Il cambiamento climatico dipende dagli investimenti delle grandi banche

Stampa

Foto: Banca Etica 

Banca Etica aderisce alla mobilitazione mondiale per il clima. Il giorno 27 Settembre fino alle ore 13.30 gli uffici e le filiali di Banca Etica rimarranno chiuse. Ne abbiamo parlato con Anna Fasano, Presidente.

Qual è il senso dell’adesione di Banca Etica allo sciopero globale di FFF?

Siamo molto colpiti dalla determinazione e dall’energia del movimento Fridays For Future che in pochi mesi ha ottenuto di mettere la questione climatica e ambientale in cima alle agende di governi, istituzioni sovranazionali e opinione pubblica. Quando il comitato soci-lavoratori di Banca Etica ha proposto al cdA e alla direzione di aderire alle manifestazioni del 27 settembre, abbiamo pensato che meritassero tutto il nostro supporto. Le collaboratrici e i collaboratori del Gruppo Banca Etica saranno nelle piazze insieme ai componenti del CdA e ai soci e alle socie che da oltre 20 anni credono che un modo diverso si costruisce anche cambiando la finanza e per questo hanno fatto nascere e stanno facendo crescere la nostra banca. Direi che non potevamo mancare!

Le banche hanno una responsabilità  importante nel riscaldamento globale, vorresti approfondire questo aspetto?

Il movimento dei Fridays For Future ha l’incredibile merito di avere da subito messo la finanza globale al centro delle loro attività di sensibilizzazione. Se il cambiamento climatico è diventato un’emergenza dipende dalla politica, dagli stili di vita individuali, ma anche – moltissimo – dalle grandi banche globali continuano a fare profitti finanziando le imprese responsabili della gran parte delle emissioni. Secondo un’analisi della rete internazionale Banktrack, nei tre anni trascorsi dall’adozione degli Accordi di Parigi per il clima (2016-2018) 33 tra i maggiori gruppi bancari mondiali hanno fornito fin qui 1.900 miliardi di dollari di prestiti al settore dei fossili: una cifra che continua a crescere ogni anno. Ben 600 miliardi sono andati alle 100 imprese che in modo più aggressivo stanno ampliando le attività legate ai combustibili fossili. Di questi 33 gruppi bancari la metà, ovvero 16, sono tra i firmatari dei “Principles for Responsible Banking” recentemente proposti dall’ONU. Ecco… secondo noi non c’è più tempo per il greenwashing, occorrono scelte radicali.

Banca Etica propone da anni un nuovo modello di banca e di credito legato al mondo della solidarietà, delle imprese etiche,della finanza consapevole: come questo modello si inserisce nella necessità di un nuovo modello di società chiesto dai FFF?

La crisi climatica è un’emergenza, ma c’è molto che possiamo fare: lo sanno bene le persone sempre più numerose che scelgono la finanza etica perché rifiutano di affidare i propri risparmi e investimenti a chi li utilizza per finanziare imprese che stanno distruggendo il pianeta.  Banca Etica ed Etica Sgr da due decenni escludono dai propri finanziamenti settori rischiosi per il clima (come il carbone e il petrolio) e per l’ambiente in generale (come il nucleare) o per la collettività (gli armamenti e il gioco d’azzardo). Investiamo invece in tante aziende, grandi e piccole, che guardano al futuro e sviluppano attività innovative nel campo delle energie da fonti rinnovabili, della riduzione della CO2, dei materiali alternativi alle plastiche, della bioedilizia e che costruiscono strumenti che ci permettono di cambiare i nostri stili di vita. Quando abbiamo iniziato eravamo in pochi. Oggi questa sensibilità e consapevolezza è finalmente diffusa e se questo è successo molto lo dobbiamo al movimento di giovani e giovanissimi che ha imposto l’urgenza di una svolta radicale nelle agende delle istituzioni e nell’attenzione dell’opinione pubblica.

Olivier Turquet da Pressenza.com

Ultime su questo tema

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il viaggiare…

16 Gennaio 2020
Tra il 2016 e il 2030 le emissioni di CO2 del turismo legate ai trasporti dovrebbero aumentare del 25%. (Alessandro Graziadei)

I più inquinati al mondo...

17 Dicembre 2019
... sono il Bangladesh, seguito dal Pakistan e dall’India. Per quanto riguarda le città più tossiche il pericoloso primato è tutto indiano. (Alessandro Graziadei)

La politica climatica “in via di sviluppo”

29 Novembre 2019
La raccolta fondi per aiutare i Paesi in via di sviluppo a ridurre le loro emissioni di carbonio ha superato le aspettative. A parole… (Alessandro Graziadei)

Quale sarà il futuro della geotermia italiana?

26 Novembre 2019
Ad oggi la geotermia rappresenta il 6%  dell’energia elettrica prodotta in Italia da fonti rinnovabili, ma esistono margini di sviluppo.  (Alessandro Graziadei...

Città città delle mie brame, chi è la più ecologica del reame?

19 Novembre 2019
La ricerca Ecosistema Urbano 2019 ha valutato 18 parametri che determinano la classifica delle performance ambientali delle nostre città. (Alessandro Graziadei)

Video

Legambiente: Rapporto Comuni Rinnovabili 2009