Eventi | Maggio 2019:

4 Mag

Abbiamo riso per una cosa seria

4 Mag - 5 Mag

4 Mag

Riflessioni permettere la scuola al centro del sistema Paese

4 Mag

È in programma sabato 4 maggio a Milano (ore 9,30), alla Sala Pirelli del Palazzo Pirelli il convegno "La scuola non è un'isola - Riflessioni per metter la scuola al centro del sistema Paese". L'evento promosso da Lombardi Civici europeisti vede tra i relatori il già ministro della Pubblica Istruzione Luigi Berlinguer che affronterà il tema: "Autonomia scolastica: dopo vent'anni dove siamo arrivati?". Intervengono inoltre: Angelo Lucio Rossi, dirigente scolastico Ics via Pareto Milano su "Dispersione, neet, integrazione: intercettare e prevenire il disagio. L'importanza di raccogliere i bisogni"; Giovanni Del Bene, Progetto scuole Aperte del Comune di Milano che interverrà sul progetto.

Ad aprire i lavori Elisabetta Strada, consigliere del Gruppo Lombardi Civici Europeisti di Regione Lombardia che introdurrà il tema: "Perché rimettere la scuola al centro". A portare i saluti istituizonali sono Niccolò Carretta consigliere del Gruppo Lombardi civici europeisti di Regione Lombardia; Melania Rizzoli, assessore all'Istruzione, formazione e lavoro della Regione e Laura Galimberti, assessore all'Educazione e Istruzione del Comune di MIlano. Michela Prest, docente presso l'Università degli Studi dell'Insubria; don Gino Rigoldi, cappellano del Carcere Beccaria e Andrea Panico, psicoterapeuta Jonas onlus interverranno su "Mettersi in contatto: agenzie esterne alla scuola che accolgono il disagio degli studenti". Modera Riccardo Bonacina

Informazioni e programma

10 Mag

La cultura della prevenzione, l'incultura dell'emergenza

10 Mag

A Padova il 10 maggio dalle ore 9.00-17.00 presso la Casa di reclusione di Padova: "La cultura della prevenzione, l'incultura dell'emergenza". È uno strano Paese, il nostro, dove la “difficoltà imprevista” diventa così prevista, da giustificare leggi cosiddette “emergenziali”. Manca la cultura del “pensarci prima”, ed è curioso che invece individualmente siamo tutti un po’ convinti che noi saremmo capaci di “pensarci prima”. E non a caso la domanda più ricorrente, quando le persone detenute portano la loro testimonianza agli studenti, è proprio “Non potevi pensarci prima?”. Ma se spesso non ci pensa prima lo Stato, se le Istituzioni sono così poco abituate a farlo, chi educherà i singoli cittadini, chi gli insegnerà che nessuno è “buono per sempre”, e che al Bene bisogna allenarsi, anche per mezzo della conoscenza del Male? 

L’emergenza nemica della verità

Gli attentati a Giovanni Falcone e a Paolo Borsellino hanno rappresentato il punto più alto dell’emergenza criminalità nel nostro Paese. E la risposta dello Stato ha preso un’unica direzione: repressione, 41-bis, effettiva sospensione dei diritti e, purtroppo, nessuna verità processuale, come sottolinea Fiammetta Borsellino: "Nella lotta alla mafia non mi piacciono le passerelle, e diffido degli slogan. Piuttosto, ci vogliono gesti concreti. Li aspettiamo ancora. Qualsiasi impegno nei confronti della lotta alla criminalità organizzata può essere efficace solo se svolto con la massima sobrietà. Nei gesti e nelle parole”.

>  Fiammetta Borsellino, figlia minore del magistrato Paolo Borsellino, ucciso dalla Mafia nella strage di via D’Amelio il 19 luglio 1992, quando persero la vita anche i cinque agenti della scorta. 

