Somalia: liberate le due operatrici umanitarie di MSF

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Mercedes García -foto ©M. Broughton/MSF

Le due operatrici umanitarie di Medici Senza Frontiere (MSF), Mercedes Garc㭀a e Pilar Bauza, rapite lo scorso 26 dicembre in Somalia da un gruppo di uomini armati sono state liberate oggi - riporta un comunicato di Msf.

"Sono state liberate e stanno bene. Vogliamo inoltre ringraziare tutte le persone che si sono impegnate affinché questa vicenda si risolvesse nel miglior modo possibile" - afferma Paula Farias, presidente della sezione spagnola di MSF per la quale lavoravano le due operatrici. "Vogliamo esprimere la nostra indignazione per il rapimento avvenuto che ha colpito non solo le nostre due operatrici ma più in generale tutta l'azione umanitaria condotta in maniera indipendente" - aggiunge la Farias. "Questo tipo di azioni sono inaccettabili e mettono in pericolo l'assistenza umanitaria fornita alle popolazioni bisognose, assistenza che le nostre due operatrici stavano garantendo a quei 7.000 bambini malnutriti assistiti nel nostro centro nutrizionale".

Le due operatrici, una dottoressa spagnola e un'infermiera argentina, eran state rapite mentre, a bordo di un veicolo MSF, si stavano recando al centro nutrizionale di Bosasso dove l'associazione assiste bambini malnutriti. Questi bambini sono solo una parte degli oltre 25.000 sfollati che si sono rifugiati in 19 campi allestiti nella regione. Sin dai primi istanti successivi al rapimento, MSF aveva chiesto il rilascio immediato e incondizionato delle due operatrici. "La popolazione civile paga le conseguenze del conflitto incorso in Somalia e la sopravvivenza della maggior parte dei Somali dipende dagli aiuti esterni forniti da poche organizzazioni umanitarie" - prosegue Farias. "La Somalia rappresenta una crisi dimenticata e questo tipo di incidenti non fanno che aumentare la sofferenza della popolazione".

Il Puntland, una zona relativamente tranquilla rispetto al sud della Somalia, sta diventando sempre più teatro di rapimenti, dirottamenti e pirateria: nei giorni scosi i miliziani avevano rilasciato un cameramen francese, Gwen Le Gouil, rapito nella stessa regione il 16 dicembre scorso, mentre a maggio due cooperanti, un keniota e un britannico di 'CARE International' erano stati sequestrati e poi rilasciati sempre nel Puntland che si proclamò nel 1998 regione autonoma da Mogadiscio e che generalmente è considerata relativamente più pacifica della Somalia.

Dall'inizio delle attività a Bossaso, nel maggio scorso, Msf non aveva mai ricevuto attacchi diretti o minacce. "Comunque, la situazione della zona è instabile a causa di diversi atti di violenza perpetrati da gruppi armati" - segnala Msf che nella zona ha avviato con 8 operatori internazionali e 100 operatori locali un progetto nutrizionale che prevede la cura di 7.000 bambini malnutriti al di sotto dei 5 anni che fanno parte dei circa 25.000 sfollati interni che vivono nei 19 campi della zona. MSF lavora continuativamente in Somalia da oltre 16 anni e fornisce cure mediche in 11 regioni del Paese attraverso circa 60 operatori internazionali e oltre 800 locali fornendo oltre migliaia di consultazioni e ricoverando circa 10mila pazienti all'anno. [GB]

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