16 Luglio

Stop al turismo sessuale

chincagio.myblog.it

L'Italia deve fare in conti con un triste primato: è la prima nazione in Europa per quanto riguarda il fenomeno del "turismo sessuale". Sono circa 80 mila ogni anno, infatti, i maschi italiani che si recano all'estero per soddisfare i loro istinti con una sessualità mercificata. L'obiettivo del viaggio è sempre quello di ottenere in cambio prestazioni sessuali da prostitute della zona e per questo le mete sono paesi in via di sviluppo, dove i prezzi sono bassi. La prima meta per gli italiani è il Brasile, seguito da Nepal, Bangladesh, Colombia, Ucraina, Bulgaria e Thailandia. Spesso e volentieri i "turisti del sesso" chiedono prestazioni a giovani ragazzine, anche minorenni, pagandole in denaro o in natura. Si calcola che vengano sfruttati 9 milioni di bambine e 1 milione di bambini in tutto il mondo. Questo tipo di turismo ha, secondo l'Onu, conseguenze sociali e culturali pesanti. Non solo per i paesi di destinazione ma anche in quelli di origine. Dietro a questi fenomeni di sfruttamento minorile ci sono spesso persone senza scrupoli che inducono ragazze alla prestazione per guadagnare denaro in modo facile. Il giro d'affari è, infatti, impressionante e si calcola attorno ai 250 miliardi di euro.

Cosa fare oggi?

Divulga il sito di ECPAT-Italia Onlus difende i diritti dei bambini dalla prostituzione, dal turismo sessuale e da tutte le altre forme di sfruttamento sessuale dei minori.

Accadde oggi:

  • 622: inizio del calendario islamico.
  • 1647: muore a Napoli Masaniello, protagonista nel 1647 della rivolta napoletana delle classi più umili contro le tasse imposte sugli alimenti di primo consumo, volute dal governo vicereale spagnolo.
  • 1945: nel deserto di Nuovo Messico gli Stati Uniti effettuano il primo esperimento nucleare della storia.
  • 1947: muore Raoul Gustav Wallenberg, diplomatico e filantropo svedese che durante la seconda guerra mondiale protesse e difese centinaia di ebrei ungheresi.
  • 1990: più di 1.600 persone muoiono nelle Filippine a causa di un violento terremoto di magnitudo 7,7 della scala Richter.

Irene Fernandez

amnesty.ca

amnesty.ca

Attiva in molteplici ambiti, dall’organizzazione di movimenti sindacali alle battaglie per la tutela dell’ambiente e per un’agricoltura sostenibile fino alle campagne contro la violenza sulle donne, Irene Fernandez (1946) è una figura di riferimento dell’impegno civile e democratico in Malaysia. Dopo aver lasciato l’insegnamento, dal 1970 si è dedicata a tempo pieno per i diritti dei lavoratori, concentrandosi dapprima sui problemi dei giovani (dal 1972 al 1975 è presidente della sezione malese del movimento Young Christian Workers Movement (YCW), poi delle donne e quindi dei migranti. Negli anni 80 la sua campagna contro la violenza sulle donne (vittime di abusi in famiglia nelle campagne, sfruttate sul lavoro, costrette alla prostituzione a causa del turismo sessuale) ha portato il governo malese a varare alcuni provvedimenti per contrastare questi fenomeni. Nel 1991 ha fondato l’organizzazione Tenaganita per la tutela dei lavoratori migranti che cominciavano ad arrivare in massa nel paese: la sua attività di concreta accoglienza e di pubblica denuncia la porta nel 1996 ad essere arrestata con l’accusa di aver propagandato notizie false. Condannata a un anno nel 2003 ma poi assolta definitivamente nel 2008, Fernandez continua il suo impegno anche in favore dei malati di Aids, corroborata da alcuni prestigiosi riconoscimenti internazionali.

Per approfondire.

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Il testo è riproducibile in parte o in toto da tutti i media italiani citando la fonte e dandone comunicazione a Unimondo.
Se il lettore nota carenze od omissioni può scrivere a [email protected] Le descrizioni dei personaggi qui riportate sono state rese possibili grazie al sostegno della Provincia Autonoma di Trento (PAT).
Il tutto è stato raccolto in un opuscolo edito dalla PAT dal titolo "Una persona un giorno".