Europa: ignorate 1 milione di firme contro il trasporto degli animali

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Hai firmato negli scorsi mesi la petizione 8Hours lanciata congiuntamente da Animals’ Angels e dal deputato danese Dan Jørgensen, per chiedere il limite di otto ore per i viaggi degli animali destinati alla macellazione? Se si fai parte di quei 1.103.248 cittadini che si sono rivolti alle istituzioni europee per agire contro il problema più serio nel trasporto degli animali: la lunghezza del viaggio. L'applicazione delle norme esistenti, infatti, non è sufficiente se i viaggi a lunga percorrenza non saranno limitati e il Commissario europeo per la Salute e la Tutela dei consumatori John Dalli, lo scorso 7 giugno, ha annunciato che la Commissione Europea proporrà una revisione della normativa comunitaria che includerà una riduzione dei tempi di trasporto per garantire un livello accettabile di benessere degli animali: “Entro il 2014 - aveva dichiarato il Commissario Dalli - la Commissione elaborerà una proposta legislativa su un approccio olistico al benessere degli animali e, naturalmente, darà anche indicazioni inerenti il trasporto di animali“.

Ora, dopo poco più di una settimana, Dalli sembra averci ripensato, lasciando di stucco tutti, anche chi il 7 giugno a margine di quella riunione con un numero ristretto di parlamentari europei, rappresentanti di Ong e leader di organizzazioni europee per il benessere degli animali ha consegnato la petizione. “Dalli - hanno denunciato le Associazioni Animals’ Angels ed Italian Horse Protection - è tornato alla vecchia linea secondo cui ora non è il momento di proporre modifiche alla legislazione”.

Christa Blanke, fondatore e presidente di Animals' Angels, ha dichiarato: “Lo stesso Commissario, di fronte alle telecamere, ha confermato la promessa fatta che avrebbe pubblicato una proposta di modifica del regolamento entro il 2014. L'attesa di altri due anni per iniziare ad alleviare la sofferenza di milioni di animali, con le regole attuali che chiaramente non possono essere attuate, è un tempo lungo, ma abbiamo deciso di sostenere il Commissario nel momento in cui aveva finalmente riconosciuto questa necessità. Una completa inversione di tendenza in pochi giorni ci preoccupa, sia come protettori degli animali, che come cittadini comunitari: a chi risponde il Commissario europeo?”. “Ancora più scandaloso - ha proseguito Blanke - è il fatto che saremmo apparsi come dei bugiardi, se non avessimo il video della sua dichiarazione. Questo comportamento è assolutamente inaccettabile. Chiediamo alla Commissione di rispettare il suo mandato conferito dal Trattato dell’Unione, di proteggere gli animali e di iniziare a lavorare immediatamente alla revisione del Regolamento 1/2005. Questa è oggi l'unica alternativa dignitosa alle dimissioni per aver cercato di negare le sue stesse promesse ai rappresentanti dei cittadini dell’Unione Europea.”

Dello stesso avviso è anche Adolfo Sansolini, coordinatore della campagna 8Hours che si è detto, “Sconvolto nel vedere come il Commissario Dalli non stia ascoltando le richieste di ben oltre un milione di cittadini e della maggior parte dei loro rappresentanti eletti […] Adesso siamo preoccupati che, anche se il signor Dalli dovesse tornare alla sua promessa di presentare una proposta entro il 2014, non ci sarebbe comunque la volontà politica di realizzarla. Chiediamo pertanto l'immediata revisione del regolamento europeo nelle parti che in alcuni casi non sono state attuate per oltre venti anni e dove oggi abbiamo nuove evidenze scientifiche disponibili, come richiesto dal Regolamento stesso. E al Commissario, che non è più nella posizione di chiederci di attendere altri due anni per vedere una proposta, offriamo piena collaborazione, come al solito, ma per identificare i problemi e definire le soluzioni, non per accampare alibi” ha concluso Sansolini.

Di fatto nonostante la petizione 8Hours non sia un’iniziativa dell’European Citizens Initiative (Eci), perché non sarebbe stato giuridicamente possibile lanciarla prima del 1° aprile 2012, ha raccolto il sostegno di oltre 130 membri del Parlamento europeo e di un maggior numero di cittadini di quanto richiesto dall’Eci stessa, “una circostanza che - ha spiegato la Lega Anti Vivisezione - la Commissione non può ignorare, perché minerebbe la credibilità di strumenti democratici dell'Unione Europea come, appunto, l’Eci stesso". Inoltre per Roberto Bennati, vice presidente della Lav “Ogni ulteriore ritardo nella modifica del Regolamento 1/2005 costituirebbe una violazione dell'art. 13 del Trattato, che stabilisce come l'Unione e gli Stati membri, dal momento che gli animali sono esseri senzienti, devono tenere pienamente conto delle esigenze di benessere degli animali, rispettando nel contempo le disposizioni legislative o amministrative e le consuetudini degli Stati membri relative, in particolare, ai riti religiosi, le tradizioni culturali e il patrimonio regionale, non solo gli interessi economici di pochi, contro il parere della maggioranza degli europei” ha precisato Bennati. “Il Governo italiano, con il Ministero della Salute, ora decida di sostenere la revisione del Regolamento 1/2005 in occasione dei prossimi Consigli dei Ministri in UE - ha concluso Bennati - questo è quanto vogliono i cittadini italiani che hanno sostenuto la campagna 8Hours, questo aiuterebbe a ridurre le sofferenze degli animali e l’inquinamento ambientale che il trasporto di animali vivi comporta”.

L’improvviso cambiamento di opinione del Commissario Dalli non ha in ogni caso scoraggiato le Associazioni animaliste e protezioniste europee che hanno ora annunciato una nuova iniziativa per ricordare al Commissario Dalli che è “tenuto ad operare per conto dei cittadini europei e per la protezione degli animali, non contro di loro”. Per questo un rapporto aggiornato sul trasporto di animali vivi, pubblicato solo poche settimane fa, è disponibile per il download sullo stesso sito di 8Hours, dove i visitatori sono invitati ad inviare una lettera al commissario Dalli per protestare contro la negazione delle proprie parole e per chiedere un’immediata modifica delle norme in materia di trasporti, che consentono ancora l’estrema sofferenza di milioni di animali sulle strade di tutta Europa.

Alessandro Graziadei

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