17 Luglio

Stop al lavoro minorile

libertaegiustizia.it

Secondo l'Ilo, organizzazione internazionale del lavoro, nel mondo ci sono più di 218 milioni di bambini sfruttati nelle fabbriche, nei campi, nelle cave, nelle miniere, negli alberghi. Bambini tra i 5 ed i 15 anni ai quali viene negato il diritto all'educazione. Le aree principalmente interessate dal lavoro minorile sono Asia, Oceania, Africa e America Latina (soprattutto Colombia e Brasile). Non sono però esclusi dal fenomeno Stati Uniti ed Europa. Pur essendo presente in tutto il mondo, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, vi sono alcune condizioni che favoriscono questo fenomeno. In primis la povertà: nella maggior parte dei casi i bambini devono lavorare per contribuire al reddito familiare. Il lavoro minorile può essere causa, e non solo conseguenza, di povertà sociale ed individuale. In alcuni casi svolgendo attività lavorative, un bambino non avrà la possibilità di frequentare in modo completo neppure la scuola elementare, rimanendo in una condizione di analfabetismo a causa della quale non potrà difendere i propri diritti, anche di lavoratore adulto. Gli effetti del lavoro minorile, inoltre, si ripercuotono anche sulla salute. I prodotti usati nelle fabbriche danneggiano gli organi respiratori, gli occhi, il fegato, i reni e molto altro. Portare pesi o assumere posture forzate molto a lungo può pregiudicare la crescita armonica. I rumori eccessivi causano sordità parziale. Nell’altra parte ricca del mondo esiste un numero di bambini crescente e nullafacente che è parte dello stesso problema. La diseguaglianza.

Cosa fare oggi?

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Accadde oggi:

  • 1566: a 82 anni muore Bartolomè de Las Casas, difensore della causa degli indios d’America.
  • 1790: muore Adam Smith, economista e filosofo scozzese, padre della scienza economica classica e autore, nel 1776, della celebre opera Indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni.
  • 1888: nasce Shmuel Yosef Agnon, uni dei più grandi scrittori israeliani, il primo del suo paese a vincere il premio Nobel per la letteratura nel 1996.

17 Luglio nel mondo

  • Corea del Sud: festa della costituzione, 1948

José Antonio Abreu

Fesnojiv.gob.ve

Fesnojiv.gob.ve

Per bambini e giovani la musica può essere una fonte di educazione e di liberazione, capace di sottrarre alla logica dello sfruttamento intere generazioni. È questa la convinzione dell’economista, politico e compositore venezuelano José Antonio Abreu (1939) che, a partire dal 1975, ha dato il via a un progetto di educazione musicale che prevede non solo la formazione di una grande orchestra giovanile ma una capillare diffusione della musica tra le fasce di popolazione più svantaggiate: in pochi anni sono nate più di 100 orchestre amatoriali e molti altri gruppi che hanno coinvolto circa 100.000 giovani venezuelani in un movimento di massa con positive conseguenze politiche e sociali. “El Sistema”, questo il nome del progetto divenuto una fondazione statale, prevede corsi gratuiti per imparare a suonare ma anche a riparare gli strumenti, programmi speciali per bambini con disabilità e difficoltà di apprendimento, azioni per favorire l’inclusione sociale. Negli anni ’90 l’eccezionale successo dell’iniziativa, premiato anche dall’UNESCO, è stato la spinta per la nascita di progetti analoghi in altri paesi del mondo. Oggi la l'Orchestra giovanile Simón Bolívar, fondata anch’essa da Abreu e punta di eccellenza del Sistema, suona ovunque ed è stata guidata da grandi direttori come per esempio Claudio Abbado.

 Per approfondire.

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Il testo è riproducibile in parte o in toto da tutti i media italiani citando la fonte e dandone comunicazione a Unimondo.
Se il lettore nota carenze od omissioni può scrivere a [email protected] Le descrizioni dei personaggi qui riportate sono state rese possibili grazie al sostegno della Provincia Autonoma di Trento (PAT).
Il tutto è stato raccolto in un opuscolo edito dalla PAT dal titolo "Una persona un giorno".