Un Natale più sobrio?

In Italia i problemi reali di questo Natale investono i nonni che non sanno più se riusciranno a mantenere, a proprie spese, figli e nipoti. Per molti sarà un Natale più sobrio; nulla a che vedere con la sobrietà felice ma con molto con quella coatta. Non scelta. Alcuni sfogano la propria rabbia in strada con il neonato movimento di protesta. Verso cosa non è dato sapere. Altri si rintanano nelle loro case non potendosi permettere vacanza alcuna. Per una minoranza, invece, lo spreco sarà tale da non aver precedenti. Sarà un modo, attraverso il consumo sfrenato, d’illudersi di creare un’atmosfera Natalizia già conosciuta durante l’infanzia. Si abbuffano dimenticandosi che la caratteristica propria della mangiatoia è l’assenza di cose. Nè panni e né fuoco. Tra coloro che si tufferanno nelle cose tipiche del capitalismo avremo anche molti stranieri che per decenni sono stati privati del “privato” nei loro stati ex od ancora comunisti. In un mondo che vede gli obesi ormai raddoppiare il numero degli affamati, le politiche redistributive hanno più senso di prima: dare un po’ per ciascuno.

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Febbraio 2020

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