Libera: aperta ieri la Festa nazionale, don Ciotti “La lotta alla mafia parte da Roma”

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Don Ciotti dal palco apre "Libera in festa" - Foto: Libera

“La lotta alla mafia non si fa in Sicilia. La lotta alla mafia si fa a Roma, nel Parlamento italiano con leggi chiare, puntuali e coraggiose”. Così don Luigi Ciotti ha aperto la prima edizione di “Libera in Festa”, la festa nazionale di Libera che ha preso il via ieri a Firenze e continuerà fino al 26 luglio con incontri, convegni concerti ed eventi. Don Ciotti ha anche chiesto la corretta applicazione di un “codice etico” della politica: “Chiediamo un provvedimento legislativo che aggiorni i criteri di non candidabilità a cariche elettive per chi è rinviato a giudizio o già sotto processo per reati gravi come la corruzione o altri di stampo mafioso” – riporta l’agenzia Agi.

Il presidente di Libera ha poi fatto il punto sul codice antimafia in discussione alla commissione Giustizia della Camera che dovrebbe essere approvato entro il 15 agosto. “Il grido che lanciamo da Firenze è di fermarsi a riflettere e approfondire le tante criticità, perché se il testo fosse approvato così, sarebbe un'occasione persa e farebbe fare un passo indietro nella lotta alle mafie nel nostro Paese. Uno dei punti critici è che le misure di prevenzione sui beni confiscati danno di fatto agli amministratori locali la facoltà di vendere tali beni per ripianare i debiti”.

L'evento ha richiamato nel capoluogo toscano più di 300 giovani da 15 regioni, accolti ieri nel campeggio a Scandicci. “Un primo dato importante – dichiara Davide Mattiello, dell’ufficio di presidenza di Libera e animatore di “Libera Officina” – è che il raduno dei giovani con questo secondo appuntamento diventa un nuovo strumento d’azione dell’associazione. Torniamo insieme dopo un anno per coinvolgere i giovani che già nei propri territori animano la rete di Libera, a ragionare su come fare rete, promuovere legalità e comunicare antimafia”. Il raduno metterà al centro la figura di Danilo Dolci, sociologo ed educatore nato al nord e morto in Sicilia, teorico della nonviolenza, perché proprio quest’ultima “è l’elemento fondamentale che salda l’antimafia e il sociale” – sottolinea Mattiello.

La festa sarà articolata in tre momenti: la mattina a Scandicci, per il Raduno nazionale dei giovani di Libera e nel pomeriggio presso il Palazzo dei Congressi incontri formativi e di approfondimento sui due temi, in particolare, “mafie e antimafia nell’Italia unita” e “donne di mafia, donne contro le mafie”. La sera presso Fortezza da Basso, si alterneranno, presentazione di libri, incontri, spettacoli teatrali, proiezioni, concerti e stand associativi, con tanti ospiti di livello nazionale e internazionale. I temi trattati nella sei giorni fiorentina saranno: la corruzione, la presenza sempre più invasiva della criminalità organizzata nell'economia del nostro paese e dell’Unione Europea, il diffondersi della metastasi dell’ecomafia, il narcotraffico.

La corruzione, l'evasione fiscale, riciclaggio e le varie forme di illecito economico, secondo le stime più prudenti sottraggono oltre 560 miliardi di euro alle casse pubbliche: soldi che potrebbero essere usati per rafforzare le politiche sociali, quei diritti invece erosi dai tagli” – riporta Libera nel volantino di presentazione della manifestazione (in .pdf).

“In questo scenario – scrive don Ciotti presentando il festival – c’è poco da festeggiare. Le nostre risorse naturali e i bellissimi paesaggi sono minacciati da una media di 84 reati ambientali al giorno. Numerose inchieste rivelano un’infiltrazione mafiosa sempre più ramificata, che inquina il contesto sociale, economico, istituzionale di ogni regione italiana. Poi ci sono i crimini più terribili, quelli che colpiscono direttamente la dignità e la libertà delle persone: il traffico di droga, il lavoro nero, la tratta dei migranti, lo sfruttamento della prostituzione, l’usura, il pizzo”.

“Ma – nota il fondatore di Libera – noi di motivi invece ne abbiamo, eccome! Di positività da raccontare e alimentare. Sarà, la nostra, una festa della consapevolezza: quel conoscere per capire che qui a Firenze si tradurrà in momenti importanti di riflessione e approfondimento. Sarà una festa della responsabilità che vive attraverso i tanti percorsi nelle scuole, sui beni confiscati, accanto ai famigliari delle vittime delle mafie. Sarà una festa del noi che in ogni parte d’Italia ogni giorno si spende per quel cambiamento etico, sociale e culturale che è l’unico in grado di sconfiggere davvero le mafie. Sarà una festa della speranza che ha la meglio sull’indifferenza e sulla rassegnazione. Sarà una festa dell’impegno, perché speranza questo vuol dire: impegnarsi in prima persona, insieme agli altri, per costruire una società più giusta, capace di difendere e promuovere la libertà e dignità di ognuno”. [GB]

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