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Acqua: al via in Turchia il Forum mondiale, critiche e proposte dal Forum alternativo

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Il manifesto del Tribunale dell'Acqua

Inizia oggi a Istanbul il quinto 'Forum Mondiale dell'Acqua' promosso dal World Water Council che riunirà fino al 22 marzo - Giornata internazionale dell'acqua - oltre 3mila organizzazioni, circa 10mila esperti, una ventina di capi di Stato e circa 180 ministri dell'ambiente da altrettanti Paesi del mondo.

Dedicato al tema "Colmare il divario per l'acqua", il Forum - che ha cadenza triennale - avrà quest'anno il duplice obiettivo di inserire la crisi idrica mondiale nell'agenda internazionale e indicare vie per la risoluzione delle questioni legate alla mancanza di acqua a livello globale. "L’obiettivo finale del quinto World Water Forum Istanbul 2009 è di motivare all’azione per migliorare la gestione mondiale delle risorse idriche" - ha affermato Oktay Tabasaran, segretario generale del Forum. "Ciò è possibile solo con un’opera di sensibilizzazione sulle questioni idriche. Tuttavia la sensibilizzazione globale deve essere seguita da azioni come legislazione e finanziamenti, che vengono promossi attraverso il Forum".

Il terzo Rapporto mondiale dell'Onu sullo sviluppo delle risorse idriche dal titolo "Water in a Changing World" (L'acqua nel mondo che cambia) - diffuso dall'Unesco e preannunciato nei giorni scorsi al Palazzo di Vetro a New York - che sarà presentato oggi al Forum di Istanbul afferma che "entro il 2030, a causa dei cambiamenti climatici ma anche della rapida crescita demografica, quasi la metà della popolazione del pianeta vivrà in regioni ad alto stress idrico, tra cui in particolare l'Africa che conterà fra i 75 e 250 milioni di abitanti sottoposti a tale pressione". Per il Programma per l'Ambiente dell'Onu, già nel 2025 due terzi del pianeta vivrà in condizioni di stress idrico se continueranno gli attuali modelli di consumo.

Il Rapporto sottolinea lo stretto legame tra povertà e risorse idriche: il numero di persone che vive con meno di 1,25 dollari al giorno, infatti, coincide approssimativamente con il numero di coloro che non hanno accesso all’acqua potabile. Il rapporto punta il dito anche contro una diffusa incapacità gestionale e la crescente domanda di energia che hanno accentuato la pressione sulle risorse idriche mondiali in continua diminuzione. Secondo l'Onu, inoltre, la situazione idrica mondiale è già preoccupante perchè più di 1 miliardo e 200 milioni di persone non hanno accesso sufficiente alle fonti di acqua pulita e quasi altri 2 miliardi di esseri umani vivono senza servizi igienici. Inoltre 8 milioni di persone, per lo più bambini, muoiono ogni anno per malattie legate a carenza di acqua.

 

E' in procinto di inizio a Istanbul anche il 'Forum Alternativo Mondiale dell’Acqua' promosso da numerosi movimenti mondiali che denuncia come il Forum ufficiale sia "think-tank privato strettamente legato alla Banca Mondiale, alle multinazionali dell’acqua e alle politiche dei governi più potenti del mondo". "Seppure partecipino anche alcune Ong, poteri locali e parlamentari, in realtà questa Agenzia Privatistica convoca Governi ed organismi internazionali per definire le linee fondamentali dell’uso, della proprietà, della gestione del bene comune acqua senza alcuna leggitimità e secondo logiche commerciali e liberiste" - denuncia il Forum italiano dei Movimenti per l'acqua che sarà presente con una delegazione a Istanbul. Le associazioni del Forum Alternativo sono impegnate soprattutto nelle lottte contro la privatizzazione dell'acqua e a favore di una gestione pubblica, partecipata e democratica della risorsa idrica intesa come "un diritto umano inalienabile" anche se non ancora riconosciuto dalla Dichiarazione Universale dell'Onu'.

Molte associazioni, inoltre, accusano il governo turco di Recep Tayyip Erdogan per la gestione delle risorse idriche, in particolare per i progetti che riguardano le dighe che sbarrano corsi d'acqua vitali e mettono a serio repentaglio tutto l'ecosistema circostante, come la diga Ilisu, sul fiume Tigri nell'est del Paese, appoggiata dal governo Erdogan ma osteggiata da molti sia in Turchia sia all'estero anche per le gravi ripercussioni che potrebbe avere sull'ambiente. Nel corso del Forum Alternativo si svolgeranno seminari e incontri sui temi delle conseguenze della privatizzazione dell'acqua e sugli esempi positivi di gestioni pubbliche e partecipate. Si svolgerà inoltre un'udienza pubblica del "Tribunale dell'Acqua" su quattro casi di conflitti correlati all'acqua - due in Turchia e due in altri paesi - e verrà promossa una ''Giornata internazionale'' per concordare le strategie con i governi e gli enti locali che partecipano al Forum ufficiale, favorevoli al riconoscimento del diritto all'acqua. [GB]

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