciso di diffondere le notizie dal meeting climatico rilanciando le corrispondenze dei giovani trentini presenti sul posto.

22 novembre - Conclusa la COP27: un bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto di risultati 

 Il risultato più importante, che potrebbe essere definito storico, è la creazione di un Fondo sulle Perdite e i Danni.  Di Roberto Barbiero e Paulo Lima 

Si è conclusa nella mattinata di domenica, dopo ore di estenuanti negoziati notturni, la ventisettesima Conferenza delle Parti di Sharm el-Sheikh. Limitarsi a parlare di fallimento o di successo di una conferenza di tale portata e complessità è una tentazione che porta ad una interpretazione spesso fuorviante anche se comoda dal punto di vista giornalistico. Con oltre 33000 persone accreditate la COP27 si colloca al secondo posto dopo quella di Glasgow dello scorso anno per numero di partecipanti. Cresce la partecipazione dei Paesi africani, come era ovvio attendersi, e spicca come la più numerosa delegazione quella degli Emirati Arabi Uniti, che ospiterà la COP28 a Dubai nel 2023. Ma il dato più stridente è quello relativo alla presenza dei lobbisti alla COP27 in continua crescita e salita a ben 636 per quelli che rappresentano le industrie petrolifere e del gas, che di fatto costituisce il secondo gruppo più nutrito tra le delegazioni presenti a Sharm El-Sheikh dipingendo un quadro non certo promettente rispetto all’andamento dei negoziati. Segue su Stampagiovanile.it

20 novembre -  La prima COP non la scorderò mai. Riflessioni a caldo di un’esordiente 

Tornata da poche ore dalla COP 27, non posso fare a meno di scrivere di getto quello che mi frulla per la testa riguardo a questa straordinaria esperienza.

 Nonostante le ore di formazione, le letture approfondite e la preparazione psicologica, nulla ti può preparare al vortice di esperienze e di emozioni che ti può dare una prima COP, soprattutto se i tuoi ultimi mesi sono stati caratterizzati da una routine tutta trentina di casa-lavoro-amici. Mi sono iscritta a questo progetto senza aspettative troppo definite, ma sapendo di non potermi perdere un’occasione così importante come essere letteralmente nel luogo e nel tempo dove si prendono decisioni che determineranno il futuro dell’umanità.   Mi sono preparata ad una settimana intensa dal punto di vista fisico, emotivo ed intellettuale. Durante la preparazione al progetto, e nella prima settimana di COP abbiamo elaborato una divisione dei compiti, una schedule degli eventi che volevamo seguire, ma quasi nulla è andato come previsto, e devo dire, forse, per fortuna. Segue su Stampagiovanile.it

20 novembre - Il discorso di Lula alla COP27: un anelito di speranza 

Il neo presidente eletto brasiliano si è unito ai leader mondiali mercoledì scorso alla COP27 e si è rivolto a coloro che insistono nel credere in un futuro giusto dal punto di vista ambientale.

Il neoeletto presidente, Lula, appena arrivato alla COP ha commosso tutti coloro che credono che gli spazi di potere possano ancora essere occupati da chi cerca soluzioni eque ai problemi che l’umanità sta affrontando. L’ex e prossimo presidente del Brasile ha dichiarato: “Questo invito, rivolto a un neoeletto presidente ancor prima del suo insediamento, è il riconoscimento che il mondo ha fretta di vedere il Brasile partecipare nuovamente alle discussioni sul futuro del pianeta e di tutti gli esseri che lo abitano”. E questa urgenza di veder partecipare il Brasile alla fase di negoziazione non è casuale, dopotutto gli ultimi sono stati 4 anni di distruzione ambientale intenzionalmente effettuata dall’attuale governo brasiliano. A questo si aggiungono azioni che hanno ignorato i più bisognosi di politiche pubbliche. Segue su Stampagiovanile.it

17 novembre - Cosa c’è dietro l’espansione dei combustibili fossili in Africa 

 In 48 nazioni africane su 55, le compagnie petrolifere del gas e del carbone stanno esplorando o sviluppando nuove riserve fossili, costruendo nuove infrastrutture. Chi c’è dietro? Multinazionali e finanziatori.

