Beipangjiang: una delle sfide della Cina

Beipangjiang, Cina (fonte: Ap Images)

Come sempre la Cina sa impressionarci con le sue straordinarie imprese. Pochi giorni fa, il 30 dicembre 2016, le prime auto hanno attraversato questo ponte a quattro corsie di 1,34 chilometri, ad un'altezza di 565 metri dalla vallata sottostante. Sono state messe in collegamento le città montane di Xuanwei nella provincia dello Yunnan e Liupanshui nel Guizhou. Assomiglia più ad un filo teso tra due scarpate che non ad una strada per sole automobili, pronto a sfidare il più temerario dei funamboli: il progetto tiene conto del fatto che a quelle vertiginose altezze le raffiche di vento sono particolarmente feroci e pericolose e i collaudi sembrano confermarne la validità e credibilità. E allora ecco che per andare da una città all'altra non ci si impiega più cinque ore, bensì una. Dal tempo di percorrenza si evince che la velocità sul quel breve chilometro e mezzo scarso deve essere assolutamente moderata. Massima prudenza, quindi, durante l'attraversamento. Ottimo risultato dal punto di vista delle comunicazioni tra comunità, dal punto di vista dei costi e della sostenibilità economica forse permangono ancora alcuni dubbi. Qualcuno osa scrivere che siano stati spesi nei tre anni di costruzione 144 milioni di dollari USA. Tanto, forse troppo, per un paese dalle mille contraddizioni e segnato da una ineguale redistribuzione della ricchezza che ancora resta una delle principali cause delle diseguaglianze sociali, economiche, culturali tra i cinesi, dopo le continue violazioni dei diritti umani.

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