Nuova Commissione europea: le audizioni al PE

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 Audizioni al Parlamento europeo – foto: EurActiv.it

Si sono concluse le audizioni per i primi dieci candidati commissari dell’Esecutivo guidato da Jean-Claude Juncker. Il punto, commissario per commissario.

Karmenu Vella, Ambiente, affari marittimi e pesca

Ok condizionato delle commissioni parlamentari Ambiente e Pesca al candidato maltese per il portafoglio ‘Ambiente, affari marittimi e pesca’ Karmenu Vella, subito “accusato” di avere risposto “in maniera troppo ampia e generale” alle cinque domande dello “scritto” consegnategli il 26 settembre e di non avere trattato in maniera adeguata. Il suo è un portafoglio “molto ampio”, difficile da gestire, secondo i critici, per uno che di politiche ambientali non si è mai occupato. Vella, esponente di spicco del partito socialista maltese, è stato ministro dei Lavori pubblici, dell’industria e del turismo – come riportato da EurActiv. Portafoglio ampio sì, ma per certi versi indebolito rispetto al passato, non avendo più competenze sui rifiuti alimentari e sui prodotti biocidi, trasferiti all’Industria.

Fonti parlamentari riferiscono che, dopo l’audizione di lunedì, gli europarlamentari avrebbero espresso la “forte raccomandazione” al presidente Juncker affinché il portafoglio del vicepresidente Jyrki Katainen sia allargato con la competenza sulle questioni ambientali.

Cecilia Malmstroem, Commercio

Non sono mancate dopo l’audizione della liberale svedese, attuale responsabile agli Affari interni e candidata alla commissione Commercio. Gli eurodeputati della Inta l’hanno promossa sì, ma con riserva, per via del trattato di libero scambio con gli Stati Uniti (Ttip). Nei negoziati serve un “nuovo inizio” all’insegna della “trasparenza”, ha dichiarato nel corso dell’audizione. E se confermata commissaria, promette di pubblicare “liste dei miei incontri con gli stakeholders” continuando “la mia pratica attuale di pubblicare la gran parte della mia corrispondenza con associazioni esterne”

Ma sulla commissaria pende il sospetto di una collaborazione precedente con gli Stati Uniti nel tentativo di frenare la riforma sulla protezione dati. Accuse che la commissaria ha rigettato completamente. “Accogliamo con favore le spiegazioni di Malmstroem, con cui nega di aver aiutato gli Usa nella trattativa sulla protezione dati, ma chiediamo che Juncker ribadisca che rispetterà la parola data al Parlamento a luglio, quando disse che non voleva lo Isds, l’ arbitrato di protezione degli investimenti, nel Ttip”, avverte in una nota il gruppo S&D.

Neven Mimica, Cooperazione e sviluppo internazionale

L’audizione del croato Neven Mimica, diplomatico e primo commissario per il suo paese dal giugno 2013, se confrontata con quelle di Vella e Malmstroem sembra una pura formalità. In un’aula semi-deserta, quella della commissione Sviluppo del Pe, il croato non ha subito pressioni particolari da parte degli eurodeputati.

Gunter Oettinger, Economia e società digitale

Il tedesco, di fronte agli eurodeputati delle commissioni Industria, Cultura, Mercato interno, Affari legali e Libertà civili, prende impegni. E parla di un’iniziativa legislativa “ambiziosa” da prendere “entro i primi sei mesi di mandato” per un mercato unico digitale connesso. Non solo: l’attuale commissario all’Energia, designato al portafoglio Economia e società digitale, punta anche a chiudere nel 2015 i negoziati sulla regolamentazione per la protezione dei dati e a presentare una riforma delle norme sul copyright entro la prima metà del suo mandato. Il prossimo anno dovrebbe anche segnare la fine del roaming, tema su cui Oettinger però va più cauto: “auspicabilmente” i sovraccosti saranno tagliati “entro dicembre 2015”

Un’audizione durata tre ore in cui il commissario ha parlato interamente in tedesco, che non ha soddisfatto del tutto i socialisti: “abbiamo sentito molte idee e grande motivazione. Tuttavia, ogni volta che le discussioni sono diventate più dettagliate, come ad esempio nel caso di neutralità della rete e del copyright, avremmo voluto ascoltare dichiarazioni più specifiche e affidabili”, commenta l’eurodeputata Petra Kammerevert.

