14 Agosto

Più donne meno guerre

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Afghanistan, Egitto, Senegal, Albania, Somalia, Palestina. Tutti paesi nei quali la donna ha un ruolo fondamentale, decisivo, nell'economia e nella società essendo la principale forza-lavoro e fulcro della comunità. Nonostante questo, viene relegata ad una posizione d’inferiorità. E' discriminata e non considerata. In questi paesi vi sono situazioni di conflitto preoccupanti che si protraggono da anni e la convinzione di molti è che, se ci fosse una condizione di pari opportunità, probabilmente certi conflitti sarebbero superabili a vantaggio dello sviluppo. E' pensiero comune che la parità di genere sia requisito fondamentale per la pace, la crescita ed il progresso di un paese. La campagna "Più donna meno guerre" promossa dal Cospe va proprio in questa direzione: contrastare la discriminazione delle donne, soprattutto nei paesi in via di sviluppo e in guerra, ma anche in realtà come quella italiana dove i pregiudizi sul genere femminile sono ancora accentuati, come sul lavoro. L'obiettivo è promuovere politiche di genere che favoriscano il riconoscimento dell'impegno delle donne nel lavoro ed in politica. Le donne hanno una spiccata sensibilità che, in una società moderna fatta di egoismi e irresponsabilità, potrebbe agevolare politiche di pace, accoglienza e convivenza.

Cosa fare oggi?

Guarda il video più donna meno guerra al Festival della Creatività

Accadde oggi:

  • 1941: muore Massimiliano Maria Kolbe, presbitero e santo polacco, giustiziato nel lager di Auschwitz.
  • 2005: il governo israeliano dispone l'evacuazione della popolazione israeliana dalla striscia di Gaza e lo smantellamento delle colonie che vi erano state costruite.
  • 2006: terminano le ostilità tra Israele e Libano. La tregua è voluta dalla comunità internazionale e pone fine a un mese di guerra iniziato con il rapimento di due soldati israeliani da parte dei miliziani di Hezbollah e con la violenta reazione di Israele.

 

14 Agosto nel mondo

  • Pakistan: indipendenza dal Regno Unito, 1947

 

Rigoberta Menchú Tum

Comitatopace.it

Comitatopace.it

Premio Nobel per la pace nel 1992, Rigoberta Menchú Tum (classe 1959) è un simbolo della lotta nonviolenta per la tutela dei diritti delle minoranze indigene e più in generale dei cittadini poveri e oppressi da qualsiasi forma di dittatura. Rigoberta ha infatti sperimentato sulla sua pelle queste difficoltà: nata da una famiglia di contadini poveri del Guatemala, comincia da giovanissima a dare battaglia per un rinnovamento sociale e politico del paese, in preda alla violenza repressiva della giunta militare al potere. Nel 1980, dopo che il padre e un fratello furono uccisi dalla polizia, Rigoberta guida con l’appoggio della Chiesa cattolica il principale sindacato nel paese lanciando scioperi e mobilitazioni. Costretta all’esilio l’anno successivo, continua dall’estero la sua attività formando un partito di opposizione e divenendo in tutto il mondo ambasciatrice dei popoli indigeni. Tornata in patria alla fine della guerra civile, dagli anni ’90 lavora affinchè venga fatta giustizia dei crimini perpetrati dai militari e per un miglioramento delle condizioni generali dei contadini. Più amata nel mondo che in Guatemala (alle elezioni presidenziali del 2007 ottiene solo il 3% dei voti) Rigoberta Menchù si occupa di varie iniziative di sviluppo inerenti la questione femminile, l’accesso ai medicinali, la democrazia partecipata.

Per approfondire.

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Il testo è riproducibile in parte o in toto da tutti i media italiani citando la fonte e dandone comunicazione a Unimondo.
Se il lettore nota carenze od omissioni può scrivere a cooperazione@unimondo.org Le descrizioni dei personaggi qui riportate sono state rese possibili grazie al sostegno della Provincia Autonoma di Trento (PAT).
Il tutto è stato raccolto in un opuscolo edito dalla PAT dal titolo "Una persona un giorno".