E per tutti il dolore degli altri è dolore a metà

“E per tutti il dolore degli altri è dolore a metà”, canta Fabrizio De André in Disamistade. E in carcere è ancora più difficile sentire “interamente” il dolore provocato, c’è una tendenza a minimizzarlo, a mettere al centro un altro dolore, quello della galera, a pensare che la sofferenza causata dal reato abbia una durata limitata. Sul valore del tempo, e su quanto non curi le ferite, se le ferite sono “innaturali” come quelle provocate dal reato, e su come evitare che il dolore ci impedisca di vivere serve più che mai il racconto dei famigliari delle vittime, di chi come Paolo Setti Carraro da quasi quarant’anni con quel dolore ancora si misura. 

> Paolo Setti Carraro, chirurgo che ha scelto, dopo anni di carriera in Italia, di andare a operare  in Afghanistan, perché “mi sono accorto che il denaro corrompe. Non è una frase fatta. Corrompe davvero, anche nella sanità, perché influenza le diagnosi, le terapie, le urgenze, la scelta dei luoghi di cura”. Paolo è fratello di Emanuela, moglie del generale Dalla Chiesa, uccisa con lui in un agguato mortale a Palermo nel 1982. 

Le narrazioni che dilaniano, quelle che risanano

Carolina era una bellissima ragazza, era sveglia, intelligente. Quando però si è resa conto che era stata ripresa durante una festa, che la sua reputazione era stata messa alla berlina, quando ha visto la rete di insulti che le hanno riversato addosso è crollata. Oggi sappiamo che il cyberbullismo, nella sua forma più crudele, non può essere derubricato a semplice ragazzata perché le parole fanno più male delle botte”. Ripulire il nostro linguaggio, capire che le parole violente non sono meno feroci delle armi vere: oggi fare prevenzione significa anche educare a cancellare quelle parole dal nostro vocabolario.  

>  Paolo Picchio, papà di Carolina Picchio, la ragazza di 14 anni che il 5 gennaio 2013 si è buttata dalla finestra di casa, a Novara, lasciando un messaggio potente: “Le parole fanno più male delle botte. Ciò che è accaduto a me non deve più succedere a nessuno”. 

Quando le persone “permale” fanno prevenzione per i ragazzi “perbene” 

È paradossale che si faccia a volte più prevenzione dal carcere che nella società “libera”, ma se, per ora, non si riesce a fare a meno delle pene detentive, cerchiamo almeno di trasformare il carcere, da scuola del crimine, in laboratorio di legalità, dove le esperienze negative, le vite “sbagliate” si mettono al servizio delle giovani generazioni e con loro ritrovano un senso.

>  Le persone detenute della redazione dialogano con ex studenti, oggi cittadini ormai lontani dal mondo della scuola, che raccontano quanto importante è stata nella loro vita l’esperienza di confronto con la realtà del carcere, le scelte di vita sbagliate, il Male raccontato da chi l’ha conosciuto e non ha saputo evitarlo. 
>  Coordina il confronto un giornalista, Francesco Viviano, che prima di diventare un grande cronista è stato un “ragazzo permale”. Francesco Viviano, cresciuto nel quartiere Albergheria di Palermo e inviato de “la Repubblica”, ha seguito i principali processi di mafia, analizzando l’evoluzione di Cosa nostra dalle stragi a oggi. È autore, tra l’altro, per Chiarelettere di Io, killer mancato e, con Alessandra Ziniti, Non lasciamoli soli - Storie e testimonianze dall'inferno della Libia.

Ci salveranno la buona letteratura e la fatica di chi accetta di raccontare il suo dolore?

Sangue giusto è un romanzo che parla dell’Italia di oggi: l’Italia dei centri di identificazione e di espulsione, dei richiedenti asilo e dei clandestini, ma parla anche dell’Italia di ieri, che gli italiani si sono affrettati a dimenticare, e della quale invece gli africani serbano giustamente memoria: l’Italia delle guerre di conquista, del nostro rimosso passato coloniale. In un Paese in cui oggi più che mai si vive in una perenne emergenza, e si finisce facilmente per demonizzare gli immigrati, i Rom, i detenuti, la prevenzione di ogni discriminazioni passa anche per la buona letteratura.

