Cambiamenti climatici: l’urgenza di agire prima che sia troppo tardi

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l riscaldamento del pianeta è ormai un’evidenza consolidata a livello scientifico con impatti sempre più devastanti sulla vita degli esseri umani e sugli ecosistemi naturali. Gli effetti sono ormai sotto gli occhi di tutti: l’aumento del livello del mare e dell’intensità di eventi meteorologici estremi, come siccità e alluvioni, la fusione accelerata sia dei ghiacciai marini dell’Artico che di quelli continentali della Groenlandia, dell’Antartide e delle grandi catene montuose come le nostre Alpi. Oggi l’estensione dei ghiacciai in Trentino si è ridotta a meno di un terzo del suo massimo raggiunto a metà del 1800. Le cause sono attribuite alle emissioni di gas serra, anidride carbonica e metano in particolare, dovute all’utilizzo di combustibili fossili, all’allevamento e all’agricoltura intensivi, alla deforestazione e al cambio di uso del suolo. Le responsabilità risiedono quindi nelle attività umane, nel consumo di energia e di risorse e nella produzione del cibo.

Anche in Trentino sono numerosi gli impatti e le evidenze dei cambiamenti climatici su importanti settori dell’economia locale, come agricoltura e turismo, sulla salute umana e su risorse, finora ritenute garantite, come acqua e suolo. Un campanello d’allarme è suonato con le ferite lasciate dall’eccezionale ondata di maltempo di fine ottobre dello scorso anno che ha provocato ingenti danni al territorio, al paesaggio e al patrimonio forestale a causa di piogge e venti estremi come mai osservati negli ultimi 150 anni di dati disponibili. Le precipitazioni in molte località sono state superiori a quelle che causarono le alluvioni nel 1966 e nel 1882 che sono ricordati come gli eventi meteorologici più drammatici accaduti negli ultimi due secoli.

I climatologici ci spiegano che in futuro tali eventi potranno aumentare in frequenza e soprattutto in intensità al punto da essere definiti “inauditi”, cioè straordinari e senza precedenti nella storia conosciuta di osservazioni. Cosa possiamo e dobbiamo fare per rallentare il riscaldamento globale e limitare i potenziali impatti nel futuro? Dobbiamo agire rapidamente contribuendo innanzitutto alla riduzione delle emissioni di gas serra modificando le nostre abitudini quotidiane nel consumo di energia e cibo. Dobbiamo intensificare gli sforzi nel risparmio energetico, nell’utilizzo di fonti rinnovabili, nei trasporti, riducendo l’uso dell’auto e privilegiando il mezzo pubblico, nell’edilizia sostenibile, nella riduzione dei rifiuti e nell’assunzione di stili di vita consapevoli. Ma altrettanto importante sarà ridurre il consumo di carne, privilegiare la frutta e la verdura di stagione, favorire i produttori locali e biologici.

Se importanti sono le azioni individuali ancor più importante è l’azione politica che deve sostenere e guidare le azioni dei singoli. Sarà quindi sempre più urgente la pressione dei cittadini verso i responsabili della politica perché siano adottate azioni più ambiziose anche in Trentino. I prossimi anni saranno poi decisivi per definire una strategia locale di adattamento ai cambiamenti climatici per ridurre i potenziali impatti ma anche per cogliere le opportunità che questi cambiamenti comportano.

In un recente rapporto la comunità scientifica ha reso noto all’opinione pubblica internazionale che abbiamo circa 20 anni per contenere il riscaldamento globale entro soglie che consentirebbero all’umanità di gestirne gli impatti che altrimenti rischierebbero di essere devastanti per gran parte del Pianeta e le nostre Alpi non ne saranno esenti. Dell’urgenza di agire se ne sono accorti i giovani che, spinti dall’azione di una studentessa svedese, Greta Thunberg, hanno promosso mobilitazioni in tutti il mondo per chiedere un’azione globale concreta. Per il loro futuro e per quello del nostro pianeta abbiamo un’unica scelta: ascoltiamoli!!! 

Roberto Barbiero fisico e climatologo, coordina l’Osservatorio Trentino sul Clima

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