La Pietra Scartata quest'anno siamo noi

La Pietra Scartata quest'anno siamo noi. L'abbiamo sempre fatto ascoltando la testimonianza di chi ha fatto esperienza della vulnerabilità e l'ha affrontata in maniera originale, cercando di far diventare la prova cui è sottoposto una occasione di riscatto, per sé e per la società.

I fatti di questi giorni ci fanno capire che tutti possiamo trovarci nella condizione di essere "pietre scartate", tutti facciamo esperienza di vulnerabilità di fronte a questa minaccia che nemmeno si vede, che potremmo già avere in corpo e portare ai nostri più cari senza nemmeno accorgercene.

Grazie all'amicizia e alla relazione con il Saint Martin in Kenya abbiamo imparato che il primo passo da fare quando si incontra una persona vulnerabile è farsi prossimo, far sentire la nostra vicinanza umana. Anche senza dire una parola, solo con la presenza. Solo dopo si potrà cominciare a ragionare su come affrontare la situazione, come evitare che accada di nuovo, come trovare la forza di guardare alla vulnerabilità come una condizione di tutti, prima o dopo.

Adesso quindi, partendo anche noi dalla nostra personale condizione di vulnerabilità, vogliamo far sentire la nostra vicinanza a tutti quelli che hanno percorso un tratto di strada con noi

Mettendo a nostra disposizione musica, arte, parole, immagini, testa, competenza, cuore, simpatia, capacità, donando denaro e risorse. Tutti e tutte stanno sentendo sulla loro pelle l'incertezza del presente, fatta per qualcuno di mancanza di lavoro, per altri di opportunità, di certezze, di possibilità di far quadrare il bilancio di casa o dell'azienda. E guardano al futuro con timore. Alcuni, in particolare, stanno condividendo la sofferenza di parenti, amici, conoscenti che stanno affrontando la malattia o che purtroppo ci hanno lasciati.

Con tutti e tutte vorremmo provare a condividere una strada, prendendo ancora ispirazione dai nostri amici kenyani con cui condividiamo pensieri, speranze, timori. Mettere la vulnerabilità di ciascuno al centro della comunità, e cercare nella comunità le risorse per trasformarla, per renderla più attenta all'essenziale, a ciò che è veramente umano. A partire dalla comunità della famiglia, per estenderla al condominio, alla via, al rione, al nostro comune, al Paese, per arrivare al globale, perché purtroppo nessuno può considerarsi al sicuro da questa epidemia, e in alcuni paesi meno attrezzati i danni potrebbero essere estremamente più gravi.

E se adesso il modo più efficace per far sentire la nostra vicinanza è stare distanti, se impareremo qualcosa dal disagio di sentirci "pietre scartate", questo ci darà - come persone e come comunità - la forza di ripartire quando tutto questo sarà finito con una risorsa in più, l'empatia, cioè il mettersi nei panni dell'altro e dell'altra, riconoscenti a tutti gli altri per esserci stati "vicini" durante questa prova e pronti ad essere vicini alle tante "pietre scartate" che vivono nelle nostre comunità.

 a nome di Fondazione Fontana Onlus.

Pierino Martinelli

Direttore

P.S. stiamo monitorando attentamente le prime avvisaglie dell'arrivo dell'epidemia in Kenya. Se vuoi ricevere maggiori informazioni segui il nostro sito