26 Marzo

Diritto alla terra

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"Tre quarti degli 852 milioni di uomini e donne che soffrono la fame si trovano in aree rurali e dipendono dall’agricoltura per la propria sopravvivenza. Si tratta per lo più di contadini senza terra o con possedimenti così piccoli e così poco produttivi da non permettere di provvedere al sostentamento delle famiglie". Così la FAO, a Porto Alegre nel 2006.

Quello dell’accesso alla terra, fonte di sostentamento e di occupazione, nonché elemento di identità culturale per milioni di persone, rappresenta un diritto minacciato, a causa sia di fenomeni naturali (come allagamenti e siccità) e sia a causa dell’uomo. Popoli indigeni e piccoli agricoltori di tutto il mondo sono in conflitto con gli interessi economico-commerciali di governi e multinazionali, responsabili di espropri forzati e deforestazioni, come riporta il Programma delle Nazioni Unite per gli insediamenti umani (UN- Habitat). Inquinamento, urbanizzazione selvaggia, sfruttamento delle risorse e cambiamento climatico completano l’opera.

Non solo. Il diritto alla terra, come ci ricordano i Sem terra, è indissolubilmente legato all’accesso ad altri diritti umani fondamentali dell’uomo, come quello alla casa, al lavoro, all’acqua e alla sicurezza alimentare.

Cosa fare oggi?

Fatti l’orto!

Accadde oggi:

  • 1827: muore Ludwig van Beethoven, compositore e pianista tedesco di talento inarrivabile, precursore del romanticismo musicale.
  • 1893: nasce Palmiro Togliatti, politico italiano, uno dei membri fondatori del Partito Comunista Italiano.
  • 1975: viene adottata al convenzione che vieta l'uso di armi biologiche.
  • 1995: entra il vigore il Trattato di Schengen.

26 Marzo nel mondo

  • Bangladesh: indipendenza dal Pakistan, 1971
  • Vietnam: giorno della gioventù

Domitila Barrios

Word.world-citizenship.org

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“Siglo XX”: questo il nome un po’ inquietante della comunità di minatori di Potosi in Bolivia in cui Domitila Barrios è nata, cresciuta e ha svolto la sua attività per la promozione dei diritti umani e dei diritti dei lavoratori. Nata nel 1937, Domitila riesce a completare gli studi superiori nonostante avesse dovuto seguire i fratelli poiché la madre era morta e il padre era un violento alcolista. Dopo questa giovinezza difficile nel 1957 si sposa con un minatore di Potosi da cui avrà sei figli e al cui fianco lotterà per lunghi anni. Nel 1963 fonda l’Housewife committee, il comitato delle mogli dei minatori, che comincia a protestare con metodi nonviolenti quali lo sciopero della fame. Domitila viene più volte arrestata secondo la consueta giustizia di regime sempre schierata con le multinazionali. Nel 1975 però il caso delle miniere di Potosi viene conosciuto a livello internazionale e piano piano migliorano le condizioni dei lavoratori: ancora oggi però lo sfruttamento, umano e ambientale, è incontrollato e soltanto l’esempio di donne come Domitila può dare la speranza per proseguire il cammino.

Per approfondire.

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Il testo è riproducibile in parte o in toto da tutti i media italiani citando la fonte e dandone comunicazione a Unimondo.
Se il lettore nota carenze od omissioni può scrivere a [email protected] Le descrizioni dei personaggi qui riportate sono state rese possibili grazie al sostegno della Provincia Autonoma di Trento (PAT).
Il tutto è stato raccolto in un opuscolo edito dalla PAT dal titolo "Una persona un giorno".