Europa: chimica, detox su famiglie e animali

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Svelenati da sostanze chimiche - Wwf

Ben 73 sostanze chimiche artificiali sono state riscontrate nel sangue di ciascun componente (nonne, mamme e figli) di 13 famiglie europee: 12 i paesi "testati" dal biomonitoraggio per la Campagna Detox-Svelènati. Il Wwf ha presentato i risultati del test effettuato su un campione di famiglie, che ha coinvolto tre generazioni diverse appartenenti a 12 nazioni europee. Il più alto numero di agenti chimici è stato ritrovato nella generazione delle nonne, nel cui sangue "scorrono" vecchi contaminanti come DDT e i PCB. Nel sangue delle nuove generazioni, invece, un numero maggiore rispetto a quello delle loro madri di sostanze chimiche (59 contro 49). Per alcune sostanze le più alte concentrazioni sono state trovate nel sangue dei più giovani, come ritardanti di fiamma polibromurati e muschi artificiali.

Da oltre un anno il Wwf ha ricercato più di 320 inquinanti chimici nel sangue di membri del Parlamento europeo, deputati e senatori italiani e testimonial: in tutti i casi si sono "svelati" micidiali cocktail di agenti chimici artificiali per i quali il WWF una severa regolamentazione europea. "L'industria e i legislatori Europei devono rendersi conto dell'impossibilità di controllare adeguatamente le sostanze pericolose e della necessità, quindi, di veder affermato il principio di sostituzione nella nuova regolamentazione europea in materia di sostanze chimiche, REACH - ha dichiarato Mariagrazia Midulla, Responsabile Campagne Internazionali Wwf Italia - L'attuale testo di legge, invece, sta subendo gli attacchi delle lobby dell'industria chimica, che si oppone ad una rigorosa normativa in materia: dopo il passo positivo in commissione Ambiente, ci auguriamo che i legislatori ricordino le responsabilità del loro mandato in termini di protezione della salute umana e dell'ambiente anche nel voto in plenaria, a metà novembre".

Il prossimo 11 ottobre si terrà la testimonianza direttamente a Bruxelles della famiglia di Bari che incontrerà i rappresentanti del Parlamento Europeo ai quali chiederanno esplicitamente di votare a novembre in sede plenaria il regolamento REACH e che affermati principi di rigore ed efficacia per la salute umana e dell'ambiente. Nei giorni scorsi è stata illustrata la "Settimana contro la chimica nociva" che si svolgerà dal 20 al 27 ottobre, una campagna di informazione promossa dal WWF con il Segretariato Sociale Rai. Intanto la Commissione Politiche Comunitarie del Senato, nel corso dell'esame della Legge Comunitaria 2005, ha approvato un Ordine del Giorno che impegna il Governo italiano a considerare i diritti animali nell'ambito della proposta di regolamentazione delle sostanze chimiche denominata REACH (Registration, Evaluation and Authorisation of Chemicals), all'esame del Parlamento Europeo. "Questo Ordine del Giorno rappresenta una precisa linea d'azione sui test animali e sui metodi ad essi alternativi, che i riferimenti italiani in sede europea dovranno rappresentare, alla quale lo stesso Governo è vincolato". - Commenta Gianluca Felicetti, responsabile Rapporti Istituzionali LAV.

La legislazione vigente sul controllo dei prodotti dell'industria chimica prima della loro immissione sul mercato (Direttiva 67/548CEE emendata dalla Direttiva 79/831/CEE), è infatti insufficiente a garantire la salute dell'ambiente e dei suoi abitanti, dal momento che tutti i prodotti commercializzati prima del 1981 non sono regolati da tale normativa esponendo i cittadini e l'ambiente a pericoli e danni. La proposta REACH, però, prevede l'esecuzione di test di tossicità su animali per circa 30.000 sostanze da anni sul mercato, molte delle quali già sperimentate su animali con esiti negativi circa la loro pericolosità sull'uomo, ma oggi ritenute pericolose grazie a evidenze derivate dall'uomo stesso. La LAV, insieme ad altre associazioni animaliste europee, ha chiesto modifiche al REACH che promuovano il finanziamento e l'impiego di tutti i metodi non animali disponibili, certamente affidabili e predittivi, e l'Ordine del Giorno appena approvato dalla Commissione Politiche Comunitarie del Senato è un passo che va nella direzione di queste modifiche. [AT]

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