Alla COP27, Urgewald, Stop EACOP, Oilwatch Africa, Africa Coal Network e altre 33 ONG africane hanno pubblicato il Rapporto “Chi sta finanziando l’espansione dei combustibili fossili in Africa?”. Secondo il comunicato stampa rilasciato dalla coalizione di organizzazioni, il rapporto identifica 200 aziende che stanno esplorando nuove riserve di combustibili fossili o sviluppando nuove infrastrutture fossili come terminali di gas naturale liquefatto (GNL), gasdotti o centrali elettriche a gas e carbone in Africa. Segue su Stampagiovanile.it

16 novembre - Proseguono a fatica i negoziati con qualche sorpresa inattesa 

Siamo entrati nel vivo della seconda settimana della COP27, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. I negoziati proseguono a fatica, con qualche sorpresa inattesa grazie ai Paesi africani.

L’edizione numero ventisette della COP, ospitata dall’Egitto a Sharm el-Sheikh, si svolge in un contesto internazionale e geopolitico aggravato dalla guerra in Ucraina. Un conflitto che ha sconvolto i mercati energetici e che ha portato a un drammatico aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e delle materie prime. Il 2022, inoltre, è stato un anno caratterizzato da innumerevoli eventi meteorologici estremi come le devastanti inondazioni in Pakistan e le ondate di calore che hanno colpito Europa e Cina. Eventi che hanno determinato spesso degli impatti sociali ed economici devastanti sui Paesi più vulnerabili e privi di risorse finanziarie, pregiudicando ulteriormente il rispetto dei diritti essenziali come l’accesso al cibo e all’acqua. Per questo motivo, i temi legati all’adattamento e alla giustizia climatica hanno assunto un ruolo di centrale importanza per la COP27. Segue su Stampagiovanile.it

16 novembre - Demarcazione territoriale e lotta alla regressione 

L’urgenza di queste tematiche è stata al centro della conferenza stampa con gli stati nativi del Brasile.

Mentre molte persone marciavano chiedendo azioni concrete per combattere il cambiamento climatico, i leader dei popoli nativi si sono riuniti per portare l’attenzione su due punti focali di questa COP: l’urgenza di demarcare i territori indigeni in territorio brasiliano e l’enorme battuta d’arresto nei diritti e nelle garanzie avvenuta durante gli ultimi quattro anni di governo Bolsonaro. Segue su Stampagiovanile.it

15 novembre - Proposto un fondo per affrontare la deforestazione in Amazzonia 

Francia Márquez, vicepresidente della Colombia, ha sottolineato l’importanza che i Paesi sviluppati, i maggiori responsabili delle emissioni di gas serra, attuino una transizione energetica verso fonti non inquinantiProposto un fondo tra Brasile e Colombia per affrontare la deforestazione in Amazzonia.

Francia Márquez, vicepresidente della Colombia, ha dichiarato il desiderio di costruire un fondo binazionale tra Brasile e Colombia per fermare la deforestazione in Amazzonia. Márquez partecipa, insieme al presidente colombiano Gustavo Petro, alla COP27, in Egitto, e ha segnalato il desiderio di costruire una partnership con il Brasile. “Sono felice della vittoria di Lula e siamo pronti a lavorare con lui per proteggere l’Amazzonia. Abbiamo già discusso in questo spazio di come costruire un fondo binazionale Brasile-Colombia per proteggere l’Amazzonia” ha affermato Márquez a proposito. Segue su Stampagiovanile.it

15 novembre - Il governo Bolsonaro e gli indigeni 

 Il governo Bolsonaro non terrà dibattiti su indigeni e Quilombo alla COP 27. Lo spazio ufficiale del governo ospiterà discussioni incentrate sulla decarbonizzazione e sulle storie di successo dell’industria e dell’agroindustria.

L’agenda del governo federale alla 27esima Conferenza sul clima (COP 27) non prevede nemmeno un’attività sulle comunità Quilombo e sui popoli indigeni.  Durante l’intero programma non è prevista nemmeno la partecipazione di rappresentanti Quilombo e dei gruppi indigeni. I Quilombo parteciperanno alle discussioni solo nello spazio dedicato alla società civile, chiamato Brazil Climate Hub, creato nel 2019, ossia durante il primo anno del governo di Bolsonaro, quando non c’erano stati inviti per la società civile alla COP di quell’anno, presieduta dal Cile e con sede a Madrid, in Spagna. Segue su Stampagiovanile.it

15 novembre - “Non possiamo gestire ciò che non possiamo misurare” 

 Un evento svoltosi venerdì 11 novembre ha unito il Sud Africa, la Repubblica Dominicana e il Brasile per discutere la questione di genere in modo giusto e inclusivo nei prossimi NDCs.

