2 Dicembre

Giornata internazionale per l'abolizione della schiavitù

Era il 2 Dicembre 1949 quando l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la Convenzione per la soppressione del traffico di persone e lo sfruttamento della prostituzione altrui. Ad oltre 60 anni dalla convenzione, la schiavitù è una piaga ancora lontana dall'essere debellata. Certo, convenzioni, leggi e costituzioni di tutto il mondo vietano espressamente il ricorso a tale pratica, ma la schiavitù, in diverse forme, coinvolge ancora milioni di persone.

Un lavoratore clandestino costretto a lavorare 16 ore al giorno per un salario risibile e senza alcun diritto, sotto minaccia di denunica, non è forse uno schiavo? Una ragazza attratta fuori dal proprio paese con la promessa di un lavoro e poi costretta alla prostituzione, può dirsi libera? E chi, escluso dai circuiti classici del credito, deve rivolgersi ad usurai e mercati neri?

Recita l'articolo 4 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani:"nessun individuo può essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù". Ciononostante, la tratta degli schiavi è la terza attività illegale più redditizia del pianeta. A dimostrazione che cambiano forse le forme ma non la sostanza: quella della soppressione della libertà e dei diritti umani fondamentali.

Cosa fare oggi?

Leggi il dossier "Piccoli schiavi " a cura di Save the Children

 

Accadde oggi:

  • 1913: la scrittrice Karen Blixen decide di partire per l'Africa con lo scopo di acquistare una fattoria, per vivere lontano dalla civiltà e provare nuove emozioni. È l'inizio dell'esperienza che porterà alla redazione del romanzo autobiografico “La mia Africa”.
  • 1949: l'ONU istituisce la giornata internazionale per l'abolizione della schiavitù.
  • 1959: crolla la diga di Malpasset e l'inondazione che ne risulta provoca 421 vittime. Si tratta del più grande disastro nella storia francese.
  • 1970: viene creata la United States Environmental Protection Agency (EPA), l'agenzia statunitense per il controllo e la prevenzione ambientale.
  • 1978: con una lettera al Segretario delle Nazioni Unite Kurt Waldheim, in occasione del trentesimo anniversario della firma della Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo, Giovanni Paolo II chiede ad ogni Stato il rispetto della libertà religiosa dei propri cittadini.
  • 1983: entrata in vigore internazionale del Protocollo III sul divieto o la limitazione dell'impiego di armi incendiarie. Lo scopo fondamentale del protocollo è la protezione dei civili e dei beni di carattere civile.
  • 1988: Benazir Bhutto giura come primo ministro del Pakistan, diventando la prima donna a capo di un governo in una nazione a maggioranza islamica.

2 Dicembre nel mondo

  • Emirati Arabi Uniti: indipendenza dal Regno Unito, 1971

Ibrahim Rugova

M.eb.com

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Protagonista dell’indipendenza del Kosovo, intellettuale di statura europea, Ibrahim Rugova (1944-2006) ha saputo accompagnare il suo paese in anni segnati dalla violenza e dalla guerra, cercando per quanto possibile soluzioni concordate e di compromesso. Kosovaro di etnia albanese, Rugova studiò letteratura all’università di Pristina: durante gli anni ’70 cominciò a lavorare come giornalista iscrivendosi, più per opportunità che per convinzione, al partito comunista jugoslavo. Il suo impegno politico iniziò nel 1989 quando il presidente serbo Milosevic abolì la particolare autonomia del Kosovo: seguirono mesi tumultuosi con proteste e arresti mentre Rugova fondava la Lega democratica del Kosovo (LDK), mettendo in piedi una sorta di stato parallelo. Il pugno duro serbo venne meno durante gli anni della guerra di Bosnia; in queste circostanze Rugova preferì rafforzare la fragile entità kosovara piuttosto che conquistare con le armi la piena indipendenza. Opzione che nel 1998 venne invece scelta dal leader dell’esercito di liberazione del Kosovo, Thaci, che isolò Rugova per tutto il periodo della guerra con la Serbia. Lo scrittore di Pristina riuscì però a sconfiggere alle elezioni del 2002 il suo avversario divenendo il primo presidente del Kosovo. Nei suoi tre anni di mandato, prima di scoprire il tumore che lo porterà alla morte, Rugova riuscì a dare dignità al nascente Stato rimanendo un punto di riferimento costante in una regione che fatica a normalizzarsi.

Per approfondire.

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Il tutto è stato raccolto in un opuscolo edito dalla PAT dal titolo "Una persona un giorno".