Nel nome di chi invece è il racconto di Valeria Collina, la madre di Youssef Zaghba, uno dei componenti del commando che nel giugno 2017 ha ucciso otto persone nell'attentato sul London Bridge e si è fatto uccidere. Italiana convertita all'islam, ha vissuto per vent'anni in Marocco, e dopo essere tornata in Italia, nel 2015, ha assistito impotente alla radicalizzazione del figlio, Parlerà di prevenzione interrogandosi sulle ragioni per cui è fondamentale confrontarsi con i propri figli: "Ci sono giovani che si ubriacano di nascosto, altri che passano fuori la notte senza dirvi nulla, e altri che stanno chiusi nella propria stanza. Ragazzi modello che si presentano puntuali a condividere con voi ogni pasto. Dopo avere messo in pausa l'ultimo video di un ostaggio sgozzato o di un blindato che viene fatto saltare in aria da un attentatore suicida". 

> Francesca Melandri ha lavorato per anni come sceneggiatrice, prima di esordire nel 2010 nella narrativa con Eva dorme. Nel 2012 ha pubblicato Più alto del mare, nel 2017 è uscito il suo ultimo romanzo, Sangue giusto.

> Valeria Collina ha raccontato la sua esperienza di madre di Youssef, un ragazzo diventato terrorista, nel libro “Nel nome di chi”, scritto insieme a Brahim Maarad. Di sé dice: “Non ho insegnato ai miei figli ad avere uno spirito critico. Questa è la mia colpa di madre". 

> A intervistarle Mauro Pescio, attore di teatro, creatore di testi nella trasmissione “Pascal” dal lunedì al venerdì alle 19 su Radio2 Rai. 

Rassicurare o creare sicurezza 

Sostiene Riccardo De Vito, magistrato di Sorveglianza: “La certezza della pena deve essere intesa come pena tempestiva. È una distorsione di pura campagna elettorale, invece, pensare che significhi la sua immutabilità. Anzi, proprio l’immutabilità della pena è il peggiore nemico della sicurezza (…). Quanto più la pena rieduca, tanto più la sicurezza dei liberi viene salvaguardata. Aggiungo anche che le cosiddette “misure di comunità” non sono un’alternativa a poco prezzo del carcere, ma impegnano l’uomo come se fosse il carcere, collocandolo però nel mare stesso in cui deve di nuovo imparare a nuotare”. 

>  Riccardo De Vito, magistrato di Sorveglianza a Sassari

Prevenzione è anche togliere alla criminalità organizzata il consenso delle giovani generazioni

In un dialogo franco e aperto con detenuti della redazione di Ristretti condannati per reati della criminalità organizzata, Giuseppe Spadaro, magistrato che oggi si occupa di minori, ha detto: “Fin quando non toglieremo alla mafia, alla ‘ndrangheta il consenso delle nuove generazioni, non le sconfiggeremo mai, possiamo solo reprimere, ma più si continua in questo gioco di guardie e ladri più ne entrano di voi in carcere più ne crescono altri, più servono magistrati e forze dell’ordine e dipendenti dell’amministrazione penitenziaria e più concorsi dobbiamo fare, voi fate “concorsi” sul territorio e noi facciamo concorsi pubblici, ma quel consenso resta”.

>  Giuseppe Spadaro, è stato a lungo magistrato in Calabria, ha subito minacce per cui è ancora oggi sotto scorta, attualmente è presidente del tribunale dei minori di Bologna. 

Emergenziale = Improntato a urgenza ed eccezionalità

Uscire dall’emergenza: con un percorso simile alla dissociazione si può?

Circa 9.000 sono i detenuti rinchiusi nei circuiti di Alta Sicurezza, 753 in 41-bis. Alcuni lo sono da decenni, in una emergenza dilatata all’infinito dove non c’è spazio per il cambiamento, nonostante la Costituzione non neghi a nessuno la possibilità di diventare una persona diversa da quella a cui la inchioda il reato.  Negli anni del terrorismo, è stata la dissociazione la strada che ha permesso che tante persone prendessero con forza le distanze dalle organizzazioni di appartenenza, è certamente una strada più difficile da percorrere per chi faceva parte della criminalità organizzata, ma la complessità dei percorsi non ci può spaventare.

