Onu: Giornata dell'alfabetizzazione, condizione per la salute

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Il manifesto della Giornata - da Unesco

Con lo slogan "Literacy is the best remedy" (L'alfabetizzazione è la miglior cura) si è celebrata ieri 8 settembre la 'Giornata mondiale per l'alfabetizzazione' promossa dall'Unesco. L'attenzione quest'anno si è concentrata sul rapporto tra alfabetizzazione e salute: ben 774 milioni di adulti sul pianeta non hanno infatti gli strumenti conoscitivi basilari per affrontare le sfide anche in materia di salute. "Oggi non si può trovare una risposta alle principali preoccupazioni in campo sanitario se non si trova nelle politiche sulla salute un ruolo anche per l'alfabetizzazione" - ha affermato nel suo messaggio (in .pdf) del direttore generale dell'Unesco Kochiro Matsuura. "Una persona che non sa né leggere né scrivere, non potendo accedere alle informazioni è più vulnerabile ai problemi di salute, e meno disposto a cercare aiuto medico per se stesso o i suoi familiari" - ha aggiunto.

Come risulta dai dati dell'Unesco le donne che hanno frequentato almeno le scuole elementari sono cinque volte più informate di quelle analfabete sui rischi del virus da immunodeficienza umana acquisita; inoltre il prolungamento dell'educazione delle ragazze, spesso costrette ad abbandonare la scuola in giovane età fornisce loro maggiori strumenti per evitare di cadere nella facile trappola della prostituzione. Per questo motivo il Forum mondiale sull'educazione si era posto nel 2000 a Dakar l'obiettivo di fornire istruzione soprattutto alle donne.

 

I dati dell'Unesco:
- International literacy statistic (.pdf)
- Global monitoring report 2006 (.pdf)
- Trend analfabetizzazione nel mondo
- Centro statistico dell'Unesco

Le persone analfabete sono infatti in maggioranza le donne dell'Africa Subsahariana, America latina e Asia: due terzi dei 774 milioni di adulti analfabeti sono donne e sono 137 milioni i bambini e giovani sono analfabeti di cui il 61% di essi sono ragazze. Più di 72 milioni di bambini non sono mai andati a scuola, molti di più la frequentano con irregolarità o l'hanno abbandonata. Quando il tasso di scolarizzazione e il tasso di occupazione delle donne aumentano, il tasso di fecondità cala rapidamente e tende a stabilizzarsi attorno al livello di riproduzione fisiologica di 2,1 figli per donna. Due terzi degli analfabeti si trovano in solo 9 paesi e il 47% dei 774 milioni vivono in India e in Cina (rispettivamente il 35% e il 12%). Le nazioni con la più bassa percentuale di alfabetizzazione al mondo sono Burkina Faso (12.8%), Niger (14.4%) e Mali (19%). Preoccupante il fatto che dal 1970 ad oggi nell'Africa subsahariana il numero di analfabeti adulti sia andato aumentando: "un aumento solo in parte causato dalla crescita naturale della popolazione e che evidenzia una chiara situazione di difficoltà" - sottolinea Amref.

Ma la situazione è grave anche nei paesi arabi. Se i dati proporzionali sull'analfabetismo in questi paesi sono crollati negli ultimi decenni, passando da una media del 75% nel 1970 al 30% del 2007, in termini assoluti le cose stanno peggiorando: sono 95 milioni le persone analfabete nei paesi arabi, di questi 75 milioni hanno tra i 15 e i 45 anni. "Ciò significa che un cittadino su tre è analfabeta" - ha evidenziato Mongi Bousnina, direttore generale dell'Organizzazione araba per l'educazione, le scienze e la cultura (Alesco), riferendosi all'insieme della popolazione di 28 nazioni di lingua araba, intervenendo ad un convegno sull'alfabetizzazione nel Mediterraneo ieri a Roma. "Si tratta del doppio della media mondiale, che è del 16%" - ha aggiunto il direttore dell'organizzazione culturale che ha sede a Tunisi.

A soffrirne maggiormente sono le donne e le persone nelle zone rurali. Con 17 milioni di analfabeti, su 82 milioni di abitanti, l'Egitto è il paese arabo con il maggior numero di illetterati. Secondo Bousnina le cause del problema sono due: "l'alto tasso di natalità, come dimostra la correlazione tra crescita demografica e l'aumento degli illetterati nei cinque stati più popolosi del gruppo (nel 1970 gli analfabeti nei paesi arabi erano 50 milioni) e la povertà". L'esperto tunisino ha criticato la caduta di interesse di molti governi arabi nei confronti del problema, per cui l'alfabetizzazione non cresce al passo con la crescita demografica. Bousnina ha ricordato infine la proposta del presidente tunisino Ben Ali fatta ai paesi ricchi produttori di petrolio di destinare un dollaro per ogni barile di greggio in progetti alla lotta all'analfabetismo nei paesi arabi. [GB]

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