17 Aprile

Stop agli investimenti sugli esplosivi

dexplo.net

Le bombe a grappolo (Cluster bombs) sono ordigni esplosivi, in genere sganciati da veicoli aerei che contengono al loro interno un certo numero di sottomunizioni, ovvero altre piccole bombe pronte ad esplodere e che vengono disperse in zone differenti dal corpo centrale. Per questo sono anche conosciute come bombe a grappolo. Molti di questi ordigni non esplodono all’istante e ben si mimetizzano col terreno, diventando di fatto armi pericolosissime anche negli anni successivi al loro sganciamento. Non è un caso, infatti, che molte di esse abbiano ucciso civili innocenti in periodi ben successivi al conflitto.

Proprio per la loro latente pericolosità, a livello internazionale esiste un trattato per la messa al bando delle Cluster bombs. Ne è vietata la produzione, l’utilizzo e il trasferimento. Alla convenzione ha aderito un elevato numero di Stati. Non tutti però. E così chi ha ancora interesse a finanziarne la costruzione o la commercializzazione ha gioco facile, potendo rivolgersi a quei paesi che non hanno firmato la convenzione. Ecco allora che numerose banche ed istituti finanziari europei e americani non rinunciano alla loro fetta di business. Banche, appunto, di Paesi contrari all’utilizzo delle bombe Cluster. Contro questo macabro finanziamento la campagna “Stop Esplosive Investments” ha deciso di mobilitarsi per chiedere agli istituti finanziari maggiore chiarezza e lo stop immediato dei finanziamenti. Il sito della campagna offre un elenco degli istituti incriminati ed un modello di lettera da inviare come protesta da parte dei cittadini.

Cosa fare oggi?

Scrivi al primo Ministro chiedendo subito l’adesione al trattato per la messa al bando delle Cluster bombs.

Accadde oggi:

  • 1912: l'esercito zarista compie il Massacro della Lena, uccisione di parecchie centinaia di lavoratori delle miniere d'oro di Bodajbo.
  • 1975: a Milano durante la manifestazione di protesta per l'omicidio Varalli scoppiano degli scontri tra le forze dell'ordine e i dimostranti. Un giovane di 26 anni, Giannino Zibecchi, militante del Coordinamento dei Comitati Antifascisti, muore travolto da un camion dei Carabinieri.

17 Aprile nel mondo

  • Giornata internazionale della lotta contadina
  • Siria: indipendenza dalla Francia, 1946

Rebecca Peters

Cylex-uk.co.uk

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Quelli della detenzione, della diffusione e del conseguente utilizzo di armi di piccolo calibro sono fenomeni che segnano pesantemente la vita dei paesi occidentali, specialmente anglosassoni, spargendo violenza e morte, ma anche garantendo buoni affari alle ditte produttrici. Rebecca Peters, fondatrice e già direttrice del network per un’azione internazionale sulle piccole armi (IANSA), si batte da anni per una legislazione più restrittiva nel campo del commercio e del possesso di tali armi. Nata nel 1962 in Costa Rica da genitori americani, da giovane si trasferisce con la famiglia in Australia e, durante gli studi universitari in giurisprudenza, comincia ad interessarsi del problema. Dopo alcune stragi occorse proprio a causa della diffusione delle armi, nel 1995 fonda la Coalizione Nazionale per il Controllo delle Armi (NCDC) riuscendo nel tempo a distruggere circa 700 mila tra pistole e fucili. Il movimento si diffonde velocemente e nel 1996 viene organizzata a Washington un’imponente marcia delle donne. Oggi Rebecca Peters è un punto di riferimento per questa “missione” che sembra non concludersi mai ma che invece, grazie alla collaborazione delle Nazioni Unite, si sta allargando a molti paesi.

Per approfondire.

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Il testo è riproducibile in parte o in toto da tutti i media italiani citando la fonte e dandone comunicazione a Unimondo.
Se il lettore nota carenze od omissioni può scrivere a [email protected] Le descrizioni dei personaggi qui riportate sono state rese possibili grazie al sostegno della Provincia Autonoma di Trento (PAT).
Il tutto è stato raccolto in un opuscolo edito dalla PAT dal titolo "Una persona un giorno".