Questa frase, pronunciata dal moderatore dell’evento incentrato sul come integrare la questione di genere in maniera giusta e inclusiva nei prossimi NDCs (Contributi determinanti a livello nazionale) e nelle Strategie di sviluppo a lungo termine per le basse emissioni (LT LEDS) mi ha colpito molto. Segue su Stampagiovanile.it

15 novembre - Accessibilità alla COP27 

Engajamundo partecipa alla 27a COP con 19 giovani provenienti da 4 regioni del Brasile. Io, Estefane Galvão della regione del Nord (Alter do Chão), ho avuto un piccolo incidente pochi giorni prima del viaggio e mi sono slogato il piede. Ora, qui alla COP devo usare una sedia a rotelle. Lo spazio della COP è enorme: ci sono 5 aree, distribuite su diversi chilometri, e l’agenda di Engajamundo richiede di spostarsi – e quindi camminare – molto tra questi spazi all’interno della Blue Zone (area conferenze). Il secondo giorno ho iniziato a sentire male al ginocchio e abbiamo quindi deciso di prendere una sedia a rotelle per migliorare la mia mobilità. Segue su Stampagiovanile.it

14 novembre - Giustizia climatica nelle città brasiliane – un riassunto 

Un breve riassunto della situazione della giustizia climatica in diverse città brasiliane. 

Ciao mie bellezze climatiche. Partecipare alla COP27 in Egitto si sta rivelando un’esperienza molto intensa. Ci sono eventi, incontri, problemi, caffè con gli amici, pause, caffè con finanziatori, il desiderio di strappare la testa dal collo dei pessimi uomini egiziani e l’enorme gioia di essere qui, in uno spazio che riunisce i più importanti leader del mondo. Segue su Stampagiovanile.it

14 novembre - Primo giorno alla COP27: dalla prospettiva di un’esordiente 

 Ciao ragazzi! Il mio nome è Teresa Xavier, sono appena uscita da una valanga chiamata COP17 e sono qui, con grande entusiasmo, per condividere con voi le prime impressioni su questo evento!

Ho descritto la COP27 come una valanga, sì, perché “valanga” è stata la parola migliore che ho trovato per tradurre e riassumere questa mia prima esperienza immersiva alla Conferenza ONU sul Clima. Sono partita da casa (nella campagna nei dintorni di San Paolo, in Brasile) il 9 novembre e sono arrivata a Sharm El-Sheikh venerdì 11, all’alba. Lo stesso giorno sono andata a registrarmi, ma ancora prima di entrare negli spazi fisici della conferenza, ho potuto sentire l’atmosfera dell’evento intorno a me. Segue su Stampagiovanile.it

14 novembre - Il ritorno del Brasile nelle negoziazioni 

Giovedì 10 Novembre 2022, si è tenuto un evento alla COP che ha visto la discussione dei piani per le politiche ambientali del neo(ri)eletto presidente del Brasile Luiz Inácio Lula da Silva. 

L’elezione di Lula ha riacceso la speranza in tema di deforestazione, di queste promesse e di speranze si è parlato molto in un incontro che ha visto la rappresentanza di tutti i mondi coinvolti nelle tematiche ambientali brasiliane. A rappresentare il mondo politico: Nilto Tatto, politico brasiliano, affiliato al Partito dei Lavoratori (di cui Lula è membro fondatore) dall’inizio degli anni ’80. A rappresentare il mondo scientifico: il professor Carlos Nobre, scienziato e meteorologo brasiliano, e autore dei report dell’IPCC. A rappresentare il mondo dei popoli indigeni: Célia Xakriabá, educatrice e attivista indigena. Segue su Stampagiovanile.it

14 novembre - Gas serra: la “finestra si sta chiudendo” 

Una trasformazione dell’economia non è più un’opzione ma una scelta indispensabile. Questo è ciò che emerge dall’Emission Gap Report 2022.