Carlos Moedas, Ricerca, scienza e innovazione

Il portoghese spazza via le critiche sul suo contributo alla realizzazione di uno dei programmi di austerità. E si mostra agli eurodeputati della commissione Itre competente e preparato. Ingegnere con maer in Business administration a Harvard, Moedas ha un passato in Goldman Sachs ed è noto in Portogallo per aver gestito il programma di salvataggio del paese negoziando con la troika. Malgrado la scarsa esperienza nel settore per cui è stato designato commissario, Moedas è riuscito a superare l’esae degli eurodeputati puntando sulla sua esperienza personale di ex studente Erasmus, tra i primi del suo paese a partecipare al programma: “è stato il momento decisivo della mia vita e il momento decisivo di tanti della mia generazione”.

Quindi, si è concentrato sulla necessità i promuovere partenariati per l’innovazione e pubblico-privati: “l’Europa è brava a trasformare gli euro in conoscenza, non a trasformare questa conoscenza in denaro, euro, profitti”.

Vytenis Andriukaitis, Salute e sicurezza alimentare

“Entro i primi sei mesi del mio mandato riesaminerò la legislazione che si applica all’autorizzazione degli ogm, come ha indicato Juncker nei suoi orientamenti politici” è l’annuncio del lituano Vytenis Andriukaitis, in risposta alle domande scritte postegli dalle commissini parlamentari Ambiente e Agricoltura.

In relazione ai pesticidi, ha aggiunto Andriukaitis, “nel medio periodo procederemo ad una valutazione parallela della legislazione sui prodotti fitosanitari e sui livelli massimi di residui”. Tra le priorità indicate da Andriukaitis, c’é “la lotta contro le frodi alimentari al fine di garantire la salute delle persone ed un elevato livello di sicurezza e qualità dei prodotti dell’Ue”.

Esame superato per il lituano, come annunciato dal presidente della commissione Envi del Pe Giovanni La Via (Ncd): il giudizio della “commissione parlamentare ha raccolto un consenso unanime tra i gruppi politici”.

Dimitris Avramopoulos, Immigrazione e affari interni

“No alla fortezza europea, le fortezze hanno reso schiavi coloro che volevano proteggersi”. Con questa frase si può racchiudere l’obiettivo del commissario designato all’Immigrazione e Affari interni Dimitris Avramopoulos nell’audizione in commissione Libertà civili del Parlamento europeo – come riportato da EurActiv. “Sostenetemi per rafforzare Frontex, che va potenziato soprattutto sul piano economico per far fronte alle missioni specifiche”, ha proseguito, indicando fra i suoi obittivi anche la revisione del regolamento di Dublino, “in alcuni suoi aspetti va certamente rivisto, ma non prenderò subito l’iniziativa. Prima voglio chiedere agli esperti dei servizi di studiare per individuare quali siano gli aspetti che necessitano di modifiche, per poi prendere l’iniziativa, concordandola anche voi”.

Due eurodeputate italiane, Laura Ferrara (M5S) e Barbara Spinelli (Gue), hanno cercato di mettere in difficoltà il commissario designato chiedendo conto ad Avramopulos del suo sostegno al governo Papandreou per l’iniziativa di fare costruire una barriera di filo spinato sul confine tra Grecia e Turchia. Il greco si è giustificato spiegando che “l’obiettivo non era frenare l’ondata di immigrazione ma creare corridoi per chiarire le condizioni di accesso in Grecia. Se l’esperimento sia riuscito o meno è un altro discorso”.

