Greenpeace: Intesa e Enel finanziano nucleare obsoleto in Slovacchia

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Il logo della campagna di Greenpeace ©Greenpeace

"Banca Intesa Sanpaolo finanzia il completamento di due reattori nucleari degli anni '70 a Mochovce in Slovacchia in cui è coinvolta l'Enel attraverso la controllata Slovenské Elektrárne". Lo afferma Greenpeace che nei giorni ha fatto visita alle agenzie di Banca IntesaSanpaolo per informare i clienti sulla decisione del Gruppo che ha già concesso una linea di credito di circa 100 milioni di euro senza aver ricevuto alcuna garanzia sulla sicurezza dei reattori.

Nel consorzio di nove banche che hanno accordato il finanziamento di 800 milioni di euro figura infatti anche IntesaSanpaolo. "Banca IntesaSanpaolo si presenta - almeno a livello pubblicitario - come un soggetto responsabile che ha a cuore l'ambiente" - afferma Greenpeace che chiede alla banca di fare lo stesso passo di altri gruppi bancari e decidere di ritirarsi dal finanziamento di una centrale nucleare di tipo sovietico. La Banca Europea per la ricostruzione e lo sviluppo (ERBD) si è rifiutata di finanziarne il completamento, mentre un reattore dello stesso tipo è stato chiuso nel 1990 a Greisfwald, in Germania, appena entrato in funzione.

Le reti europee hanno preparato i testi di due email da inviare entro il 17 marzo una al consorzio di nove banche che hanno accordato il finanziamento e la seconda alla Commissione Europea che a breve dovrà dare un parere ufficiale sulla centrale nucleare di Mochovce. "Il completamento dei reattori di Mochovce è pericoloso" - afferma Greenpeace. "La tecnologia è assolutamente antiquata: reattori sovietici di 40 anni fa senza un guscio di contenimento che possa proteggerli da eventi esterni come la caduta di un aereo o un attentato terroristico. Mentre oggi i reattori di terza generazione vengono costruiti con un doppio guscio di contenimento".

"Il progetto, inoltre, verrà avviato in totale mancanza di partecipazione pubblica, in quanto l'attuale Governo non intende effettuare alcuna procedura di Valutazione di Impatto Ambientale" - spiega Greenpeace. "Viene negata ai cittadini la possibilità di influenzare il processo decisionale e ciò rappresenta una chiara violazione della normativa europea". Per questo Greenpeace ha annunciato nei giorni scorsi di aver provveduto a citare in giudizio il Governo Slovacco. Greenpeace critica da tempo il progetto perché, con la scusa è che l'autorizzazione venne data nel 1986 prima dell'entrata in vigore della Direttiva europea di Valutazione d'Impatto Ambientale (VIA) le autorità slovacche ed Enel non hanno avviato alcuna procedura di Valutazione.

Da sottolineare il ruolo di primo piano dell'Enel in questo progetto attraverso la controllata Slovenské Elektrárne. L'anno scorso il primo ministro slovacco Robert Fico ha siglato con l'amministratore delegato dell'Enel, Fulvio Conti, un accordo che prevede l'investimento di 1,6 miliardi di euro per completare i due reattori nucleari sovietici di seconda generazione a Mochovce. "Nel complesso è un investimento maggiore di quello che secondo il piano industriale di Enel è stato effettuato in Italia per realizzare cinquemila Megawatt di impianti a gas a ciclo combinato" - commentava Giuseppe Onufrio, direttore delle Campagne di Greenpeace. [GB]

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