Terremoto in Cile: le ong italiane valutano interventi coordinati col governo locale

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Devastazione del terremoto a Concepcion - Foto: ©La Stampa

Peggiora di ora in ora il bilancio delle vittime del terremoto che sabato scorso ha colpito il Cile, mentre lo sciame sismico non accenna ad arrestarsi. Secondo gli ultimi aggiornamenti del Governo locale sono più di 800 le vittime e 2 milioni di sfollati, ma il numero è destinato ad aumentare. La presidente Michelle Bachelet rivolgendosi "a tutti i cileni" ha chiesto, quasi tra le lacrime: "Abbiate comprensione. Anche a causa della geografia del nostro paese non riusciamo ad arrivare dappertutto. Il nostro governo sta facendo sforzi enormi". "Siamo ancora in stato d'emergenza - ha ricordato: in alcune zone del paese i servizi di base non sono stati ristabiliti e sono passate solo 24 ore dall'arrivo dei primi aiuti".

La Caritas Italiana in contatto – sia pure tra comprensibili difficoltà di comunicazione – con la Caritas Cile e in collegamento costante con l'intera rete Caritas, ha subito lanciato un appello per poter contribuire quanto prima alla realizzazione di un piano d’emergenza. "I centri Caritas nelle 5 arcidiocesi e nelle 18 diocesi del Paese sono stati mobilitati con il sostegno delle parrocchie. Le comunità cilene sono state invitate a inviare offerte in denaro alla Caritas e a consegnare alimenti non deperibili nelle parrocchie di Santiago: riso, pasta, latte in polvere, aceto. I primi aiuti si stanno distribuendo nelle zone di Maule e Bío Bío che sono le più colpite" - riporta il comunicato della Caritas.

Le equipe di Medici Senza Frontiere si stanno concentrando sulle zone più colpite e isolate dove non è ancora arrivato alcun aiuto: si stanno valutando soprattutti i bisogni della popolazione nelle regione di Maule e Bio Bio, le zone più interessate dal terremoto "La regione danneggiata dal sisma è molto vasta e comprende circa mille chilometri di costa e molte zone che ancora non sono state monitorate" - riporta il comunicato di MS. Le equipe di MSF sono in contatto con le autorità cilene che gestiscono l'assistenza per la popolazione colpita. Un’equipe di MSF si trova nella regione di Concepción e, insieme alle autorità, sta valutando la situazione nelle zone costiere a nord della città. Altre due equipe stanno percorrendo la costa nella regione di Maule, a nord e a sud di Constitución. Gli operatori di MSF si sono recati inoltre negli ospedali di Curicó e Chillán, dove sono arrivati i feriti: l'associazione presterà assistenza attraverso la fornitura di materiale medico. MSF sta anche predisponendo un’equipe di psicologi per fornire assistenza alle molte persone traumatizzate dalla scossa principale e dalle numerose scosse che continuano a proseguire.

Alcune organizzazioni associate al network italiano AGIRE stanno conducendo un’analisi dei bisogni nella regione per capire in che modo potrebbero dare supporto significativo alla già effettiva capacità del Governo cileno di rispondere alla situazione di emergenza. AGIRE sta monitorando con loro l’evolversi della situazione per valutare, qualora le condizioni si aggravassero ulteriormente, l’opportunità di lanciare un appello di raccolta fondi in favore delle popolazioni colpite.
“Esprimiamo tutto il nostro cordoglio per le numerose vittime del sisma e del conseguente tsunami - dice Marco Bertotto, direttore di AGIRE – “Nel caso di Haiti è stata subito evidente la necessità di una nostra attivazione immediata, mentre di fronte all’emergenza cilena attendiamo un quadro più chiaro dei bisogni e degli interventi già in atto prima di decidere se l’attivazione congiunta delle nostre organizzazioni sia davvero la risposta più idonea ed efficace a questo tipo di situazione”.

Il Cile, proprio a causa dei devastanti terremoti dell’ultimo secolo (nel 1960 il terremoto di Valdivia è stato il più forte mai registrato al mondo), ha investito molto nella costruzione di edifici antisismici e in programmi di prevenzione e riduzione del rischio. Ciò ha permesso oggi di contenere i danni e di evitare che tutti i centri nevralgici del paese andassero distrutti. Inoltre il Cile occupa il 44° posto nella classifica dei paesi più sviluppati (Indice di Sviluppo Umano delle Nazioni Unite), a fronte, ad esempio, del 149° posto di Haiti. "La tragedia haitiana ha colpito un paese già in ginocchio, un territorio privo di risorse per garantire una risposta adeguata, laddove governo e popolazione cileni, già in queste prime 48 ore, hanno dato prova di una notevole capacità di coordinamento e di gestione dell’emergenza" - conclude la nota di Agire. [GB]

 

 

 

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