Italia: appello al Governo per la visita del Segretario Generale dell'Onu

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In occasione della visita in Italia del Segretario Generale dell'Onu, Kofi Annan, la Tavola della pace lancia l'appello "L'Italia sia dalla parte delle Nazioni Unite". "Il Presidente del Consiglio Romano Prodi e le autorità italiane che lo incontreranno - hanno dichiarato Flavio Lotti e Grazia Bellini, i due Coordinatori Nazionali della Tavola della pace - avranno un'ottima occasione per annunciare la decisione dell'Italia di scendere in campo, senza ulteriori equivoci ed esitazioni, per difendere, salvare, rilanciare e democratizzare l'Onu".

L'appello è stato inviato al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro degli Affari Esteri e a tutti i membri del Parlamento Italiano ai quali si chiede di dichiarare in modo chiaro e forte il proprio impegno per difendere, salvare, rilanciare e democratizzare l'Onu, riaffermare il ruolo centrale delle Nazioni Unite nella promozione della pace, della sicurezza e della cooperazione internazionale, rilanciare i suoi valori e ideali, farla funzionare, dargli le risorse e gli strumenti necessari per adempiere al proprio mandato, tutelare la sua autonomia, la sua indipendenza e la coerenza con i suoi fini. Il documento avanza inoltre alcune proposte concrete che possono contribuire a rendere credibile la scelta dell'Italia di stare dalla parte delle Nazioni Unite.

Nello specifico, l'appello ricorda alle autorità italiane che si tratta di "un'ottima occasione per annunciare la decisione dell'Italia di scendere in campo, senza ulteriori equivoci ed esitazioni, per difendere, salvare, rilanciare e democratizzare l'Onu". "Il mondo ha disperato bisogno dell'Onu, ma l'Onu è sotto attacco, sempre più indebolita, delegittimata e marginalizzata. I suoi poteri, le sue risorse e le sue funzioni sono stati drammaticamente ridotti. L'unilateralismo dei più forti e un'incontrollata globalizzazione stanno mettendo da parte la sola "casa comune" dell'umanità" - riporta l'appello.

"Allo stesso tempo importanti decisioni politiche ed economiche continuano ad essere assunte in sedi e istituzioni internazionali prive dei necessari principi, valori, legittimazione e controllo democratico. Spesso i governi che controllano e gestiscono l'Onu non mantengono nemmeno gli impegni politici ed economici che hanno volontariamente sottoscritto (come sta avvenendo con gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio); violano i diritti umani e gli stessi principi di legalità e di democrazia internazionale che proclamano nei loro discorsi e nelle loro risoluzioni; procedono nella gestione degli affari internazionali senza tener in alcun conto le proposte che la società civile mondiale continua ad avanzare. Alcuni, addirittura, stanno palesemente tentando di imporre all'Onu (e al mondo intero) la dottrina della guerra preventiva. Nel frattempo l'Onu, fondata per "salvare le future generazioni dal flagello della guerra", è stata estromessa dall'Iraq, marginalizzata in Afghanistan, isolata nei territori palestinesi, costretta all'impotenza in molti degli altri conflitti aperti e dimenticati.

Quindi la Tavola della pace avanza al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, al Governo e a tutti i suoi componenti, tra cui dichiarare in modo chiaro e forte il proprio impegno per difendere, salvare, rilanciare e democratizzare l'Onu e operare da subito, nell'Unione Europea e in tutte le altri sedi internazionali, per rimettere l'Onu al centro degli sforzi tesi a porre fine alle guerre e alle gravi violazioni dei diritti umani in corso nei territori palestinesi (mediante l'invio immediato di una forza di interposizione sotto il comando Onu), in Iraq, in Afghanistan, in Cecenia, in Sudan, nella regione africana dei grandi laghi, in Somalia e nel resto del mondo.

La Tavola della pace chiede inoltre di riaprire subito l'Ufficio dell'Onu in Italia chiuso dal Governo Berlusconi e riattivare la collaborazione con la società civile impegnata a sostegno dell'Onu con programmi di comunicazione ed educazione; definire in Parlamento le iniziative dell'Italia per favorire l'elezione di un nuovo Segretario Generale dell'Onu indipendente e autorevole (dopo 60 anni è venuto anche il tempo che sia una donna); avviare in Parlamento una rigorosa azione di controllo sull'operato dell'Italia nell'ambito del sistema delle Nazioni Unite e promuovere un dibattito politico, aperto ai contributi della società civile, per definire le proposte dell'Italia per la democratizzazione e il rafforzamento dell'Onu e concorrere così alla definizione della posizione dell'Unione Europea.
Avanza la proposta di "rendere tripartita la composizione delle delegazione italiana negli organismi Onu (Governo, Parlamento, organizzazioni della società civile) a cominciare dalla prossima convocazione dell'Assemblea Generale" e dare nuovo impulso alla proposta di costituzione dell'Assemblea Parlamentare delle Nazioni Unite; sostenere e rilanciare la proposta di convocazione di una Convenzione Universale sul futuro delle Nazioni Unite; sostenere l'Assemblea dell'Onu dei Popoli e l'impegno della società civile e degli Enti Locali per salvare, democratizzare e rafforzare le Nazioni Unite.

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