3 Settembre

Anniversario della convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne

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Quando si parla di discriminazione contro le donne si pensa generalmente a queste ultime come vittime di violenze e soprusi. In alcuni paesi del mondo queste pratiche sono senza dubbio parte della cultura e, peggio ancora, avallate dalla legge. Ma c’è di più. La discriminazione si può perpetuare, ovunque, anche attraverso forme più silenziose ma non meno gravi. L’esclusione dal diritto di successione è, ad esempio, un discrimine. Così come lo sono le forme di esclusione sociale e le limitazioni sul diritto di proprietà, la negazione dell’accesso al credito, il divieto d’istruzione e l’esclusione dalla vita politica.

La Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne (CEDAW), è il più importante strumento internazionale giuridicamente vincolante in materia di diritti delle donne. Ratificata nel 1979 da 185 stati, Italia compresa, la convenzione vincola i Governi ad adeguare la propria legislazione nazionale in direzione della parità di genere in tutti i settori e ad eliminare ogni discriminazione praticata da "persone, enti e organizzazioni di ogni tipo". Un’apposita commissione, denominata Commissione CEDAW, esamina ogni 4 anni i rapporti ricevuti dai vari stati e verifica il grado di raggiungimento dei vari obiettivi.

Cosa fare oggi?

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Accadde oggi:

  • 1953: entra in vigore la Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.
  • 1981: entra in vigore la Convenzione ONU sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne.
  • 1982: il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, noto per il suo impegno nella lotta contro il terrorismo e contro la mafia, muore a Palermo in seguito ad un agguato di stampo mafioso.
  • 2004: in Ossenzia, nella scuola n° 1 della cittadinanza di Beslan si consuma una strage. Nel blitz delle forze Speciali Russe per liberare gli ostaggi dai terroristi ceceni, muoiono 390 tra bambini e adulti.

3 Settembre nel mondo

  • San Marino: fondazione della repubblica, 301
  • Qatar: indipendenza dal Regno Unito, 1971
  • Tunisia: giorno della memoria
  • Australia: giorno della bandiera

Salima Ghezali

Mafhoum.com

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Giornalista e attivista algerina, premio Sakharov per la libertà di pensiero 1997, Salima Ghezali è una delle più note esponenti del femminismo arabo e della lotta democratica dei paesi del Maghreb. Nata vicino ad Algeri nel 1958, mentre studiava per diventare insegnante aderisce negli anni 80 ai movimenti delle donne in favore del rispetto dei diritti umani e per una società più evoluta. Dopo aver lavorato come giornalista in varie testate, nel 1994 nel pieno della guerra civile tra il governo laico e gli integralisti islamici, nonostante le ripetute minacce, fonda la rivista “La nazione” mediante la quale lancia appelli per superare attraverso mezzi pacifici la tragica situazione che insanguinava il paese. La sua libertà di pensiero, mal sopportata da ambedue gli schieramenti in lotta, le costa la chiusura del suo giornale. Approdata a “le monde diplomatique” continua la sua battaglia che vede dopo lunghi anni, nel 2002, la riapertura in Algeria de “La nazione”. Oggi Salima Ghezali è una delle osservatrici più attente dei cambiamenti in atto nel mondo arabo.

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Il testo è riproducibile in parte o in toto da tutti i media italiani citando la fonte e dandone comunicazione a Unimondo.
Se il lettore nota carenze od omissioni può scrivere a [email protected] Le descrizioni dei personaggi qui riportate sono state rese possibili grazie al sostegno della Provincia Autonoma di Trento (PAT).
Il tutto è stato raccolto in un opuscolo edito dalla PAT dal titolo "Una persona un giorno".