23 Maggio

Lavoro decente

lineofwork.org

La crisi economica ha accentuato il problema della disoccupazione. I giovani fanno fatica a trovare un lavoro, molti di quelli che già lavoravano hanno perso l’impiego o hanno visto ridotto il loro salario. Nei sud del mondo la disoccupazione è una delle maggiori cause di povertà estrema. Sono sempre più le persone costrette ad arrangiarsi con lavori informali o saltuari. Oltre 200 milioni, secondo le stime, sono i bambini obbligati a lavorare. 12 milioni di individui sono ancora oggi costretti ai lavori forzati. Le morti e gli infortuni sul lavoro non conoscono confini, da nord a sud. Il rispetto dei diritti sindacali è aspetto sconosciuto in buona parte dei paesi del mondo. C’è ancora chi paga con la vita l’impegno a difesa dei lavoratori.

 

Un lavoro è dignitoso e decente solo quando è equo, libero e sicuro: significa giusta retribuzione, ambienti di lavoro sicuro, protezione sociale per le famiglie, prospettive di sviluppo sociale, libertà di espressione e associazione, diritto ad un’assicurazione, parità di trattamento tra uomini e donne, abolizione del lavoro minorile e del lavoro forzato.

 

L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) è impegnata negli ultimi anni nella realizzazione di un’Agenda per il lavoro decente, basata sul rafforzamento di quattro indicatori di qualità del lavoro: diritti fondamentali, opportunità di impiego, sicurezza sociale e rappresentanza collettiva. In particolare, l’OIL mira a rafforzare la capacità degli Stati di integrare il tema del lavoro decente nelle proprie politiche nazionali.

Cosa fare oggi?

Se subisci un’ingiustizia sul luogo di lavoro, rivolgiti al tuo sindacato.

Accadde oggi:

  • 1953: nasce Agathe Uwilingiyimana, politica ruandese. È stata la prima e unica donna Primo Ministro del Ruanda. È rimasta uccisa in un attentato all'inizio del genocidio ruandese del 1994.
  • 1992: Strage di Capaci. Si tratta di un attentato mafioso avvenuto sull'autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci, a pochi chilometri da Palermo. Persero la vita il magistrato antimafia Giovanni Falcone, sua moglie e tre agenti della scorta.
  • 2004: la sinagoga di Roma festeggia il secolo di vita.
  • 2008: viene firmato a Brasilia il trattato costitutivo dell'Unione delle Nazioni Sudamericane, Unasud. È una comunità politica ed economica integrata per i dodici Stati indipendenti del Sud America.

 

Giovanni Falcone

Wikipedia.it

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Simbolo di una lotta alla mafia condotta attraverso strumenti giudiziari e investigativi innovativi ma anche basata su una coraggiosa svolta culturale nella direzione della legalità, Giovanni Falcone rappresenta la parte migliore dell’Italia. Il suo assassinio, della moglie e degli uomini della scorta, avvenuto il 23 maggio 1992, fu uno spartiacque nella storia recente del nostro paese: la figura del giudice siciliano emerse così come esempio di una vita spesa per la giustizia e la verità. Nato a Palermo nel 1939 divenne magistrato nel 1964 e, a partire dal 1970 entrò a far parte del pool antimafia di Palermo presieduto dal giudice Caponnetto. Falcone ebbe chiaro fin dall’inizio che per combattere la mafia bisognava attuare indagini patrimoniali e bancarie nonché avere collaboratori interni all’associazione criminale in grado di svelarne i segreti. Fu il caso di Tommaso Buscetta che, interrogato nel 1984 per molti mesi da Falcone mentre imperversava una guerra di mafia, aprì le porte al maxi-processo di Palermo. A seguito di questi successi, una campagna di veleni scosse l’ambiente giudiziario impedendo a Falcone di essere nominato Alto commissario per la lotta alla mafia. Tra mille polemiche nei primi anni ’90 il giudice promosse l’idea della creazione di un'unica procura antimafia: l’autobomba di Capaci fermò questa sua instancabile attività.

Per approfondire.

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Se il lettore nota carenze od omissioni può scrivere a [email protected] Le descrizioni dei personaggi qui riportate sono state rese possibili grazie al sostegno della Provincia Autonoma di Trento (PAT).
Il tutto è stato raccolto in un opuscolo edito dalla PAT dal titolo "Una persona un giorno".