Al centro dell’immagine si trova una piccola finestra che si sta chiudendo lasciando intravedere un paesaggio fatto di fiori, di acqua, di boschi. Tutto attorno un cielo cupo riempie lo spazio. Una scala si arrampica verso la finestra. Alcuni pioli sono mancanti e altri sono ormai spezzati. Segue su Stampagiovanile.it

11 novembre - I percorsi dei giovani attivisti: resistenza e giustizia climatica

Un side event alla COP 27 ha riunito giovani attivisti da quattro diversi continenti per condividere le loro esperienze riguardo al significato di attivismo e resistenza.

Sono le 18.30 a Sharm el Sheikh, la fine di una giornata piena di incontri e conferenze. Per permettere al pubblico di rilasciare le tensioni accumulate durante la giornata, l’evento viene inaugurato da una sessione di meditazione. In seguito, Mikaela Loach, un’attivista anglo-giamaicana, moderatrice dell’evento, crea la giusta atmosfera intonando l’iconico slogan del movimento giovanile per il clima: “cosa vogliamo?” “giustizia climatica!” “quando la vogliamo?” “adesso!”.  Solo dopo aver svolto questi rituali c’è la giusta energia per avviare una conversazione sulle potenzialità dell’attivismo giovanile. Segue su Stampagiovanile.it

11 novembre - Insieme per un futuro sostenibile

Insieme per un futuro sostenibile è possibile grazie alla campagna globale TogetherBand.

Ciao mie bellezze climatiche!  Conoscete qualcuno che ha un cuore così puro che trabocca d’amore? O un sorriso così dolce che non si può che sorridergli di rimando? O che ha un’energia tale che vi fa venire voglia di stargli accanto? Ecco, il mio amico Cameron, fondatore di TogetherBand, è esattamente così. L’ho incontrato per la prima volta grazie a un contatto con Ottavio Toledo, il produttore brasiliano per UN Global Compact, durante la COP26 a Glasgow lo scorso anno. TogetherBand, in quel periodo, stava sviluppando un movimento globale, invitando influencer e content creator a partecipare a una campagna con braccialetti che rappresentano i 17 obiettivi sostenibili dell’agenda 2030. Segue su Stampagiovanile.it

10 novembre - I popoli indigeni minacciati dai grandi progetti “verdi”

“Safeguarding the rights of Indigenous Peoples in business-driven climate action” è il side event della COP27 che ci racconta la logica colonialista che sta minacciando le terre dei popoli indigeni per creare grandi impianti per l’energia rinnovabile. 

Ieri pomeriggio – mercoledì 9 novembre – alla COP27 si è parlato della necessità di salvaguardare i diritti dei popoli indigeni dall’aumento dei progetti di energia rinnovabile e dall’estrazione di minerali di transizione nelle loro terre. Senza alcuna tutela questi progetti, aumentati insieme al flusso dei finanziamenti per il clima, rischiano di violare i diritti e di non aiutare la lotta alla crisi climatica. Segue su Stampagiovanile.it

10 novembre - Padiglioni brasiliani alla COP27 e I Tre Porcellini

Alla COP27 il Brasile occupa tre spazi diversi, che rappresentano il governo federale, un gruppo di governatori degli Stati dell’Amazzonia legale e decine di organizzazioni della società civile.

Ricordi la storia dei tre porcellini? Se non la conosci, sappi che questo testo potrebbe contenere degli spoiler. Userò un po’ di licenza poetica per sistemare tutto, continua a leggere… Tutto inizia con un lupo malvagio che sta arrivando per attaccare i tre porcellini nei boschi in cui si trovano. Chiamiamo questo lupo Crisi climatica e questo boschi COP. I porcellini sapevano già che stava arrivando, avevano già sentito le storie e gli avvertimenti, sentivano la paura, era qualcosa di prevedibile...Segue su Stampagiovanile.it

9 novembre -  “Dobbiamo pensare da adulti perché voi non potete”

Leah Namugerwa, giovane attivista ugandese per il clima, ha catturato l’attenzione dei presenti nel suo discorso alla cerimonia di apertura della COP-27, ricordando che non c’è più tempo per i “grandi inquinatori intoccabili“.

Oggi abbiamo partecipato all’apertura della COP-27. La cerimonia è stata aperta dal presidente dell’Egitto, Abdel Fattah, e poi il Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha pronunciato un discorso di grande impatto: “Siamo sulla strada dell’inferno climatico con il piede sull’acceleratore. […] O facciamo un patto di solidarietà collettiva o un patto di suicidio collettivo”... Segue su Stampagiovanile.it

9 novembre -  La lotta Quilombo alla COP 27

Vera azione trasformativa per la giustizia climatica.

