Arance AIRC e cancro ai topi

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Ricercasenzaanimali.org

Parte dei fondi raccolti con la vendita delle arance nelle piazze italiane da parte dell'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, prevista per sabato 31 gennaio, andranno infatti a finanziare ricerche che consistono nel provocare il cancro ai topi e provare a curarli. Ma i topi non sono uomini in miniatura, e questo genere di ricerche non sono dunque utili per i pazienti umani.

La campagna Ricerca senza Animali si propone di informare i cittadini sulle attivita' delle associazioni che finanziano la ricerca medica, e in particolare sulla destinazione delle donazioni che esse ricevono. Essere informati sulla destinazione dei contributi e' per tutti noi un diritto ed una necessita': solo scegliendo con consapevolezza e' possibile aiutare davvero i malati e al contempo salvare la vita di tanti animali.

L'obiettivo della campagna e' una ricerca medica realmente efficace per gli esseri umani e la convinzione di base, sostenuta da un numero sempre piu' vasto di scienziati, e' che la ricerca su animali, inutile nella migliore delle ipotesi, sia spesso fuorviante e dannosa, e trasformi l'essere umano nell'unica vera ed inconsapevole cavia di ogni nuova cura e di ogni nuovo farmaco.

"Per questo, i volontari antivivisezionisti saranno presenti nei pressi dei tavoli AIRC per distribuire i nostri volantini di controinformazione" - dichiarano gli organizzatori della campagna - "informando le persone che non e' curando i tumori indotti nei topi che si puo' sperare di far guarire gli umani!".

La Campagna e' promossa dai Medici Internazionali, organizzazione che annovera fra i propri membri migliaia di medici e ricercatori antivivisezionisti in tutto il mondo, il cui Presidente Prof. Giulio Tarro ha ottenuto importanti successi e riconoscimenti nel campo della ricerca oncologica. Naturalmente, senza animali.

Precisano gli scienziati: "Su piu' di 300 composti chimici sottoposti a test su ratti e su topi, e' risultato che il 46% dei prodotti cancerogeni per i ratti non lo erano per i topi. E viceversa. Ad esempio, alcune sostanze provocano tumori al fegato nei topi, ma sono innocue per ratti e criceti. Tra questo genere di test e tirare una moneta e' meglio tirare una moneta... vi sono piu' probabilita' di successo!"

E' per questo che la storia della ricerca su animali e' costellata di dichiarazioni del tipo "Grande successo! Curati i topi/cani/criceti/.... Tra pochi anni sara' messa a punto una cura per l'uomo". Salvo poi non portare mai a nulla. E cosi' accadono casi come quello del dott. Folkman: all'indomani dell'annuncio sul New York Times del 3 maggio 1998 di una presunta cura contro il cancro da lui scoperta, che, secondo il Times, avrebbe curato il cancro in due anni, il ricercatore ha dichiarato: "Tutto ciò che posso dire è che, se sei un topo e hai un tumore, ti possiamo aiutare".

Alla luce di queste precisazioni si rende obbligatorio un sollecito deciso affinche' AIRC, ANLAIDS, AISM, Telethon, e tutte le altre fondazioni che finanziano esperimenti su animali, abbandonino questa strada e a proseguano invece sulla via della vera ricerca scientifica.

I volontari antivivisezionisti non smetteranno di combattere l'uso degli animali nella ricerca medica, e continueranno a diffondere i volantini Ricerca senza Animali in ogni occasione pubblica organizzata dalle associazioni per la ricerca che utilizzano ancora animali negli studi da loro finanziati.

Fonte: Campagna Ricerca senza Animali

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