LAV: sesto Rapporto zoomafia

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Raccolta di firme - www.infolav.org

La Lav presenta il VI° "RAPPORTO ZOOMAFIA": un business di 3 miliardi di euro l'anno. Diminuite le azioni di contrasto delle Forze dell'ordine contro le lotte fra cani, aumentano le indagini su connession tra ippica ufficiale e clandestina e sulla "Cupola del bestiame".

Nel 2003 il giro d'affari della criminalità organizzata legato allo sfruttamento illegale di animali si è mantenuto stabile su circa 3 miliardi di euro: lo riporta la sesta edizione del "Rapporto Zoomafia" della LAV presentato stamane alla Camera dei Deputati.

"Sarebbe errato, però, pensare ad un fenomeno statico - dichiara Ciro Troiano, autore del Rapporto e responsabile dell'Osservatorio nazionale Zoomafia della LAV - In riferimento ai combattimenti, ad esempio, anche se il fenomeno sembra aver raggiunto un "limite economico-criminale" stabile ormai da tempo, l'analisi ha evidenziato come alcuni gruppi organizzati dediti alla cinomachia abbiano invece esteso il loro raggio d'azione su tutto il territorio nazionale, in alcuni casi con ramificazioni internazionali, confermando ancora una volta la "familiarità" del mondo della cinomachia con altri ambiti criminali".

Sebbene lo scorso anno, per la prima volta in Italia, sia stato smascherato un giro di scommesse sui combattimenti fra galli a Roma (sequestrati 64 galli), permane il progressivo ridimensionamento delle azioni di contrasto delle Forze dell'ordine, riferite proprio ai combattimenti tra animali, secondo una tendenza iniziata già negli anni passati: nel 2003 sono state denunciate, infatti, 27 persone rispetto alle 43 del 2002.

Risultano aumentate, invece, le operazioni di polizia contro le corse clandestine di cavalli e le truffe nel mondo dell'ippica: nel 2003 sono state denunciate 361 persone (171 nel 2002), 14 cavalli sequestrati e 7 corse clandestine interrotte. Preoccupante appare l'aumento delle infiltrazioni illegali nel mondo del'ippica "ufficiale". In seguito alla perquisizione di diverse sedi dell'Unire (marzo 2003), i Carabinieri del NAS e la Procura di Milano hanno messo sotto inchiesta un migliaio di corse Tris, svoltesi tra il 1999 e marzo 2003, e scommesse per centinaia di miliardi di vecchie lire: il sospetto è che alcuni cavalli siano stati dopati per truccare le gare. Più evidente invece l'infiltrazione malavitosa emersa nell'ambito dell'operazione "Ribot" che nel gennaio 2003 ha portato all'arresto di 35 esponenti del "clan dei casalesi", accusati di condizionare - attraverso violenze e minacce a fantini e proprietari di cavalli - l'ordine di arrivo di numerose corse ippiche Tris, svoltesi nell'ippodromo di Cirigliano di Aversa (Napoli).

Desta grande preoccupazione l'aumento dei reati relativi alla macellazione clandestina e al traffico di carne: la cosiddetta "Cupola del bestiame" è implicata in reati che vanno dalle truffe ai danni dell'Erario, dell'UE e dello Stato, al traffico illegale di medicinali, dal furto di bestiame, alla falsificazione di documenti sanitari, fino ai gravissimi reati di procurata epidemia e diffusione di malattie infettive, attraverso la commercializzazione di carni provenienti da animali malati, illeciti sempre più spesso perpetrati con l'aiuto di veterinari pubblici. Altro settore di interesse della "Cupola" è quello delle sofisticazioni alimentari. Un caso emblematico, per tutti, quello che ha visto coinvolta la cooperativa di ristorazione "La Cascina" che riforniva le mense di ospedali, scuole materne e caserme del barese, con carni avariate acquistate a prezzi stracciati da alcune ditte locali che provvedevano a modificarne l'aspetto attraverso sostanze chimiche, oltre a falsificare le date di scadenza sulle confezioni.

Trecento scorpioni vivi, di cui 160 delle specie più velenose, scoperti alla fine dello scorso maggio all'aeroporto di Malpensa; due scimmie nascoste in una valigia per un ingresso "illegale" in Italia, trovate il 22 agosto 2003 a Fiumicino: il traffico illecito di animali esotici protetti anche nel 2003 ha fatto registrare dati allarmanti. I sequestri operati dall'Agenzia delle dogane e dal nucleo Cites del Corpo Forestale dello Stato, nel solo periodo tra giugno e settembre 2003 all'aeroporto di Fiumicino, hanno portato al fermo di 50 persone e all'emissione di sanzioni amministrative per oltre 300mila euro per importazione illegale di materiale protetto dalla Convenzione di Washington; 5 denunce penali per importazione illegale di animali vivi protetti; centinaia di borse, portafogli e altri suppellettili di rettile, due tartarughe terrestri e decine di pappagalli esotici vivi. Questa, in sintesi, la portata di un fenomeno che mette a serio rischio di estinzione decine di specie animali e che muove capitali per circa 30 miliardi di euro.

Infine, in questa edizione del Rapporto Zoomafia viene analizzato, per la prima volta, un fenomeno non nuovo, ma mai studiato con attenzione: quello dei "bocconi avvelenati", che per le modalità e i mezzi adottati, le finalità, la diffusione, la pericolosità, costituisce un evento criminale d'interesse nazionale e richiede una strategia di contrasto globale e non limitata ai singoli casi specifici. Tra il 2000 e il 2003, solo in provincia di Firenze, sono stati avvelenati più di 1.100 animali tra cani, gatti, volpi e piccioni.

"Per i traffici criminali contro gli animali possiamo parlare, ormai, di un'industria dello sfruttamento e della violenza, realizzata con modalità spesso sofisticate ed elaborate - dichiara Ciro Troiano, responsabile dell'Osservatorio Zoomafia della LAV - Di contro, non sembra esserci un'adeguata attenzione repressiva da parte delle Forze dell'ordine. Di fronte a veri e propri reati seriali a danno degli animali, che coinvolgono gruppi organizzati, spesso dotati di una preoccupante pericolosità sociale, occorre una visione strategica ed operativa unitaria per contrastare con efficacia tali forme di illegalità".

"Per sostenere efficacemente le indagine delle Forze dell'ordine, chiediamo al Parlamento di approvare celermente la legge "Disposizioni a tutela degli animali" che potrà garantire finalmente una concreta tutela, fra gli altri, agli oltre 15.000 animali sfruttati ogni anno in Italia nei combattimenti clandestini, di cui 5.000 cani condannati a morte certa, ed a diverse centinaia di cavalli e altri animali sottoposti al doping - dichiara il presidente della LAV Adolfo Sansolini - Per quanto tempo ancora chi maltratta o uccide un animale resterà sostanzialmente impunito in Italia mentre in altri Paesi come Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Inghilterra, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera ed Ungheria, verrebbe punito con la reclusione?"

Sabato 3 e domenica 4 aprile, la LAV tornerà in più di 170 piazze d'Italia: presso i tavoli dell'associazione i cittadini potranno firmare una cartolina-appello rivolta al Presidente ed ai Componenti della Commissione Giustizia della Camera e del Senato. Con la cartolina-appello la LAV intende sollecitare l'approvazione della legge "Disposizioni a tutela degli animali" - giunta in terza lettura - per la quale l'associazione ha già raccolto, nello scorso fine settimana, oltre 70.000 firme ed altre 500.000 firme all'inizio dell'iter parlamentare della legge.

Per maggiori informazioni si può telefonare alla LAV tel. 064461325 o consultare il sito internet LAV

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