27 Febbraio

Giornata di mobilitizazione in difesa dello stato sociale

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Lo Stato sociale o, dall’inglese, Welfare state, rappresenta quel sistema di norme con il quale lo Stato si fa carico di un livello minimo di sicurezza socio-economica per i propri cittadini.

Uno Stato sociale che si definisce moderno, efficiente e sostenibile non è e non deve essere uno Stato assitenzialista. Non può ridursi al mero trasferimento generalizzato di denaro e risorse verso i settori della popolazione meno abbienti. Il Welfare state deve essere in grado di mettere in piedi un sistema di risorse e servizi che garantisca un accesso, che prescinda dal reddito, all’assistenza sanitaria, alla pubblica istruzione, al mercato del lavoro (con indennità di disoccupazione e sussidi familiari per chi non riceve uno stipendio), all’assistenza di invalidità e di vecchiaia.

Lo Stato sociale necessita di risorse, oltre che di volontà politica. A causa della mancanza delle due, si assiste oggi ad una profonda crisi del Welfare. L’ammodernamento di quest’ultimo implica scelte impopolari nel breve, che stanno rimandando di anno in anno le riforme promesse. Sempre meno entrate sono destinate allo Stato sociale: da una parte le priorità dei governi italiani che negli ultimi anni si sono succeduti, sembrano altre, a partire dalle spese folli destinate al comparto militare; dall’altra non è facile, in un periodo di congiuntura economica, chiedere il pagamento di maggiori tasse.

Ciò non toglie che una democrazia moderna non possa prescindere dallo Stato sociale, che un livello minimo di garanzie ed una base solida di certezze su cui partire debba essere garantito ad ogni cittadino, come ricordato in questa Giornata di mobilitazione nazionale.

Cosa fare oggi?

Leggi “La crisi dello Stato sociale in Italia. Opinioni a confronto”, AA VV, Edizioni Dedalo.

 

Accadde oggi:

  • 2010: Un violentissimo terremoto di magnitudo 8.8 devasta il Cile causando la morte di circa 450 persone.

27 Febbraio nel mondo

  • Repubblica Dominicana: indipendenza da Haiti, 1844
  • Repubblica Araba Saharawi Democratica: indipendenza dal Marocco, 1976

Adriano Olivetti

Italiachemerita.it

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Imprenditore, politico, intellettuale: Adriano Olivetti (1901-1960) rappresenta ancora oggi una delle figure più rappresentative del ‘900 italiano, esponente di quella borghesia illuminata purtroppo lentamente svanita. Dopo essersi laureato in ingegneria, nel 1926 cominciò a lavorare nell’azienda paterna a Ivrea prima come semplice operaio poi, dal 1932 come geniale direttore. Ebreo di padre entrò in contatto con i circoli intellettuali piemontesi e quindi, allo scoppio della guerra, appoggiò la resistenza. Nel dopoguerra la sua visione imprenditoriale “rivoluzionaria” perché basata sulla centralità della persona, si dispiegò in tutta la sua originalità: gli stabilimenti Olivetti – che occupavano in tutto fino a 36 mila operai – erano pensati come luoghi ospitali dove accanto alla produttività si puntasse alla cultura, alla socialità, al rapporto con il territorio. Fabbriche aperte, con annessi asili e biblioteche, in cui i lavoratori potevano partecipare alle scelte aziendali. Il successo della Olivetti fu strabiliante con la produzione della macchina da scrivere “Lettera 22” e la progettazione dell’elaboratore Elea. Adriano cercò poi di tradurre in politica le sue idee socialiste liberali di stampo personalista, lanciando nel 1948 il movimento “Comunità” (con il quale nel 1958 venne eletto parlamentare), divenendo sindaco di Ivrea nel 1956 e progettando il piano regolatore della Valle d’Aosta. La morte lo colse improvvisamente e quello di Olivetti fu un sogno spezzato come avvenne per l’Italia.

Per approfondire.

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Il tutto è stato raccolto in un opuscolo edito dalla PAT dal titolo "Una persona un giorno".