Afghanistan: record di produzione dell'oppio con la 'tacita accettazione' delle truppe straniere

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Coltivazione di oppio in Afghanistan

La produzione di oppio in Afghanistan è cresciuta in un anno del 34% e nel 2007 arriverà a 8.200 tonnellate. Lo rivela un rapporto dell'Ufficio Onu contro la droga e il crimine (Unodc) che definisce "spaventosi" i livelli raggiunti anche se in diverse province è stata cessata la coltivazione. Il rapporto dimostra come l'estensione delle piantagioni sia cresciuta nel 2007 del 17%, pari a 193.000 ettari, rispetto ai 165.000 dello scorso anno con una produzione media di 42,5 kg per ettaro, mentre lo scorso anno era di 37 kg.

"L'Afghanistan può praticamente considerarsi l'esclusivo fornitore mondiale di oppio: oggi la sua produzione copre il 96% del mercato mondiale degli oppiacei" - ha commentato Antonio Maria Costa, Direttore dell'Unodc sottolineando che "escludendo la Cina nel XIX secolo, nessun altro paese ha mai prodotto narcotici a un tale livello". L'estensione delle terre utilizzate per coltivare l'oppio in Afghanistan è infatti attualmente maggiore che tutta la coltura della coca in America latina, Colombia, Perù, e Bolivia messe insieme.

 

Il rapporto dell'Undoc sulla produzione dell'oppio Afghanistan
(in inglese .pdf)

Se in alcune provincie, come a Balkh, la coltivazione è stata azzerata nel Sud-est del paese, a dispetto di una situazione economica relativamente buona, la coltivazione di oppio è esplosa a livelli senza precedenti: circa il 70% di tutto l'oppio prodotto in Afghanistan, proviene dalle 5 province che confinano con il Pakistan e tra queste Hilmand e Kandahar sono le principali. "Tra il 1996 e il 2000 le aree controllate dai Talebani produssero 15.000 tonnellate di oppio: l'unica risorsa che il regime esportava. Nel 2000, il leader talebano Mullah Omar bandì la coltivazione di oppio, ma non l'esportazione. Oggi i Talebani hanno cambiato nuovamente posizione e con l'oppio possono comprare armi e pagare i guerriglieri" - ha spiegato Costa.

Il Direttore dell'Unodc ha accusato anche le truppe straniere nelle province confinanti con il Pakistan di "tacita accettazione del traffico di oppio in cambio di informazioni d'intelligence e sostegno occasionale durante le operazioni contro i Talebani e Al Queda". "Considerando la relazione simbiotica tra terroristi e trafficanti, i militari che operano in Afghanistan dovrebbero avere un forte interesse nel sostenere le operazioni anti-droga: la distruzione dei laboratori di eroina, la chiusura dei mercati della droga e la cattura dei trafficanti" - ha aggiunto il Direttore dell'Unodc. Secondo Costa "la metastasi della droga, favorita dalla corruzione, si è diffusa in tutto il Paese". "La benigna tolleranza del governo nei confronti della corruzione sta compromettendo il futuro del Paese: nessun Paese ha mai costruito la sua prosperità sul crimine" - ha concluso il Direttore dell'Unodc. [GB]

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