Johannes Hahn, Politica europea di vicinato e allargamento

Juncker ha già annunciato che nei prossimi 5 anni non prevede un allargamento dell’Ue. Nonostante ciò, il commissario austriaco alle Politiche regionali, designato alla Politica di vicinato e allargamento ci tiene a far sapere agli eurodeputati della commissione Affari esteri, che non resterà “a girarsi i pollici”. L’intento del commissario è migliorare il profilo europeo in materia di allargamento e politica di vicinato: “l’Ue dev’essere più visibile e più presente a livello locale per rappresentare i nostri interessi fondamentali”.

Dopo il notevole l’allargamento dell’Unione nell’ultima decade, i prossimi cinque anni sarà un periodo di consolidamento. “Il mio ruolo”, sottolinea Hahn, “sarà quello di aiutare il processo di preparazione dei paesi che intendono aderire all’Ue”. Ruolo decisivo sottolineato anche dall’eurodeputato tedesco Elmar Brok (Ppe) dopo l’audizione.

Il focus dell’audizione è soprattutto sulla Serbia, che secondo Hahn dovrebbe “riconsiderare la propria decisione di non aderire alle sanzioni europee contro la Russia”. Se Belgrado va verso l’adesione all’Unione europea, “il segnale deve essere quello giusto” in fatto di sanzioni a Mosca”, dichiara il commissario tedesco riferendosi alla volontà della Serbia, storica alleata della Russia, di non volersi allineare al programma di sanzioni deciso da Ue e Usa per la crisi ucraina.

Christos Stylianides, Aiuti umanitari e gestione delle crisi

Un’audizione durata tre ore in commissione Sviluppo del Parlamento europeo, in cui il cipriota Stylianides ha dichiarato di voler essere “il portavoce dei più vulnerabili, di chi non ha voce”. Punto anche sul virus ebola per il commissario designato agli Aiuti umanitari e gestione delle crisi: “l’ebola dovrebbe essere affrontata come un enorme disastro naturale un tifone al rallentatore. È una minaccia alla sicurezza globale, dietro le preoccupanti statistiche del propagarsi del virus ci sono vite umane, persone e comunità che necessitano anche di assistenza psicosociale. Si tratta di crisi immediate e pressanti, che hanno bisogno di risposte immediate, ma anche di una pianificazione di lungo termine”. E Stylianides ha annunciato di voler visitare in Africa occidentale per decidere un’azione immediata contro l’epidemia.

Maros Sefcovic, Trasporti e spazio

Fare della politica spaziale europea uno “strumento per stimolare l’innovazione e consentire ai cittadini europei, alle autorità pubbliche e alle imprese di beneficiare delle applicazioni spaziali”, dichiara lo slovacco Maros Sefcovic di fronte alla commissione Trasporti e turismo del Pe. “Le mie priorità saranno il miglioramento della competitività e dell’autonomia europea nel settore spaziale, compreso l’accesso allo spazio, e la prosecuzione del dispiegamento e del pieno utilizzo di Galileo e Copernicus”.

Quanto allo sviluppo di applicazioni Gnss (Global Navigation Satellite System), “che già esistono in particolare nell’ambito delle telecomunicazioni, dell’aviazione e dell’agricoltura”, Sefcovic ha annunciato l’intenzione, se confermato nell’incarico, di proporre “un piano d’azione globale basato su Egnos e Galileo per tutti i modi di trasporto, che potrebbe prevedere interventi normativi o di altro genere per promuovere l’uso di Galileo ed Egnos”.

Corina Cretu, Politica regionale

Un esame di tre ore, quello che la romena designata commissaria alle Politiche regionali ha dovuto affrontare mercoledì davanti alla commissione Regi del Parlamento europeo. “A novembre si valuterà la possibilità dello scomputo dei cofinanziamenti dei fondi Ue dal patto di stabilità”, ha annunciato. E ha aggiunto: “non è certo una decisione che posso assumere io, serve un ambito più ampio”.