Marco Boato, sociologo, è stato parlamentare in più legislature, occupandosi anche, negli anni caldi del dopo terrorismo, della dissociazione di alcuni protagonisti della lotta armata. È autore, tra l’altro, del libro “Il lungo ‘68”.

Apriranno i lavori il direttore della Casa di reclusione, Claudio Mazzeo, e il Provveditore dell’Amministrazione penitenziaria per il Triveneto, Enrico Sbriglia.

Coordinerà i lavori Adolfo Ceretti, Professore ordinario di Criminologia, Università di Milano-Bicocca, e Coordinatore Scientifico dell’Ufficio per la Mediazione Penale di Milano. Tra le sue pubblicazioni, Cosmologie violente, Oltre la paura e Il libro dell’incontro. E' stato invitato a intervenire (siamo in attesa di una risposta) Francesco Basentini, magistrato, Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Informazioni e iscrizioni

10 Mag

Supereroi fragili

10 Mag - 11 Mag

#Supereroi fragili: 3° Convegno Internazionale, 10 e 11 maggio 2019, Palacongressi di Rimini. Forti e insicuri. Spensierati e tormentati. Invincibili e vulnerabili. Appassionati e svogliati. Gli adolescenti di oggi vivono questi contrasti sulla loro pelle. Come il titolo del Convegno, sono supereroi fragili che attraversano un periodo fatto di grandi trasformazioni. Può essere complesso entrare in contatto con loro: capire i loro stati d'animo, le nuove tendenze, le difficoltà che possono incontrare. La nuova edizione del Convegno - con la direzione scientifica di Dario Ianes e il coordinamento della Ricerca&Sviluppo Erickson - sarà un'occasione per confrontarsi con chi lavora tutti i giorni con gli adolescenti, mettendo sotto la lente d'ingrandimento non solo i disagi che caratterizzano questa fase della vita, ma anche le opportunità e le risorse che rappresentano.

Affettivitá e sessualitá Educazione all'uguaglianza Conflitto e negoziazione con gli adolescenti Disturbi del comportamento alimentare Hikikomori e ritiro sociale Disimpegno e attivismo Peer education Orientamento alla scelta Bullismo e mediazione a scuola Dipendenze da alcool e sostanze Condotte autolesive Gioco e competenze Didattica delle emozioni Orientamento sessuale Internet e social network Sfide social Sensation seeking Disturbi psicopatologici in adolescenza Senso critico. Informazioni: 0461 950690ISCRIVITI SUBITO

21 Mag

Festival dello Sviluppo Sostenibile

21 Mag - 6 Giu

17 giorni per mettere mano al nostro futuro. 17 quanti sono gli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite dell'Agenda 2030, sottoscritta nel 2015 dai leader mondiali di tutti i Paesi per porre il mondo sul sentiero della sostenibilità e realizzare un cambiamento dei modelli culturali, economici e sociali senza il quale il presente e il futuro di questa e delle prossime generazioni sono a rischio. Con questo obiettivo si rinnova l’appuntamento con il Festival dello Sviluppo Sostenibile dal 21 maggio al 6 giugno, la più grande iniziativa “dal basso” organizzata su tutto il territorio nazionale, che dal 21 maggio al 6 giugno coinvolgerà tutta l’Italia con centinaia di iniziative sui temi della sostenibilità economica, sociale e ambientale. "Mettiamo mano al nostro futuro". La terza edizione del Festival lancia un appello a ciascuno di noi per invitarci a contribuire in prima persona a un futuro migliore, nella cui costruzione tutti possiamo essere coinvolti. In molti hanno già deciso di “prendere in mano il loro futuro”, proponendo uno o più eventi nella nuova edizione dell'iniziativa. Scuole e università, imprese, associazioni e istituzioni, si stanno muovendo per animare il prossimo Festival, la cui locandina è ora disponibile. Le prime proposte di eventi che sono state raccolte popoleranno il cartellone del Festival insieme ai tre eventi organizzati dal Segretariato dell'ASviS (Roma, 21 maggio - Milano, 28 maggio - Roma, 6 giugno) e ai 10-12 eventi nazionali che affronteranno, in maniera integrata, i diversi Obiettivi di sviluppo sostenibile. 

