Sud Sudan, guerra e speranza (che non muore)

Un abbraccio di pace e Buon Natale!

La situazione nel Paese resta molto critica: un conflitto di potere tra il presidente Salva Kiir di etnia Dinka e il suo ex (che ha dismesso alcuni mesi fa) Riak Machar di etnia Nuer rischia di trasformarsi in un conflitto etnico. Si parla di un fallito colpo di stato tentato da sostenitori di Machar la scorsa domenica. Nello scontro sembra siano morti più di 500 soldati. La gente di Juba si è rifugiata nel compound di UN in cerca di protezione. Il conflitto si sta estendendo ad altre aree di prevalente etnia nuer (sostenitori di Machar). In Jonglei state tre soldati di UN sono stati accerchiati e uccisi da un numeroso gruppo di giovani nuer. Nello stato di Lake sembra che il comandante della divisione dell'esercito si sia schierato a fianco di Machar e i ribelli abbiamo preso il governo. La gente fugge in preda alla paura nei compound di UN o nei villaggi (si stima 65000 persone abbiamo già lasciato le loro case). Le ONG stanno evacuando il loro personale.

A Wau, Western Bahr al Gazal, da dove vi scrivo, la gente è molto preoccupata ma la situazione è tranquilla. La gente prega e vuole la pace. Ha già sofferto troppo. Noi continuiamo il nostro servizio in ospedale. Ogni creatura che nasce è per noi una preghiera e un segno di pace! E i parti sono sempre tantissimi! Preghiamo che possiamo accogliere il piccolo Gesù, principe della Pace e tornare a far sorridere tanti piccoli tristi e spaventati. Buon Natale.

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Febbraio 2020

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