Gli eurodeputati hanno sollevato preoccupazioni circa l’applicazione della clausola di condizionalità macroeconomica, che potrebbe condurre anche alla sospensione dell’erogazione dei fondi delle politiche di coesione se un paese non rispettasse le raccomandazioni della Commissione sui conti pubblici. Dibattito che la Cretu ha mostrato di conoscere: “la Commissione Ue non deve essere considerata come un gendarme, ma uno strumento di aiuto. Senza riforme strutturali e rispetto delle regole, lo sviluppo economico non è possibile. Ma la sospensione delle risorse è l’ultima possibilità. Spero non ci sia in alcun caso e in alcun paese”.

Marianne Thyssen, Occupazione, affari sociali, competenze e mobilità lavorativa

Più peso agli indicatori sociali nelle raccomandazioni economiche. È quanto promesso dalla belga Marianne Thyssen nel corso della sua audizione davanti agli eurodeputati delle commissioni Occupazione, Cultura e Parità di genere. “Non bisogna scegliere tra la competitività e l’equità sociale, sono due facce della stessa medaglia”, ha dichiarato la commissaria designata, “gli indicatori sociali devono avere più peso, ed essere portati allo stesso livello di quelli macroeconomici”.

Jonathan Hill, Stabilità finanziaria, servizi finanziari e unione dei mercati dei capitali

Quella del britannico era fra le audizioni più attese, il suo nome fra i più criticati: ex presidente della Camera dei Lords Hill ha dovuto rispondere a domande sul suo passato di lobbista nella City londinese. Del resto, Hill proviene da un paese che sta valutando l’uscita dall’Ue, che non ha e non vuole l’euro, che non partecipa all’unione bancaria. Che il candidato al portafoglio Stabilità finanziaria, servizi finanziari e unione dei mercati dei capitali sarebbe stato sottoposto alla “griglia” degli eurodeputati della commissione Econ era inevitabile. Al punto che sui social network circola l’espressione “Grill Hill”.

E non a caso, il britannico non ha passato l’esame e i coordinatori dei gruppi politici hanno chiesto, all’unanimità, una nuova audizione. Che si terrà probabilmente il 6 ottobre. La liberale francese Sylvie Goulard ha spiegato che la commissione affari economici ha bisogno di “fare chiarezza” su alcuni aspetti – come riportato da EurActiv.

“Il Parlamento è rimasto sconcertato”, ha spiegato il deputato ecologista tedesco Sven Giegold, “molte domande sono rimaste senza risposta. Non ha presentato proprie idee. Si è nascosto dietro a risposte vaghe”.

Vera Jourova, Giustizia, consumatori e uguaglianza di genere

Sostegno alla libera circolazione, difesa delle donne, impegno costante verso la parità retributiva. Queste le priorità indicate dalla ceca dinanzi alle commissioni parlamentari Mercato interno, Affari legali, Libertà civili, Giustizia e Parità di genere.

Rimanendo piuttosto vaga, la commissaria designata ha affrontato diverse tematiche senza però quasi mai fare proposte davvero concrete e innovative. Il che, comunque, non dovrebbe pregiudicarle il via libera da parte degli eurodeputati. E come nel caso del portoghese Moedas, anche la Jourova parte dalla sua esperienza personale, raccontando di essere stata in prigione, otto anni fa, in Repubblica Ceca, accusata ingiustamente di un reato che non aveva commesso. “Per questo, una volta provata definitivamente la mia innocenza, ho iniziato a studiare legge e a praticare la professione di avvocato. E’ dopo questa esperienza molto dura che mi è rimasta dentro, che dopo molti anni ho deciso di accettare la nomina a commissario, per una società più equa in cui non ci sia posto per l’ingiustizia”. Sul presunto conflitto di interesse che la riguarda, la Jourova ha affermato di essere del tutto esente da pressioni da parte del leader del suo partito (Azione dei cittadini insoddisfatti), Andrej Babis, imprenditore milionario e ministro delle finanze nel suo paese, paragonato a un Berlusconi ceco.