Tutti possono proporre eventi nell’ambito del Festival, compilando l'apposito modulo sul sito del Festival, seguendo i criteri e le linee-guida resi disponibili oggi. Il Team Festival può essere contattato per informazioni e supporto. Consulta: La presentazione della nuova edizione del Festival e La locandina del Festival

 

24 Mag

Cooperazione e cambiamento climatico

24 Mag

"Cooperazione e cambiamento climatico". La cooperazione internazionale per il pianeta tra diritti e sostenibilità andrà in scena venerdì 24 maggio a Trento dalle 8.45 alle 16.30 quando si terrà il nuovo Seminario della Carta di Trento organizzato da Fondazione Fontana. Una giornata di formazione per indagare sugli effetti del cambiamento climatico nei contesti in cui opera la cooperazione internazionale e su quali nuovi orientamenti e approcci sono necessari per affrontare le sfide che la crisi del clima pone alla comunità globale. Presso il Centro per la Cooperazione internazionale, Vicolo San Marco 1 a Trento. L'evento rientra negli appuntamenti del Festival dello sviluppo sostenibile , in quanto associati ASVIS. 

Per informazioni e iscrizioni: 0461/390092, [email protected]

30 Mag

Conferenza dell'ONU sui Cambiamenti Climatici

30 Mag - 30 Ago

È uscito il nuovo bando 2019 per universitari per partecipare alla Conferenza dell'ONU sui Cambiamenti Climatici. Non a tutti capita l’occasione di essere invitato a partecipare alla Conferenza delle Parti della UNFCCC (Convenzione delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, COP25), che quest’anno sarà realizzata a Santiago, in Cile, nel mese di dicembre 2019. Ma noi, dal 2012 e anche quest’anno, ti offriamo questa possibilità con il progetto Visto Climatico! Testimonia la sua partecipazione a Katowice presso la COP24 Giulia, studentessa dell’Università degli Studi di Trento: "Partecipare alla COP24 è stata per me un’esperienza incredibile. Mi ha fatto trovare il mio posto nel mondo, almeno parlando in termini di studio e lavoro. Mi sono sentita per la prima volta una cittadina del mondo, parte di un qualcosa più grande di me". Visto Climatico è un progetto di giornalismo partecipativo e di educazione alla cittadinanza globale coordinato dall’Associazione Viração&Jangada di Trento in collaborazione con il Centro europeo Jean Monnet, Fondazione Fontana, Associazione Mazingira, Associazione Culturale In Medias Res, con il contributo finanziario della Provincia Autonoma di Trento e con il supporto scientifico dell’Osservatorio Trentino sul Clima. L’obiettivo del progetto è coinvolgere 4 studenti universitari, tra i 18 e 30 anni, residenti in Provincia Autonoma di Trento oppure frequentanti l’Università degli Studi di Trento in un percorso di giornalismo partecipativo sui cambiamenti climatici e le migrazioni ambientali. Il progetto prevede un percorso di formazione sulle tematiche del clima, migrazioni e giornalismo, la partecipazione alla Conferenza in Cile a dicembre 2019 e un'attività di sensibilizzazione a Trento. Bando a questo link! Affrettati! Le iscrizioni scadono il 30 agosto 2019. Informazioni: [email protected], 3481936763.

31 Mag

Parole Ostili

31 Mag - 1 Mag

Il 31 maggio e il 1 giugno 2019 si svolgerà la terza edizione del nostro incontro annuale, un momento per riflettere sui linguaggi ostili online e sulle azioni che la collettività può compiere per aiutare lo sviluppo delle coscienze digitali dei singoli. L’evento si svilupperà in due giornate, entrambe incentrate sul primo principio del Manifesto della comunicazione non ostile: “Virtuale è reale”. Le novità di quest’anno sono due: Parole a Scuola Young, evento dedicato alle scuole, e i tavoli di lavoro collettivo riservati a selezionati esperti di diversi settori. Informazioni e iscrizioni:  [email protected]

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Mercoledì 29:

Festival dello Sviluppo Sostenibile

21 Mag 09:00 - 6 Giu 22:00

Parole Ostili

31 Mag 09:00 - 1 Mag 18:00