Finanziaria: novità positive, ma manovra incapace di futuro

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"La Finanziaria del 2008 fa registrare alcune novità importanti e nello stesso tempo evidenzia tutti i limiti di una politica economica incapace di investire nel futuro e in un diverso modello di sviluppo". Così la campagna Sbilanciamoci! commenta la manovra del 2008 (finanziaria e decreto legge fiscale) approvata nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri e presentata oggi al Senato dal ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa.

"Sarebbe stato possibile - dopo il risanamento del 2007 e le maggiori risorse derivanti dalla lotta all'evasione fiscale - delineare una politica capace di intervenire sui problemi più profondi del paese: le crescenti disuguaglianze, il degrado ambientale, la fragilità del welfare, la diffusione di povertà e precarietà. Così non è stato fatto" - continua la nota della campagna Sbilanciamoci!. "La manovra di quest'anno lascia immutati i meccanismi che hanno prodotto questi problemi e introduce solo alcuni positivi, ma limitati provvedimenti per farvi fronte. Per di più, alcuni di questi sono misure una-tantum, inserite in un decreto-legge e quindi senza interventi sulla struttura della spesa". Per questo Sbilanciamoci! ha lanciato una petizione online per una finanziaria diversa che metta al centro i diritti, l'ambiente e la pace.

La Campagna riconosce che "è certamente importante che non siano state tagliate risorse agli enti locali, alla sanità, alle spese sociali. Si tratta di un cambio di impostazione rispetto al passato. Come sono rilevanti alcune misure proposte: i provvedimenti per la casa, i fondi per gli aiuti pubblici allo sviluppo, le risorse per gli incapienti, le agevolazioni per le energie rinnovabili, le ferrovie per i pendolari (misura questa solo annunciata e dai contorni generici). Tutti provvedimenti richiesti da Sbilanciamoci! in questi anni. Riconosciamo il significato e la qualità di queste misure". "Ma - sottolinea Sbilanciamoci! - nello stesso tempo c'è l'ennesimo regalo - in modo assistenziale e uniforme- alle imprese, come il taglio all'IRES e all'IRAP: è a costo zero solo nominalmente e solo perché il governo ha aumentato l'aliquota sui dividendi che invece di sostenere il gettito fiscale complessivo ritorna nelle tasche degli imprenditori sotto forma di riduzione di IRES e IRAP.

Sotto accusa anche l'aumento dei fondi per la cooperazione che - nota Sbilanciamoci! "è dovuto al saldo dei debiti pregressi e non come crescita strutturale della bassissima spesa per l'aiuto pubblico allo sviluppo". Simili rilievi erano stati mossi nei giorni scorsi anche dall'Associazione delle Ong italiane che ha lanciato un appello a tutte le forze politiche "affinchè con la discussione parlamentare dei prossimi mesi si corregga questo incomprensibile arretramento del Governo sulla cooperazione internazionale, come minimo confermando la tabella di marcia prevista nel DPEF".

Un capitolo del Dpef è dedicato alla Cooperazione allo sviluppo invitava i Ministeri competenti (Affari Esteri e Ministero dell'Economia e delle Finanze) "a definire obiettivi annuali per il triennio 2008-2010, che dovranno tendere " al netto degli arretrati per gli anni precedenti, per i quali dovranno essere individuate le risorse necessarie " al raggiungimento dello 0,33 per cento nel 2008 (stimabile intorno ai 4,7 miliardi complessivi) e dello 0,42 per cento nel 2009 (stimabile intorno ai 6,1 miliardi complessivi), per poter giungere allo 0,51 per cento nel 2010 (stimabile intorno ai 7,5 miliardi complessivi)".

"A luglio avevamo salutato con grande positività la previsione fatta con il DPEF grazie alla quale, sebbene con un anno di ritardo rispetto agli impegni assunti con l'Unione Europea, l'Italia si sarebbe riallineata con dignità di fronte alla comunità internazionale - dichiara Sergio Marelli, presidente della Associazione Ong italiane - un giudizio positivo corroborato dalla proiezione per il 2009 e 2010 di cifre crescenti fino al raggiungimento dello 0,51% per 2010 come convenuto con l'UE". "La sorpresa di oggi è vedere che invece dei 1.700 milioni di euro aggiuntivi promessi con il DPEF, il Governo decide di stanziare solo 100 miseri milioni di euro/anno per il triennio 2008-2010" - continua Marelli che definsce la scelta una nuova "battuta di arresto per l'Italia". Nelle scorse settimane con il pagamento dei 260 milioni di euro di cui era debitore, il governo italiano ha comunque finalmente concluso il processo di versamento del proprio contributo al Fondo Globale per la Lotta all'Aids, Tubercolosi e Malaria (Gfatm) per il biennio 2006-2007.

Tornando alla Finanziaria, la campagna Sbilanciamoci! evidenzia che "i soldi per le energie rinnovabili sono solo sotto forma della reiterazione delle agevolazioni dello scorso anno e non come un vero piano di investimenti strutturali e di lungo periodo per liberarci dalla tirannia del carbone e dal petrolio". E sopratutto " continuano a crescere le spese per le armi, grazie agli impegni presi nella finanziaria del 2007: ben 1 miliardo e 550 milioni anche per il 2008.
E ci sono ancora molti soldi per le grandi opere: e tra queste ben 190 milioni per il Mose. I soldi per le università e per la scuola, per il servizio civile e i giovani sono briciole rispetto alle necessità vere. Non ci sono misure importanti (di agevolazione fiscale, di lotta al precariato) per le politiche del lavoro. Né c'è la realizzazione dell'impegno del programma dell'Unione per uniformare la tassazione delle rendite finanziarie al 20%.

"Pur riconoscendo le novità (niente tagli al sociale e alcuni provvedimenti positivi), la finanziaria 2008 è una finanziaria incapace di futuro, condizionata da una politica economica restrittiva che - pur introducendo qualche limitata misura di redistribuzione - lascia immutati i meccanismi che sono alla base delle difficoltà del paese: il peso eccessivo della rendita finanziaria e immobiliare, un sistema di imprese privo di strategie che viene sostenuto da nuovi sgravi fiscali indiscriminati, meccanismi di mercato e situazioni di privilegio che restano senza controlli e correttivi" - commenta Sbilanciamoci!.

"Per il 2008 c'erano tutte le condizioni - maggior gettito fiscale, rientro nei parametri europei, ripresa della crescita- per avviare un programma capace di orientare le priorità dello sviluppo del paese, sostenere l'occupazione e i salari, rinnovare il welfare, ridurre le diseguaglianze, tutelare l'ambiente, sostenere la ricerca e la formazione. Così non è stato e per questo Sbilanciamoci! esprime - insieme agli apprezzamenti per le misure positive - tutte le critiche per una politica incapace di futuro" conclude la nota della campagna che nei prossimi giorni si impegnerà a per chiedere cambiamenti alla manovra e il prossimo 17 ottobre presenterà al Senato la Controfinanziaria con le proposte nel dettaglio. [GB]

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