Sl portafoglio assegnato alla ceca interviene anche la Federazione europea dell’azionariato dei dipendenti (Efes), che in una lettera aperta inviata a Juncker denuncia la scomparsa, nel nuovo Esecutivo comunitario, della partecipazione dei dipendenti. L’invito è sostanzialmente quello di mantenere tale tematica nelle competenze della direzione ‘ Lavoro, crescita, investimento e competitività’ anziché assegnarla alla direzione che fa capo al portafoglio della Jourova

“In tutto il mondo la partecipazione dei dipendenti al capitale delle imprese è identificata e promossa come fattore di stimolo alle imprese, tramite i riconosciuti effetti sul miglioramento della produttività e dei risultati”, nota il segretario generale dell’Efes Marc Mathieu, “lo sviluppo dell’azionariato dei dipendenti può essere un fattore prioritario di investimento e ripresa economica, anche per l’intera Unione europea”.

Tibor Navracsics, Educazione, Cultura e giovani

Nel corso della giornata di mercoledì si è tenuta un’altra delle audizioni considerate più spinose, quella dell’ungherese Navracsics, accusato di essere un fedelissimo del controverso presidente Viktor Orban. Ascoltato dalle commissioni Cult e Itre, il commissario designato ha indicato in primis le sue priorità: “la formazione deve essere il cuore dei progetti europei, della sua azione a favore della crescita e lo sviluppo. Per questo voglio che le università europee siano le migliori al mondo. Sono il pilastro delle nostre società”, ha dichiarato di fronte agli eurodeputati delle commissioni Cult e Itre. Che lo hanno interrogato soprattutto sulla libertà di stampa.

“Il governo di cui faceva parte ha minacciato i giornalisti, ha intimidito politicamente ong che si battevano a favore della libertà. Ora da commissario, come potrà avere buoni rapporti con organizzazioni che nel suo Paese vengono minacciate?”, è l’accusa rivolta all’ungherese da parte di Curzio Maltese, giornalista ed europarlamentare della Gue.

“Personalmente”, s’é difeso il leader ungherese, “ho sempre avuto buoni rapporti con le Ong ungheresi. Ho perfino creato gruppi di lavoro comuni sulla lotta alla corruzione. Non ho notizie di conflitti con loro. Tra il 2010 e il 2011 ci sono stati problemi con organizzazioni norvegesi e svizzere, ma in quella fase ho mediato e negoziato un accordo stabile”.

Miguel Arias Canete, Clima ed Energia

Fra i più criticati, anche lo spagnolo Canete, uomo vicino al premier conservatore Mariano Rajoy, già presidente di un’azienda petrolifera e titolare del 2,5% delle azioni di due imprese che si occupano dello stoccaggio e della fornitura di carburante per navi.

Un conflitto di interessi su cui gli eurodeputati hanno sollevato dubbi e polemiche prima e nel corso dell’audizione, che Canete ha provato ad eliminare vendendo tutte le sue quote azionarie: “ho venduto le mie azioni e mio figlio ha dato le dimissioni dal consiglio di amministrazione. Né mia moglie, né mio figlio, e nemmeno io abbiamo posizioni in queste compagnie petrolifere. La mia famiglia non ha interessi personali” ha dichiarato di fronte agli eurodeputati della commissione Envi. Durante l’audizione il commissario designato al portafoglio Clima e energia non ha però chiarito la posizione del cognato, rimasto presidente delle compagnie petrolifere in questione.

Un affaire, quello dello spagnolo, che ha scatenato una vera e propria manifestazione in Parlamento europeo. 76 eurodeputati, 36 della Gue, 30 dei Verdi, 7 dello Efdd e 3 S&D hanno firmato un manifesto di protesta contro la sua candidatura: ‘Stop Canete’.

