Disabilità nella manovra 2019: un bilancio della legge di bilancio (1)

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Foto: leggioggi.it

Che novità ci sono per la disabilità nella Manovra 2019? Quali sono i lati positivi, quali i negativi, quali aspetti sono stati modificati e quali, soprattutto, lasciano intravedere sviluppi incoraggianti? Dopo aver visto che purtroppo Roma non può ancora dirsi una città per disabili, abbiamo provato a rispondere per vedere se questo, invece, può dirsi uno Stato per disabili. 

LA MANOVRA

1. Decreti attuativi "La Buona Scuola"- La legge 107/2015, anche chiamata "La Buona Scuola", fu prevista ed approvata dal governo Renzi. La disposizione delle novità previste nei riguardi delle persone disabili, e più in generale un incisivo ripensamento di tutto l'impianto normativo del settore, vennero affidate al decreto attuativo 66/2017: profondamente innovativo e pensato per una più moderna concezione del sostegno verso le disabilità, esso presentava molti elementi di forte discontinuità con il passato, dal criterio del profilo di funzionamento alla elaborazione di piani educativi personalizzati, oltre alla costituzione del Gruppo Territoriale di Inclusione (GIT) come ente centrale nell'individuazione dei criteri di assegnazione delle ore di sostegno. 

Il decreto doveva diventare effettivo a inizio 2019 ma il governo ha deciso di rinviarne l'entrata in vigore a settembre, principalmente per i dubbi legati proprio alla preponderanza del GIT nei confronti della scuola nella decisione sulle ore da assegnare. Sempre attuativo de"La Buona Scuola" è il decreto 59/2017, modificato dalla legge di bilancio, che ora prevede che il docente che abbia conseguito valutazione positiva sia cancellato dalle graduatorie in cui era inserito(graduatorie di merito, di istituto o a esaurimento) e confermato in ruolo presso l'istituto scolastico dove è stato in prova: lo stesso istituto dove è tenuto a rimanere per almeno 4 anni, a meno di esuberi. Nell'individuazione dei requisiti di accesso ai concorsi per i posti di sostegno, è stato introdotto il criterio del superamento di percorsi di specializzazione per attività di sostegno didattico ad alunni con disabilità.

2. AEC e spese per il sostegno -Riguardo il finanziamento delle mansioni legate all'AEC (assistenza per autonomia e comunicazione personale)di alunni con disabilità fisiche o sensoriali, è stato stanziato un incremento di spesa per 25 milioni di euro, per ciascun anno dal 2019 al 2021. Si tratta anche qui di una decisione importante, che va a muovere le acque in una questione che era rimasta bloccata dalla soppressione delle province; anche se c'è da dire che, nonostante la lettera della legge, non si può parlare di vero e proprio aumento dato che non era presente una cifra di previsione del 2019 nella precedente manovra. 

Decisamente negativa, invece, la decisione dei tagli alle spese di sostegno per gli alunni disabili, decurtamento crescente e progressivo fino al 2021, e che, come ha sottolineato Toni Nocchetti sul Fatto Quotidiano, avrà l'effetto pratico di negare circa 40mila insegnanti specializzati ad oltre 200mila famiglie di alunni disabili. I fondi per "l'integrazione scolastica di studenti con bisogni educativi speciali", infatti, e specificamente quelli per l'istruzione di primo grado, passano dai 3,65 miliardi del 2018 ai 3,49 del 2019, per poi scendere ancora a 3,08 nel 2020e a 2,45 nel 2021.

3. Il travagliato percorso del "Dopo Di Noi"- Particolarmente perigliosa la vicenda legata alla legge n.112/2016, anche detta "Dopo di Noi". Si tratta, al netto delle idee politiche, di un provvedimento molto importante e a suo modo innovativo che ha saputo disegnare un orizzonte di medio-lungo periodo in tema di inclusione delle persone disabili e di assistenza nei loro confronti, anche e soprattutto in caso di dipartita di familiari o caregivers che se ne occupano. In vigore dal 25 giugno del 2016, la legge mette a disposizione fondi pubblici(sostegno alla deistituzionalizzazione, fondi di assistenza) e privati(liberalità in denaro o natura, sgravi sulle polizze assicurative, fondi speciali, la costituzione di vincoli di destinazione e ditrust) e dà alla Regione un ruolo prioritario nella definizione degli indirizzi di programmazione- propedeutici all'erogazione dei fondi.