Ciao miei cari amanti dell’ambiente, Sono un’ attivista ambientale e sto seguendo questa causa dal 2017, quando ho iniziato ad analizzare l’argomento in un progetto di iniziazione scientifica negli anni in cui studiavo Relazioni Internazionali all’Università Anhembi Morumbi (UAM).  Nello stesso anno, ho partecipato alla COP23 a Bonn, in Germania, e in quell’occasione ho compreso più a fondo la complessità del sistema in cui viviamo e l’importanza di dare una certa caratterizzazione alla causa della comunità Quilombo... Segue su Stampagiovanile.it

9 novembre - Le montagne a Sharm El-Sheikh 

Potrebbe sembrare un paradosso ma a Sharm El-Sheikh, una delle più famose mete mondiali per lo snorkeling, si parla anche di montagne. 

È successo ieri, in una delle salette dell’enorme complesso fieristico di Sharm El-Sheikh che sta ospitando la COP27, si è parlato anche di montagne. E non di montagne in generale, si è parlato tanto delle Alpi, i ragazzi e le ragazze di The Climate Route sulle rive del Mar Rosso hanno portato anche la Marmolada. È successo tutto nel Padiglione della Criosfera, dove sono stati presentati due eventi molto interessanti per chiunque sia interessato a capire il futuro delle zone montuose...  Segue su Stampagiovanile.it

9 novembre - I leader del mondo lasciano l’Egitto, l’Agenda sull’adattamento di Sharm-El-Sheikh è fissata

Il contesto è chiarissimo ed è condiviso da tutti, o almeno sembrerebbe: non c’è più tempo per l’inazione, dobbiamo adempiere.

I primi due giorni della COP 27 si sono conclusi. I leader, i capi di Stato, i ministri e attivisti hanno pronunciato i loro discorsi e fatto loro dichiarazioni durante il Sharm El-Sheikh Climate Implementation Summit (SCIS), il Vertice dei Leader mondiali. Abbiamo ascoltato gli appelli dei rappresentanti di quasi tutti gli Stati della Terra, che hanno chiesto di migliorare l’azione sia sugli obiettivi di mitigazione che sulle misure di adattamento.   Ma quando cala il sipario, quando tutti i leader lasciano l’Egitto, la musica cambia e inizia la parte più difficile del negoziato, lasciando spazio alle azioni dei delegati, dei tecnici e degli inviati speciali, che purtroppo non possono affidarsi a promesse e proclami ma devono, come già detto, adempiere... Segue su Stampagiovanile.it

9 novembre - I numeri del riscaldamento globale: sempre più vicini a soglie di non ritorno

”Siamo su un’autostrada verso l’inferno climatico con il piede premuto sull’acceleratore”. Così il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres è intervenuto in apertura della Cop27 che ha preso ufficialmente il via ieri a Sharm El-Sheikh. 

Per capire la gravità dell’emergenza climatica che stiamo vivendo proviamo a farci aiutare da alcuni “numeri” estratti dai vari rapporti che gli scienziati del clima hanno messo sul tavolo dei negoziatori come monito alla Cop27.  Il rapporto preliminare sullo Stato Globale del Clima per il 2022 dell’Organizzazione meteorologica mondiale conferma il progressivo riscaldamento e indica come, per l’anno in corso, la stima della temperatura media globale possa assestarsi 1,15°C al di sopra della media del periodo pre-industriale di riferimento (1850-1900). Si tratta di un riscaldamento globale che è stato attenuato in parte dalla presenza del fenomeno di “La Niña”, che provoca un anomalo raffreddamento delle temperature superficiali dell’Oceano Pacifico vicino alle coste del Sud America. Tuttavia, a livello globale diverse aree del Pianeta hanno fatto osservare contemporaneamente valori record di temperatura... Segue su Stampagiovanile.it

9 novembre - COP27 in Egitto: negoziati in salita tra emergenza climatica e crisi energetica

