Il dubbio e la fede, attraverso il cinema

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Questioning God. Il dubbio e la fede è il titolo della 18ma edizione del Religion Today Filmfestival che quest'anno celebra la “maggiore età” rilanciando l’urgenza del dialogo a partire dalle grandi domande che si fanno più pressanti nel passaggio tra l'adolescenza e l'età adulta.

Cinquantacinque film in concorso provenienti da ventisette paesi del mondo, è questa la proposta di Religon Today Filmfestival che, da venerdì 9 fino al 19 ottobre, svolge la sua diciottesima edizione.

Il tema annuale del festival di religioni e spiritualità, ospitato dalla città di Trento, sarà il “Questioning God. Il dubbio e la fede”. Volutamente lasciato in inglese, il termine “questioning God” è intraducibile. Si tratta di un argomento in cui possono confluire molteplici lavori cinematografici. L’importante, in questa dialettica del credere e del dubitare espressa attraverso la settima arte, è che nei film vi sia presente almeno un elemento religioso. Le grandi domande dunque, che da quando c’è l’uomo, continuano a caratterizzare la sua esistenza, portandolo a dubitare in quello che crede per mettersi in discussione e trovare una fede, una via, più forte; o differente.

Un tema attuale, che rispetto a quelli degli anni precedenti, ha attirato iscrizioni fin dall’estremo oriente. “Dubbio e fede”, due opposti, due lati della stessa medaglia che non potrebbero scindersi: senza l’uno non si riconoscerebbe l’altro. Un po’ come il maestro taoista cinese Lao Tzu andava insegnando ai suoi allievi quando affermava: “senza il basso non riconosceresti l’alto”.

Il film che meglio rappresenta il tema dell’anno è, non a caso, un lavoro taiwanese, della giovane regista Elsa Yang. Una produzione orientale arrivata fino a Trento, anche grazie alla collaborazione internazionale che la realtà trentina ha costruito. Infatti, questo lavoro cinematografico, è stato introdotto nelle iscrizioni, dal film festival buddhista di Nuova Dehli, la cui direttrice artistica dialoga da anni con la sede di Religion Today.

Molte sono le prime nazionali, come ad esempio il film “Sacred Sperm”, di un regista ultra ortodosso convertito, il quale, oltre a documentarsi sul significato scientifico e spirituale della norma “non disperdere il seme”, spiega anche le difficoltà che ha incontrato nel spiegarlo al figlio; il tutto documentato con un’incredibile e spiccata ironia. Il regista ultra ortodosso Ori Gruder, sarà a Trento per presentare il suo lavoro e, oltre a lui, ci sarà un altro personaggio “insolito” per gli occhi trentini. Sto parlando di un regista druso, che verrà in Italia a presentare, in occasione appunto di Religion Today Filmfestival, il suo film “Arabani”.

L’elemento femminile è un'altra novità fra le proposte, inteso soprattutto come “ruolo della donna nelle religioni”, sia indigene che di altro genere. Insomma ce né per tutti i gusti, da cortometraggi sulle relazioni “padre e figli” prodotti a Singapore, a documentari che narrano il come dubitare della propria identità religiosa possa cambiare la consapevolezza di una persona.

Una varietà che attraversa cortometraggi, film a soggetto e documentari e che si manifesta sia nel linguaggio cinematografico che nei contenuti, forti e spesso di estrema attualità. Provocatori, profondi, ironici; ce né per tutti e per tutte le fedi. È un vero e proprio viaggio nelle differenze che fa conoscere diverse visioni del mondo e molteplici linguaggi cinematografici per poi – mi auguro – portare il pubblico a riflettere che è preoccupante sentirsi diversi ma, ancora di più, sforzarsi di essere uguali.

Francesca Bottari

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