Molti gli italiani: i 7 del gruppo euroscettico Efdd sono tutti del M5S, mentre tra i membri della Gue figurano anche le firme di Barbara Spinelli e Eleonora Forenza della Lista Tsipras. Parallelamente, la commissione Diritti della donna dell’Eurocamera ha deciso, con l’appoggio di Gue, Verdi, S&D, Alde ed Efdd, di inviare una lettera a Juncker esponendo le preoccupazioni per le affermazioni sessiste espresse a più riprese dal candidato spagnolo.

Sulla nomina dello spagnolo interviene anche la presidente dell’Alleanza europea per il risparmio energetico Monica Frassoni: “nella sua lettera di intenti, il presidente Juncker si è concentrato sulla creazione di un’unione energetica e indica l’obiettivo vincolante del 30% per l’energia efficienza entro il 2030. Si tratta di obiettivi chiari che devono essere raggiunti congiuntamente”. Di fronte alle audizioni e al corollario di polemiche, la Frassoni si domanda se la “nuova Commissione sia convinta della necessità di mettere a punto una legislazione coerente con tali obiettivi, in grado di guidare gli investimenti sostenibili e promuovere l’economia verde?”.

Pierre Moscovici, Affari economici e finanziari, tassazione e unione doganale

Fra i nomi più attesi, quello del socialista francese Pierre Moscovici, designato a una commissione chiave, quella per gli Affari economici, monetari e fiscali.

Stabilità e crescita non sono opposti, non c’è crescita senza riduzione dei debiti e non c’è riduzione dei debiti senza crescita”, dichiara nel corso dell’audizione al Pe. “Mi assicurerò che tutti, sottolineo tutti, rispettino le regole comuni”, anche la Francia. “Cosa farò di fronte al mio Paese d’origine? Regole, niente altro che regole, sono qui per garantire la nostra funzione di controllori del bilancio e se un paese non soddisfa gli obblighi del trattato e si trova sotto procedura come la Francia, io continuerò con la procedura”, ha assicurato agli eurodeputati.

E prosegue: “Il mio ruolo è far rispettare le regole, non modificarle in modo fantasioso, le regole ci sono per essere rispettate, sono intelligenti e non stupide, esaminano la situazione specifica dei paesi, considerano la situazione economica, insistono sullo sforzo strutturale”.

Interrogato sugli eurobond, Moscovici chiarisce che il tema “non è all’ordine del giorno e, sarò chiaro, non lo sarà per tutto il mio mandato”. Apertura invece alla tobin tax, la tassa sulle transazioni finanziarie per la quale esiste una cooperazione rafforzata fra 11 paesi. L’impegno de francese è chiare: “intendo portare il mio sostegno perché possa essere realizzata, possibilmente già durante la presidenza italiana”.

E se, come c’era da attendersi, il gruppo S&D festeggia l’audizione di Moscovici come “la migliore vista finora” e prevede che il francese “sarà un commissario eccellente”, il Ppe non nasconde qualche mal di pancia. “È  a stento credibile, non ci ha convinto per niente”, scrive in una nota l’eurodeputato tedesco Burkhard Balz, portavoce dei popolari nella commissione Affari economici del Parlamento europeo, dove Moscovici ha tenuto la sua audizione. “Abbiamo bisogno di qualcuno che parli di stabilità e riforme, non vogliamo un Mister Flessibilità”, prosegue l’eurodeputato Ppe.  

Phil Hogan, Agricoltura e lo sviluppo rurale

L’audizione dell’irlandese Phil Hogan in ComAgri procede senza grandi sorprese. Il focus è soprattutto sulla politica agricola comune: “uno dei miei impegni come commissario europeo sarà quello di inquadrare la Pac in modo da identificare chiaramente cosa può essere semplificato, senza mettere in discussione l’efficacia del programma né il suo impianto finanziario”.

Secondo quanto si apprende, la commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo si é espressa, con un voto a grande maggioranza, a favore di Hogan. Soddisfatto il portavoce del gruppo S&D in commissione parlamentare, Paolo De Castro: “Hogan ha dimostrato la sua lunga e comprovata esperienza in fatto di politiche agricole”.

