Burkina Faso: un giornalista alla Commissione elettorale nazionale

Newton Ahmed Barry, al centro seduto con alcuni nuovi membri della CENI lunedì 25 luglio 2016 a Ouagadougou (fonte: burkina24.com)

La libertà di stampa in Burkina Faso secondo il Freedom Press Index 2016 è un diritto abbastanza acquisito; dall'indice sembrerebbe che l'Italia abbia molto da imparare in questo ambito dal paese sub-sahariano che occupa la 42° posizione in graduatoria mentre il paese europeo è solo  77°. Senza sindacare sui complessi criteri e modalità di calcolo di questo indice, è sicuramente interessante segnalare che il Burkina, nonostante tanti anni di regno di Monsieur Compaoré, ha saputo costruire un sistema d'informazione indipendente, impegnato, capace di fare inchiesta. Dal giornale satirico Le journal du jeudi nato nel 1991, a L'Indépendent fondato nel 1993 da Norbert Zongo, assassinato nel 1998 al quale anche Alpha Blondy ha dedicato una canzone, a L'Evénement creato nel 2001. Si tratta di giornali con posizioni critiche nei confronti della politica governativa del periodo precedente l'epoca Roch Christian Kaboré. Questi giornali, hanno rappresentato una palestra di formazione per numerosi giornalisti come Newton Ahmed Barry che lunedì 25 luglio 2016 è stato eletto all'unanimità presidente della Commissione elettorale nazionale indipendente (CENI) per i prossimi cinque anni. Barry è un giornalista d'inchiesta, transitato all'inizio della sua carriera per la televisione nazionale prima di passare al giornale di Norbert Zongo e di fondare in seguito, con un gruppo di colleghi, la nuova redazione de L'Evenement. I compiti che attendono la nuova squadra della Commissione elettorale sono sfidanti. C'è innanzitutto da ricostruire la fiducia nell'istituzione e soprattutto di riportare nei burkinabé il gusto politico del voto, espressione della libertà di scelta di ogni cittadino e cittadina. Non da meno, l'altra questione sulla quale dovrà lavorare è il voto dei burkinabé all'estero. Secondo lo IOM, l'organizzazione internanzionale per le migrazioni, nel 2015 il 7,43% dei cittadini burkinabé viveva all'estero, cioè 1.453.378. Numeri importanti quando si tratta di voti e non solo. Speriamo che libertà di stampa, etica del giornalismo impegnato e costruzione di una società ben informata e critica possano essere elementi che la Commissione riesce ad adottare e a trasformare in ambito elettorale. Non resta che augurare buon lavoro alla nuova Commissione e attendere i migliori risultati possibili. 

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