Somalia: MSF chiede il rilascio delle operatrici rapite

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Team di Msf a Bossaso in Somalia - foto ©MSF

Medici Senza Frontiere (MSF) ha chiesto alle autorità somale "il rilascio immediato e la garanzia dell'incolumità delle due operatrici rapite a Bossaso, nel Puntland, una regione della Somalia". Mercedes Garc㭀a, medico spagnolo, e Pilar Bauza, infermiera argentina, sono state rapite mentre si recavano al centro nutrizionale allestito per trattare i bambini malnutriti negli adiacenti campi di sfollati interni e rifugiati a Bossaso - conferma un comunicato di Msf. Secondo la stampa spagnola due dei rapitori si sarebbero arresi alla polizia dopo uno scontro a fuoco in una zona montagnosa vicino a Bosasso, ma non è ancora chiara la sorte delle due operatrici umanitarie.

MSF riporta inoltre che parte del team di Bossaso è stato evacuato mentre tre operatori internazionali rimangono ancora in loco e mantengono il contatto con le autorità locali e nazionali. "La nostra priorità adesso è di far rilasciare illese le nostre colleghe. Denunciamo che gli attacchi contro gli operatori umanitari rendono ancora più difficile l'accesso alla popolazione vulnerabile" - ha dichiarato il medico Paula Farias, Presidente della sezione spagnola di MSF che segue con particolare attenzione le vicende del rapimento.

Il Puntland, una zona relativamente tranquilla rispetto al sud della Somalia, sta diventando sempre più teatro di rapimenti, dirottamenti e pirateria: nei giorni scosi i miliziani avevano rilasciato un cameramen francese, Gwen Le Gouil, rapito nella stessa regione il 16 dicembre scorso, mentre a maggio due cooperanti, un keniota e un britannico di 'CARE International' erano stati sequestrati e poi rilasciati sempre nel Puntland che si proclamò nel 1998 regione autonoma da Mogadiscio e che generalmente è considerata relativamente più pacifica della Somalia.

Dall'inizio delle attività a Bossaso, nel maggio scorso, Msf non ha mai ricevuto attacchi diretti o minacce. "Comunque, la situazione della zona è instabile a causa di diversi atti di violenza perpetrati da gruppi armati" - segnala Msf che nella zona ha avviato con 8 operatori internazionali e 100 operatori locali un progetto nutrizionale che prevede la cura di 7.000 bambini malnutriti al di sotto dei 5 anni che fanno parte dei circa 25.000 sfollati interni che vivono nei 19 campi della zona. MSF lavora continuativamente in Somalia da oltre 16 anni e fornisce cure mediche in 11 regioni del Paese attraverso circa 60 operatori internazionali e oltre 800 locali fornendo oltre migliaia di consultazioni e ricoverando circa 10mila pazienti all'anno. [GB]

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