Onu: 28 esperti al lavoro sul Trattato per i trasferimenti di armi

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Il simbolo all'esterno del Palazzo dell'Onu

Sono iniziati lunedi scorso i colloqui in ambito Onu per la stesura del Trattato Internazionale sui trasferimenti di armi. 28 delegati da ogni continente - tra cui il rappresentante del governo italiano - partecipano al "Gruppo degli Esperti Governativi" a New York, dove inizieranno la loro prima discussione su un Trattato Internazionale sui Trasferimenti di Armi (Arms Trade Treaty).

"E' un momento storico del cammino verso il controllo delle armi convenzionali" - affermano i promotori della campagna Control Arms, sostenuta dal 2003 da centinaia di organizzazioni non-governative per ottenere un Trattato che proibisca i trasferimenti di armi che alimentano i conflitti, la povertà e le violazioni dei diritti umani. "Mentre l'80% degli Stati appoggiano con forza questi obiettivi, qualche governo resta scettico ed erroneamente afferma che un Trattato impedirebbe i trasferimenti responsabili di armi per gli scopi di difesa, di polizia e di peacekeeping" - dichiarano i promotori della Campagna.

Nel dicembre del 2006, l'Assemblea generale dell'Onu aveva dato il via ai lavori sul Trattato, con una grande maggioranza di voti a favore ma col voto contrario degli Stati Uniti e 24 astensioni e lo scorso anno 100 stati hanno risposto alla richiesta del Segretario Generale di partecipare al Gruppo di Esperti - una quantità di dieci volte superiore a quella consueta. Inoltre una serie di capi militari, comandanti di polizia, medici, parlamentari, leader locali, associazioni impegnate sui diritti umani, celebrità, gruppi religiosi, e gente costretta a fuggire dalla violenza, ha partecipato agli eventi organizzati da Control Arms e alla Consultazione Popolare Mondiale che richiede maggiori controlli sui trasferimenti internazionali di armi.

"Siamo molto soddisfatti del cammino fatto e di come tutte le nostre organizzazioni si sono impegnate attivamente per questa importante campagna, la prima che si può definire realmente globale sul tema del controllo degli armamenti"- dichiara Francesco Vignarca, coordinatore della Rete Disarmo. "Ci auguriamo che la presenza dell'Italia nel Gruppo di Esperti significhi un forte contributo verso un testo di Trattato realmente vincolante ed applicato; in questo senso l'apporto del nostro paese, che può valorizzare oltre quindici anni di esperienza della Legge 185/90 - una delle più avanzate al mondo - possa essere fondamentale. E ci auguriamo che questo sia l'intendimento del nuovo governo che verrà a breve scelto nelle prossime consultazioni elettorali" - conclude Vignarca. Va ricordato che la prima fase della campagna, caratterizzata dalla raccolta di volti per la "Fotopetizione internazionale", ha visto l'adesione in Italia di oltre 40.000 persone, tra cui centinaia di personaggi della cultura e dello spettacolo, che hanno "messo la faccia" contro le armi.

Brian Wood, direttore della ricerca sul controllo della armi in Amnesty International continua dichiarando: "Ogni giorno continuiamo a documentare enormi violazioni dei diritti umani e crimini di guerra che sono il risultato del commercio irresponsabile di armi convenzionali, comprese le armi leggere. Questo Trattato è urgente ma sarà efficace solo se chiederà ai governi di proibire i trasferimenti quando c'è il chiaro rischio che le armi saranno usate per gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e delle norme sui diritti umani"

Rebecca Peters, direttrice di IANSA afferma: "Questo Trattato crea un nuovo livello di cooperazione globale. Il commercio incontrollato di armi leggere distrugge vite umane a blocca il futuro sostenibile. Gli esperti governativi debbono prendere in considerazione tutti gli aspetti del commercio di armi leggere, dalla produzione all'intermediazione, dal trasporto alla logistica."

Conclude le dichiarazioni delle organizzazioni promotrici Anna MacDonald, direttrice della campagna Controlarms in Oxfam: "Questi colloqui in ambito Onu sul controllo delle armi non devono fallire. Mille persone ogni giorno muoiono a causa della violenza armata e molte altre migliaia vedono la propria vita distrutta. E' necessario che facciamo tutto quello che possiamo per ridurre questi dati. Questi esperti governativi hanno un'opportunità senza precedenti di contribuire ad impedire la violenza armata." La campagna Control Arms è promossa internazionalmente da Amnesty International, dalla Rete Internazionale di Azione sulle Armi Leggere (IANSA) e da Oxfam. In Italia la campagna è stata rilanciata dalla Rete Italiana per il Disarmo.

I fatti salienti:

1. Il Gruppo degli Esperti Governativi è stato nominato dal Segretario Generale per esaminare la fattibilità, lo scopo e i parametri di un Trattato sui Trasferimenti di armi e dovrà relazionarne all'Assemblea Generale dell'Onu che si terrà nell'Ottobre 2008.

2. Nel 2006, nell'Assemblea Generale dell'Onu 153 stati hanno votato a favore dell'inizio dei lavori su un Trattato Internazionale sui trasferimenti di armi (ATT): 24 stati si sono astenuti e solo gli Stati Uniti hanno votato contro.

3. La campagna Control Arms ha presentato ampie proposte per un Trattato Mondiale sui Trasferimenti di armi (ATT) che impedisca i trasferimenti internazionali quando c'è la possibilità che queste vengano usate per perpetrare violazioni del diritto internazionale, soprattutto della legislazione internazionale sui diritti umani e del diritto internazionale umanitario.

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