In cammino per il clima!

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Foto: Youtube.com

Quest’anno lungo la celebre Via Francigena, che centinaia di persone percorrono ogni anno nel nostro paese tra natura e spiritualità, uno speciale gruppo di pellegrini ha camminato per una causa più che mai urgente che riguarda tutti noi e le generazioni a venire:chiedono l’adozione di scelte responsabili alla COP 24 - ventiquattresima Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima, che si svolgerà nella città di Katowice, in Polonia, dal 3 al 14 dicembre 

Il “Cammino per il clima”  partito da Piazza San Pietro a Roma il 4 ottobre, è ispirato alla “Laudato Sì”, l’Enciclica di Papa Francesco che richiama tutti noi alla cura della Terra come nostra Casa Comune e di cui possiamo leggere l’interessante approfondimento curato nel 2015 da Focsiv - Federazione degli Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario (vi aderiscono 84 Organizzazioni che operano in oltre 80 paesi del mondo).

I pellegrini arriveranno a Katowice, dove in sede di Conferenza ONU sarà discussa l’attuazione di regole operative, da parte degli Stati, per rendere raggiungibile l’obiettivo stabilito dall'Accordo sottoscritto a Parigi nel 2015:restare ampiamente al di sotto dei +2°C, ponendo la soglia a +1.5°C di riscaldamento globale rispetto al periodo preindustriale. Secondo i ricercatori dell’istituto Climate Analyticsse la temperatura aumenterà dipiù di 1,5°C ci troveremo in un nuovo regime climatico con ondate di calore più lunghe, l’aumento dei periodi di siccità e una minore disponibilità d'acqua, anche nel Mediterraneo. L'agricoltura sarà colpita duramente e le conseguenze peggiori ricadranno sulle regioni tropicali come Africa occidentale, Sudest asiatico e America meridionale. Il livello del mare s’innalzerà di 40 centimetri mettendo a rischio la vita negli Stati insulari del Pacifico e dei Caraibi (approfondimento Ansa).

A condurre i pellegrini lungo le strade del nostro Paese e poi in Slovenia, Austria, Slovacchia, Repubblica Ceca e Polonia, è Yeb Saňo, ex-delegato della Repubblica delle Filippine per le conferenze ONU sui cambiamenti climatici.Nell’aprile 2015, in vista della Conferenza di Parigi sul cambiamento climatico Yeb Sano lasciò la diplomazia per diventare attivista annunciando di voler lavorare con differenti gruppi di fede nel mondo come parte di un più ampio movimento globale per il clima. Quel giorno, il 21 aprile 2015 dichiarava«Già milioni di persone hanno perso la vita, la casa e i mezzi di sussistenza a causa del cambiamento climatico. Tuttavia, le azioni e gli impegni dei governi e delle industrie restano profondamente inadeguati e mancano l’obiettivo di garantire un futuro sicuro e giusto per tutti».

I pellegrini in cammino per il clima, provenienti da Filippine, Stati Uniti, Francia e Inghilterra hanno già percorso la tappa italiana - circa 800 km in un mese - attraversando il confine italo-sloveno il 4 novembre e ne stanno percorrendo altri 700 fino a Katowice: in tutto,1.500 Km di strade e sentieri tra boschi, colline città, in cui incoraggiare le comunità a partecipare nel modo che più si addice ai loro contesti locali, assumendo un ruolo di protagonisti per il cambiamento.

Il Pellegrinaggio per la tratta italiana ha ricevuto il patrocinio del Ministero dell'Ambiente ed è stato organizzato per il nostro Paese, come già nel 2015, da FOCSIV – Volontari nel mondo e per la parte internazionale da GCCM – Global Climate Catholic Moviment The Climate Pilgrimage. 

Sono state 28 le città italiane interessate dal passaggio dei pellegrini, che hanno ricevuto ospitalità presso le diocesi, gli istituti religiosi, i centri d’accoglienza per rifugiati e case private dei cittadini. “Le comunità si sono animate e hanno organizzato eventi al fine di sensibilizzare le realtà locali sull’importanza di agire collettivamente per frenare i danni del cambiamento climatico, ripartendo dal cambiamento degli stili di vita” si legge nel rapporto FOCSIV dell’iniziativa. 

Molti degli incontri hanno portato alla luce le preoccupazioni dei cittadini su come reagire individualmente e collettivamente a questa importante sfida. A questo proposito, i Pellegrini hanno stilato un Manifesto in cui si chiede ai cittadini e agli Stati che saranno riuniti nella COP24 di affrontare una serie di punti:l’adozione di nuove pratiche e stili di vita di ecologia integrale da parte di individui, famiglie e comunità; un regolamento globale verso la conclusione dell’era dei combustibili fossili ed una transizione verso un’economia circolare con energia pulita da fonti rinnovabili; la costituzione del fondo verde di 100 miliardi di dollari per rimborsare il debito ecologico nei confronti dei paesi impoveriti, investendoli per l’adattamento al cambiamento climatico e sistemi sostenibili come l’agroecologia; la creazione di canali sicuri e regolari per i migranti, tra cui quelli per cause ambientali e provocate dal cambiamento climatico, così come previsto dal “Global Compact for Migration” che sarà siglato in Marocco in dicembre. 

Il Pellegrinaggio richiama l’attenzione al “fenomeno troppo spesso sottovalutato delle migrazioni ambientali”.Come documenta la FOCSIV, secondo l’IDMC (Internal Displacement Monitoring Centre)dal 2008 al 2014 oltre 150 milioni di persone sono state costrette a spostarsi per eventi meteorologici estremi. Sempre l’IDMC ha calcolato che oggi le persone hanno il 60% in più di probabilità di dover abbandonare la propria casa di quanto non ne avessero nel 1975.

Al termine della tappa italiana del Pellegrinaggio per il Clima, FOCSIV ricorda che «Casi di inquinamento, alluvioni, siccità e ondate di calore, mettonosempre più in difficoltà i cittadini italiani e tra loro le persone più vulnerabili: anziani e famiglie povere. - ha messo in evidenza Gianfranco Cattai, Presidente FOCSIV - Così come in molti paesi fragili, come le Filippine, sono i più poveri a subire le conseguenze più gravi dei cambiamenti climatici.Tutte le comunità hanno mostrato l'intenzione di modificare gli stili di vita e hanno chiesto che la politica si muova di più e meglio per promuovere trasformazioni strutturali, mettendo fine allo sfruttamento delle fonti fossili e investendo di più per affrontare il dissesto idrogeologico. È necessario adottare al più presto un piano nazionale per il clima e l’ energia ambizioso perché il tempo del cambiamento è ora».

Lia Curcio

Sono da sempre interessata alle questioni globali, amo viaggiare e conoscere culture diverse, mi appassionano le persone e le loro storie di vita in Italia e nel mondo. Anche per questo, lavoro nella cooperazione internazionale con il ruolo di comunicazione ed ufficio stampa per una Ong italiana. Parallelamente, mi occupo di progettazione in ambito educativo, interculturale e di sviluppo umano. Credo che i media abbiano una grande responsabilità culturale nel fare informazione e per questo ho scelto Unimondo: mi piacerebbe instillare curiosità, intuizioni e domande oltre il racconto, spesso stereotipato, del mondo di oggi.

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