Seenet: cooperazione decentrata coi Balcani

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Il logo di Seenet

"Un buco nero inaccettabile": così il sottosegretario agli Esteri Famiano Crucianelli riferendosi a un futuro che continuasse a escludere i Balcani dall'Unione Europea. "Nel loro insieme - ha aggiunto - i Balcani devono poter entrare in Europa se davvero vogliamo puntare alla pace, allo sviluppo, alla legalità di quella che è una zona cruciale per il futuro dell'intero continente". Il sottosegretario agli Affari Esteri del governo Prodi è intervenuto ieri mattina a Firenze in apertura del seminario finale di "Seenet", programma di cooperazione decentrata tra i più innovativi che ha collegato la Toscana con il sud est europeo. Promosso dalla Regione Toscana, dalle Ong Ucodep e Cospe con il sostegno della direzione generale del Ministero Affari Esteri italiano. In tre anni, Seenet, ha fatto nascere una rete fra 30 soggetti toscani (enti locali, aziende pubbliche, organismi privati) e 21 enti locali di cinque paesi del sud est europeo (Albania, Bosnia Erzegovina, Croazia, Macedonia, Serbia) con quattro milioni di euro di finanziamento e 27 progetti realizzati.

"Esperienza splendida - è il commento di Fabianelli - così come sono da sostenere quelle iniziative di cooperazione capaci di coinvolgere le istituzioni locali, motore dello sviluppo". Introdotti dall'assessore alla Cooperazione della Toscana Massimo Toschi ("Seenet è operazione riuscita di grande rilievo politico"), i lavori sono iniziati con i saluti del presidente Claudio Martini ("Auspico che una rete così sapientemente costruita non si disperda ma possa proseguire, alla vigilia del nuovo ciclo dei fondi strutturali europei, per tagliare ulteriori traguardi") e del presidente della Regione Istria Ivan Jakovcic ("Quando, nel 2000, ci vedemmo qui a Firenze per la prima volta, nel sud est d'Europa si respirava l'odore della guerra, del sangue, dell'odio: oggi l'atmosfera è diversa e anche i tanti progetti realizzati con Seenet aiutano ad aprire porte e finestre per un auspicato ingresso dei Balcani nell'Unione Europea").

Avviata nel 2003, Seenet ha aperto anche sei sedi nei vari territori coinvolti: Firenze, Pola (Croazia), Belgrado (Serbia), Sarajevo e Mostar (Bosnia-Erzegovina), Skopje (Macedonia). 50 i seminari organizzati sui temi dello sviluppo economico locale e dei servizi pubblici locali. Unico il filo conduttore: stimolare il dialogo fra enti locali, cittadini, categorie professionali. "Un approccio innovativo - ha commentato Martini - in un processo che riguarda la costruzione della democrazia dal basso". Roberto Barbieri e Fabrizio Coticchia, direttore Seenet e docente al Sant'Anna di Pisa, hanno analizzato le cose realizzate evidenziandone elementi di interesse e di criticità. Alcuni esempi: un nuovo museo a Mostar per i beni archeologici, un centro di sostegno per lo sviluppo di piccole e medie imprese a Nis, un numero verde per gestire le comunicazioni fra cittadini e aziende municipalizzate di acqua e rifiuti nella stessa città, la fognatura principale di Pec, il progetto per la discarica di Scutari, un portale web sul turismo di Skopje, l'educazione alla raccolta differenziata dei rifiuti per i bambini di Sarajevo, un piano per lo sviluppo rurale del cantone di Sarajevo, un incubatore per nuove aziende nel comune di Tuzla, una banca dati su flora e fauna dell'Herzegovina, un ufficio per promuovere il miele di Trebinje.

Tutti concordsi sul fatto che Seenet rappresenta una metodologia su cui riflettere per il futuro della cooperazione decentrata, si è anche discusso su quale futuro dare al progetto. Il comitato di direzione della rete, d'intesa con il Ministero Affari Esteri italiano, ha espresso la volontà di continuare il percorso intrapreso, creando le basi per assumere un carattere di permanenza dei rapporti fin qui stabiliti. La proposta discussa oggi, prevede inoltre di consolidare il lavoro tra enti locali e e partner organizzando delle sotto-reti tematiche su pianificazione rurale e valorrizzazione dei prodotti tipici, valorizzazione del patrimonio turistico e culturale, sviluppo delle piccole e medie imprese e introduzione di elementi innovativi di gestione aziendale dei servizi pubblici.

La cooperazione decentrata, infatti, laddove assuma quel carattere di continuità e di lavoro sui processi, rappresenta uno strumento fondamentale per quel recupero di spazio pubblico e di democrazia che costituiscono la condizione necessaria per la prevenzione dei conflitti oltre che per la soluzione di problemi di diretto impatto sulla vita dei cittadini.

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