Elzbieta Biekowska, Mercato interno, industria, imprenditoria e pmi

“Non ci può essere nessuna crescita sostenibile senza una solida base industriale: l’industria è il cuore dell’attività economica europea. Il mio obbiettivo è riportare il settore al 20% del Pil europeo entro il 2020”, ha dichiarato la polacca Biekowska durante la sua audizione davanti alle commissioni Industria, Mercato interno e Ambiente in seduta congiunta.

Portafoglio di cui era titolare un italiano, l’attuale vicepresidente del Parlamento europeo Antonio Tajani (Fi), ad oggi tenuto ad interim dal commissario Ferdinando Nelli Feroci. “Grazie al mio predecessore, Antonio Tajani, esiste un piano europeo per l’acciaio”, ha notato la commissaria designata, “è stata segnata la strada per uscire dalla crisi del settore e dobbiamo proseguire su questa linea. M’impegno a fare in modo che le attività vengano realizzate all’interno di tutti i paesi membri”.

Kristalina Georgieva, vicepresidente al Bilancio e risorse umane

“Se sarò confermata, continuerò la battaglia e cercherò di completare con successo i negoziati per il bilancio 2015 e la revisione di quello del 2014 per iniziare a ridurre la valanga di fatture non pagate”, così la commissaria designata al Bilancio Kristalina Georgieva durante l’audizione all’Europarlamento. Continuare con la politica dei buchi al bilancio europeo sarebbe “farsi male da soli” perché “danneggia la credibilità e la reputazione” dell’Ue.

La ricetta che l’ex commissaria per la Cooperazione internazionale propone per risolvere la questione consiste da una parte nel “far scendere la montagna di fatture accumulate” facendo uso della “flessibilità e del margine di riserva” prevista dall’accordo sul bilancio pluriannuale 2014-2020. Dall’altra nel migliorare il lavoro “trasversale” tra i diversi progetti europei e riflettere alle risorse proprie dell’Ue per ridurre la dipendenza dai contributi nazionali. 

Altro elemento chiave, la revisione di metà percorso del quadro finanziario pluriennale Ue 2014-2020. “Mi piacerebbe vedere che la Commissione europea usasse le sue risorse finanziarie in modo più creativo, perché i soldi non sono abbastanza per rispondere a tutte le aspirazioni e le richieste”. Ma, ha precisato la commissaria designata al bilancio e futura vicepresidente dell’esecutivo comunitario, “non mi piacerebbe che la Commissione si trasformasse in una banca, per questo abbiamo la Bei”, che giocherà quindi un ruolo chiave nel piano Juncker per gli investimenti.

Fra le priorità indicate, anche la “lotta contro il cattivo uso dei fondi Ue e le frodi”.

Margrethe Vestager, Concorrenza, in commissione Problemi economici e monetari

Chiude le audizioni la danese Margrethe Vestager, indicata come commissaria alla Concorrenza, che interviene in commissione Problemi economici e monetari del Pe. Interrogata dagli eurodeputati circa l’indagine Google, la danese ha evitato risposte dettagliate, dichiarando di non sapere come si evolverà la vicenda, “ma sono certa che ci saranno degli sviluppi”. La commissaria designata alla Concorrenza evita anche di entrare nei dettagli dell’indagine riguardante l’evasione fiscale da parte delle multinazionali in Irlanda, pratica riguardante in primis il colosso Apple.

“Credo che si tratti di un problema serio. La maggior parte delle aziende pagano le tasse, mentre altre ottengono un regime speciale. Rispetto pienamente il fatto che tale competenza sia degli Stati membri, ma se incide sulla concorrenza, allora dovremo esaminare come fermare questo processo”, ha proseguito.

Malgrado le risposte generiche, la danese ha ottenuto l’ok della commissione parlamentare. 

Marta Bonucci

Fonte: EurActiv.it

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