Il clima dei lavori della COP27 sarà inevitabilmente condizionato dalla crisi geopolitica indotta dal conflitto in Ucraina che oltre all’immensa tragedia per le popolazioni coinvolte, ha determinato effetti a catena come sconvolgimenti nei mercati energetici e aumenti drammatici dei prezzi di prodotti alimentari e delle materie prime. E’ una guerra che trova le sue radici in una crisi sistemica anche alla base dell’emergenza climatica. Tra le cause del conflitto vi è infatti la necessità di garantire l’accesso alle risorse fossili ritenute ancora strategiche per i consumi energetici di molti Paesi ma che rappresentano la causa principale delle emissioni di gas serra all’origine dei cambiamenti climatici. Le drammatiche conseguenze per i costi energetici e la sicurezza degli approvvigionamenti in molti Paesi, come quelli europei, stanno mettendo in discussione le già lente politiche finalizzate ad uscire dalla dipendenza dei combustibili fossili... Segue su Stampagiovanile.it

8 novembre - Dissonanza comunicativa e ambientalismo hobbit 

Il discorso di Meloni di lunedì 7 Novembre al vertice climatico in Egitto presenta dissonanze fortemente problematiche fra parole e fatti. 

Un discorso rassicurante per molte, quello del nostro Presidente del Consiglio alla COP27. Un discorso in continuità con le politiche portate avanti dal governo Draghi e che mantiene il nostro Paese in linea con gli impegni UE. Meloni sottolinea il recente rafforzamento della capacità di produrre energia rinnovabile e la triplicazione dell’impegno finanziario del nostro Paese che, tramite l’Italian Climate Fund, investe in tecnologie verdi e misure di adattamento nei Paesi più vulnerabili alla crisi climatica...  Segue su Stampagiovanile.it

8 novembre - Dal Brasile le donne parlano per il clima

All’evento “Women in climate action”, il primo del padiglione “Brazil Climate Hub” alla COP27 di Sharm El Sheikh, hanno preso parola le donne brasiliane attive nella lotta ambientalista.

Questa mattina si è tenuto il primo evento del padiglione “Brazil Climate Hub” alla COP27 di Sharm El Sheikh. L’evento, incentrato sul tema delle donne nell’azione climatica, ha visto una lunga lista di speaker appartenenti a diversi popoli e contesti, tutte fortemente impegnate nella lotta contro lo sfruttamento e la distruzione delle aree naturali...  Segue su Stampagiovanile.it

7 novembre - Aspettative e richieste per gli incontri sulclima egiziani  

É iniziata il 6 novembre a Sharm El-Sheikh la Conferenza delle Parti (COP). Quali sono le speranze e gli obiettivi della società civile per la COP27? 

La COP27 è iniziata ufficialmente il 6 novembre, nella città costiera egiziana di Sharm El-Sheikh e proseguirà fino al 18 novembre. L’annuale incontro vede i leader mondiali, i delegati e gli attivisti dei gruppi per il clima incontrarsi per ridurre le emissioni di gas serra a livello globale in modo equo e rispettare gli impegni previsti dagli Accordi di Parigi: limitare il riscaldamento globale a meno di 2°C, preferibilmente a 1.5°C, rispetto ai livelli preindustriali... Segue su Stampagiovanile.it

5 novembre - Dalla Conferenza ONU sul clima alle Conferenze dei giovani sul clima in Trentino 

E’ iniziato il conto alla rovescia per l’inizio della Conferenza ONU sul Clima (COP27) che si terrà dal 7 al 18 novembre a Sharm El-Sheik, in Egitto. Anche quest’anno una delegazione trentina, formata da 5 giovani studenti universitari accompagnati da alcuni esperti, seguirà i negoziati sul clima, partecipando ai diversi eventi previsti in agenda e pubblicando articoli e materiali informativi, per raccontare cosa avviene all’interno e all’esterno degli spazi della COP27. Un evento internazionale visto dai giovani mediante l’utilizzo di tecniche di giornalismo partecipativo nell’ambito dell’Agenzia di Stampa Giovanile.

Un saluto alla delegazione trentina è stato rivolto anche dal vicepresidente e assessore all’ambiente della Provincia autonoma di Trento Mario Tonina, per il quale “è importante che i giovani seguano anche questi eventi internazionali, per riportarne poi il contenuto nelle loro comunità, qui in Trentino. L’impegno dei giovani sul fronte dei cambiamenti climatici è fondamentale, spetta a loro raccogliere il testimone della lotta alle emissioni che causano l’effetto sera e proseguire gli sforzi per la difesa e la valorizzazione dell’ambiente naturale. Il loro impegno è la speranza di tutta l’umanità”... Segue su Stampagiovanile.it

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