UE: presto divieto import e commercio di pelli di cane e gatto

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Gatto - da www.infolav.org

La LAV plaude alla proposta presentata oggi dalla Commissione Europea con la quale si intende vietare l'importazione e il commercio di pelli di cane e gatto in tutti i Paesi UE. Queste pellicce, infatti, sono vietate finora solo in cinque dei 25 Paesi che compongono l'Unione. E il nostro Paese fu il primo in Europa, e secondo nel mondo dopo gli USA, ad aver imposto un bando nazionale all'importazione e commercio di tali pelli, prima con l'Ordinanza dell'allora Ministro della Salute Sirchia, emessa nel 2001 e rinnovata nei due anni successivi, poi con l'inserimento del divieto nella Legge 189/04 contro il maltrattamenti agli animali.

La Proposta presentata oggi dal Commissario europeo per i consumatori, Markos Kyprianou, intende organizzare un rigido sistema di controlli con l'intento di bloccare non solo quei prodotti in cui l'uso di pellicce di cane o gatto possa essere più evidente, come gli inserti nei capi di abbigliamento, ma anche quegli oggetti nei quali tale uso potrebbe non essere palese, come peluche, giocattoli, ma anche cappelli e pantofole, che non hanno un'etichetta o che, pur avendola, riportano genericamente "pelliccia sintetica" o di altri animali.

"La Proposta presentata oggi dalla Commissione Europea, è la testimonianza di una grande attenzione ai consumatori da parte del Commissario Kyprianou, a cui va il nostro plauso per aver confermato il suo impegno politico su questo argomento, ed è anche il frutto di anni di solleciti ed azioni da parte delle associazioni animaliste, con la LAV in prima fila in Italia, in seguito ad investigazioni ed analisi su alcuni capi di abbigliamento con parti in pelliccia, in vendita nei Paesi Europei - ricorda Roberto Bennati, responsabile LAV campagne europee - In Italia le analisi commissionate dalla LAV rivelarono la presenza di pellicce di cane e gatto in capi di abbigliamento in vendita presso alcuni grandi magazzini. Tale scoperta diede origine ad un'ondata di indignazione dell'opinione pubblica italiana, che portò ai provvedimenti di divieto emanati in questi anni".

Secondo la proposta di direttiva, gli Stati membri dovranno scambiarsi regolarmente informazioni sui metodi per rilevare queste pellicce e condividere i test che si sono dimostrati più efficaci. "Tuttavia, ha specificato Kyprianou, questo non è il primo passo verso la messa al bando di altre pellicce, ma solo la risposta ad una particolare sensibilità dei consumatori europei, ossia l'amore per gli animali domestici".

La LAV invita comunque il Governo italiano, ed in particolare il Sottosegretario alla Salute Gianpaolo Patta e il Ministro per il Commercio con l'Estero, on. Emma Bonino, a sostenere questa proposta in sede europea, per mettere fine ad un commercio che ogni anno uccide circa due milioni di cani e gatti in Cina, Thailandia, Filippine e Corea (stime HSUS). Occorrono, infatti, dai 10 ai 12 cani per confezionare una pelliccia, molti di più se per realizzarla vengono usati dei cuccioli; 24 se la pelliccia viene confezionata con pelli di gatto: animali randagi appositamente catturati, che vengono tenuti in condizioni indescrivibili fino al momento dell'uccisione, tuttaltro che incruenta.

La LAV chiede inoltre al Governo italiano di seguire questo esempio anche per il commercio di prodotti di foca. Dopo il voto di giovedì del Consiglio d'Europa che ha approvata una risoluzione di condanna della caccia alle foche e l'indirizzo agli Stati UE a vietare il commercio di prodotti, in considerazione dell'iter avviato da altri Paesi europei come il Belgio, l'Olanda, la Germania e la Slovenia, è tempo di approvare una legge che anche in Italia vieti la commercializzazione dei prodotti di foca. Il Ministro dell'Ambiente On Pecoraro Scanio, ha oggi la possibilità di avviare la discussione di una legge che ponga fine alle importazioni e alla commercializzazione delle pelli di foca. [GB]

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