All'approvazione della norma era stato previsto un ammontare di 128 milioni di euro per il biennio 2016-201790 milioni per il 2016 e 38,3 per il 2017; mettendo da parte l'analisi sull'insufficiente attuazione delle misure del "Dopo di Noi" soprattutto a causa della mancata redazione del progetto individuale - analisi, messa a punto dall'ANFFAS a due anni dall'approvazione della norma, che vedeva solo 4 Regioni aver completato il progetto - , qui ci interessa notare che le risorse economiche dedicate alla ripartizione regionale 2018/2019 del fondo erano state tagliate, come riporta il decreto 15/11/2018. In origine l'ammontare dei fondi per il biennio in esame era stato fissato a 112,2 milioni di euro, cioè 56,1 all'anno; importo di annualità poi decurtato a 51,1 milioni e confermato per l'anno successivo, per un taglio complessivo che, nel biennio, arrivava dunque a 10 milioni di euro. La LEDHA (Lega per i Diritti delle persone con Disabilità) è stata la prima a lanciare l'allarme tra le associazioni di settore.

Allarme che, come spesso accade, invece di stimolare una riflessione sul merito della questione ha suscitato soprattutto un rimpallo di responsabilità politicheche ha visto il segretario del Pd Martina attaccare duramente il governo Conte e addossargli la paternità della sforbiciata. Per la cronaca l'origine del taglio è da rintracciare nel DDL Bilancio dell'ottobre del 2017(poi approvato nel dicembre 2017), redatto dal Governo Gentiloni per mano dell'allora ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. Con la Legge di Bilancio 2019, per fortuna, pare che il taglio sia stato cancellato e che le risorse previste siano tornate a 56,1 milioni annui, perlomeno per il 2019; lo si legge al comma 455 dell'articolo 1 del testo in Gazzetta Ufficiale, ed è un sospiro di sollievo che registriamo volentieri.

4. Cani guida,caregivers, nuovi e vecchi FondiLa manovra istituisce l'aumento a mille euro della detrazione forfettaria per la spesa di mantenimento sostenuta dai ciechi per i cani guida. Si rimane perplessi, tuttavia, di fronte alla specifica che esclude la fruibilità della detrazione da parte della famiglia delle persone cieche

Una misura che invece sembra ben pensata è quella che, confermando l'impianto della precedente manovra, conferma e amplia il Fondo per i caregiver sfamiliari, figure peculiari che si occupano a tempo pieno della cura e del sostegno dei disabili pur non facendolo a livello professionale. L'importo aumenta a 25 milioni di euro per 2019 e 2020, e 5 milioni per il 2021; sebbene si tratti di fondi per ora bloccati, dato che alla lettera della scorsa Legge di Bilancio non sono ancora seguiti gli interventi normativi, il provvedimento conserva comunque l'effetto positivo di istituzionalizzare la figura del caregiver, e, mantenendo obbligatoriamente nel perimetro del Fondo anche gli eventuali soldi non spesi, di regolamentarne severamente il profilo normativo. Bisogna dunque attendere una discussione su un testo condiviso, il ritorno alle Camere e la definitiva approvazione per lo sblocco dei finanziamenti. 

"Neonato" è invece quello che la Legge di Bilancio chiama Fondo per l'inclusione delle persone sorde o con ipoacusia, il cui budget è fissato in 3 milioni di euro per il 2019, 1 milione per il 2020 e 3 milioni per il 2021. L'impianto di questo nuovo Fondo pare decisamente improntato alla diffusione e alla miglioria dellinguaggio dei segni, la cui incentivazione, seppur accompagnata anche da diverse metodologie comunicative (c'è un riferimento al videointerpretariato, per esempio), emerge come preponderante. Aumenta anche, dopo un iniziale taglio e le successive proteste, l'ammontare del Fondo Non Autosufficienze, e, seppure con un profilo dai contorni normativi ancora troppo sfumati, la manovra dà vita al Fondo per accessibilità e mobilità delle persone con disabilità - la cui stesura andrà concordata tra Ministero dei Trasporti, Economia e Interno - , con l'intento di dare una regolamentazione e un controllo più stringenti alla circolazione dei veicoli con contrassegno per disabili.

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Michele Focaroli

Classe 1988, Roma, nato, cresciuto e allevato in mezzo ai giornali, che - insieme al caffè - a casa non sono mancati mai, nemmeno per un giorno. Ho studiato Relazioni Internazionali, unendo così la passione per lo studio a quello per la scrittura, che pratico con continuità da qualche anno. Da tempo mi occupo prevalentemente di Medio Oriente, cercando di far emergere, oltre al quadro geopolitico, il contesto sociale e le istanze delle popolazioni locali. Essenziale, in questo senso, è stato l'anno di Servizio Civile in FOCSIV, che mi ha insegnato a coniugare la professionalità con la passione, e a non perdere mai d'occhio la centralità delle persone. Mi piace approfondire, problematizzare, mettermi alla prova; cerco di ascoltare e di capire prima di parlare e di scrivere. Appena posso mi piace viaggiare, e, più di tutto, amo la musica, che riempie la mia testa e le mie mani ogni giorno: la ascolto, provo a scriverla, poi con la chitarra cerco di darle una forma.

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