23 Giugno

Università del saper fare

valegrove.blogspot.com

Nell’epoca della tecnologia e dell’informazione, conosciamo un sacco di cose ma abbiamo perso senso pratico e manualità. Se l'informazione, la cultura e la conoscenza intellettuale è aumentata, grazie alle innumerevoli fonti a disposizione, la capacità di autoprodursi qualcosa, come succedeva una volta, è senz’altro diminuita. Sapersi riparare la bicicletta, prodursi il sapone o lo yogurt, farsi da soli i vestiti, sostituire l’impianto elettrico della casa, ricavare un orto dal proprio giardino. Ormai è tutto e subito a portata di mano, comprando e pagando, perché quindi imparare da soli?

 

L’Università del saper fare, sposando la filosofia della decrescita felice, prova a dare la risposta. Far riscoprire alle persone la manualità, il gusto di fare qualcosa che abbia un senso, che sia tangibile e utilizzabile, non è solo una maniera di risparmiare soldi, ma anche e soprattutto una gioia personale, un nuovo rapporto con le cose che ci circondano, un differente contatto con la materia, non più usa e getta ma pensato e creato personalmente. Un apprendere da qualcuno per poi insegnare a qualcun altro. Considerando anche che, questo nuovo modello di produzione e consumo dà una grossa mano all’ambiente, grazie al riutilizzo delle risorse e alla riduzione dei trasporti e degli imballaggi.

Cosa fare oggi?

Impara come produrre da solo il detersivo

Accadde oggi:

  • 1750: nasce Deodat de Dolomieu, geologo francese, dal cui studio su un particolare minerale presero il nome le Dolomiti.
  • 1919: nasce Hermann Gmeiner, filantropo austriaco, ideatore e fondatore, nel 1949, dei Villaggi dei Bambini SOS.
  • 1980: Mario Amato, magistrato italiano, viene assassinato per mano del gruppo eversivo neofascita Nuclei Armati Rivoluzionari.
  • 1994: la Repubblica Sudafricana è riammessa all'Assemblea delle Nazioni Unite dopo il lungo periodo di Apartheid.

 

23 Giugno nel mondo

  • Estonia: festa nazionale
  • Lettonia: festa nazionale
  • Lussemburgo: festa nazionale, 1961
  • Svezia: festa di mezza estate

 

Nadine Gordimer

It.wikipedia

It.wikipedia

Molti sono gli uomini e le donne che hanno contribuito alla fine dell’apartheid in Sudafrica consentendo al paese di ritornare nella comunità internazionale proprio il 23 giugno del 1994. Nadine Gordimer, premio Nobel della letteratura tre anni prima, fa parte di questa schiera ma con due particolarità: essere ricca e bianca (di origine ebraica), non svolgere attività politica diretta. Il suo campo d’azione è la scrittura intrisa però di una tensione verso la libertà capace di smuovere le coscienze e di prepararle al cambiamento. Nata a Johannesburg nel 1923, Nadine Gordimer riceve una educazione conservatrice molto europea e lontana dalla tumultuosa realtà circostante. Autodidatta e scrittrice fin da giovanissima, scopre da sola la necessità di battersi per l’emancipazione dei neri. Negli anni ’60 e ’70, divenuta già abbastanza famosa in patria, si schiera apertamente con il movimento di Mandela conoscendo personalmente il leader e i vari protagonisti, partecipando a cortei, lotte, processi. Per lungo tempo Gordimer diviene una sorta di ambasciatrice nel mondo delle istanze di libertà (gli attivisti neri o erano in arresto o non potevano espatriare) mentre i suoi libri vengono censurati o vietati in Sudafrica. Il nuovo corso democratico del paese le riconosce la statura che merita e Nadine Gordimer può essere ricordata come una delle madri del Sudafrica libero.

Per approfondire.

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Il testo è riproducibile in parte o in toto da tutti i media italiani citando la fonte e dandone comunicazione a Unimondo.
Se il lettore nota carenze od omissioni può scrivere a cooperazione@unimondo.org Le descrizioni dei personaggi qui riportate sono state rese possibili grazie al sostegno della Provincia Autonoma di Trento (PAT).
Il tutto è stato raccolto in un opuscolo edito dalla PAT dal titolo "Una persona un giorno".