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<rss version="2.0"><channel><title>Unimondo</title><link>http://www.unimondo.org</link><description>Ultime notizie</description><language>it-IT</language><item><pubDate>Wed, 19 Jun 2013 04:00:00 GMT</pubDate><title>Migranti: la mentalità degli italiani sta cambiando?</title><link>http://www.unimondo.org/Notizie/Migranti-la-mentalita-degli-italiani-sta-cambiando-141218</link><description>&lt;p&gt;Arriva l’estate ed ecco il bollettino di guerra che giunge dalle rotte delle migrazioni: si contano i morti, si parla di emergenza. Tutto sembra ripetere il medesimo copione. Rispetto agli anni scorsi però assistiamo a un cambio di mentalità: la visione leghista arretra, gli insulti verso gli stranieri sono stigmatizzati da sempre più persone, qualcosa si muove anche a livello governativo. Secondo l’Istat la stragrande maggioranza degli italiani, soprattutto dei giovani, non ha paura del fenomeno migratorio pur in un contesto di crisi economica. &lt;i&gt;(Piergiorgio Cattani)&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;</description></item><item><pubDate>Mon, 17 Jun 2013 22:10:00 GMT</pubDate><title>Turchia: floridi affari per le armi italiane e timidezza della Farnesina</title><link>http://www.unimondo.org/Notizie/Turchia-floridi-affari-per-le-armi-italiane-e-timidezza-della-Farnesina-141244</link><description>&lt;p&gt;La dura repressione del governo turco contro i manifestanti di piazza Taksim ha registrato finora solo una timida reazione del ministro degli Esteri, Emma Bonino. Non c’è da stupirsi visto che il governo del premier Erdogan è uno dei maggiori clienti dell’industria armiera italiana. Nell’ultimo quinquennio la Turchia è stata il secondo cliente per le armi “made in Italy”: quasi 1,7 miliari di euro di autorizzazioni, cifra che supera quella delle armi dirette negli Stati Uniti o nel Regno Unito. Senza contare le “armi comuni” esportate dalla Provincia di Brescia che nell’ultimo triennio – proprio nel bel mezzo delle rivolte nella vicina Siria – hanno sfiorano gli 80 milioni di euro. &lt;i&gt;(Giorgio Beretta)&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;</description></item><item><pubDate>Mon, 17 Jun 2013 04:00:00 GMT</pubDate><title>La surreale tassa che frena l’economia e ignora la speculazione</title><link>http://www.unimondo.org/Notizie/La-surreale-tassa-che-frena-l-economia-e-ignora-la-speculazione-141158</link><description>&lt;p&gt;Penalizzare l’economia reale e l’accesso al credito, incentivare la speculazione finanziaria. Sembra questo il surreale doppio obiettivo raggiunto dal governo Monti con l’introduzione della tassa sulle transazioni finanziarie (TTF) all’italiana. L’idea della TTF è semplice quanto efficace... &lt;i&gt;(Andrea Baranes)&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;</description></item><item><pubDate>Mon, 17 Jun 2013 04:00:00 GMT</pubDate><title>Rossano Ercolini: l’Italia che vince (e non fa notizia)</title><link>http://www.unimondo.org/Notizie/Rossano-Ercolini-l-Italia-che-vince-e-non-fa-notizia-141214</link><description>&lt;p&gt;“Non bruciamoci il futuro” è lo slogan ideato da Rossano Ercolini per promuovere un movimento di opinione contrario alla costruzione di inceneritori. Maestro elementare e ambientalista, da anni ha avviato una decisa azione di sensibilizzazione sul tema dei rischi per la salute e della non sostenibilità dello smaltimento dei rifiuti tramite combustione, opponendovi una “strategia di rifiuti zero”, un progetto che gli ha valso il Goldman Environmental Prize 2013, considerato l’equivalente per l’ambiente del premio Nobel.&lt;i&gt;(Miriam Rossi)&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;</description></item><item><pubDate>Sun, 16 Jun 2013 04:00:00 GMT</pubDate><title>Russia: dove lo “sviluppo sostenibile” è fatto con le perdite di petrolio e diritti</title><link>http://www.unimondo.org/Notizie/Russia-dove-lo-sviluppo-sostenibile-e-fatto-con-le-perdite-di-petrolio-e-diritti-141176</link><description>&lt;p&gt;Ogni anno, le industrie petrolifere russe riversano nell’ambiente oltre 30 milioni di barili di petrolio, equivalenti a sette disastri della Deepwater Horizon. Ci sono oltre 20 mila singoli incidenti ogni anno (l’ultimo la scorsa settimana) e di questi la metà sono attribuibili al gigante petrolifero Rosneft, rendendo la compagnia statale russa il leader globale delle perdite di petrolio e distanziandola di gran lunga dalle altre grandi compagnie come Shell, BP, ConocoPhilips e Chevron.   Forse anche per questo il Cremlino ha deciso di rendere impossibile la vita alle associazioni ambientaliste e per i diritti umani…&lt;/p&gt;</description></item><item><pubDate>Fri, 14 Jun 2013 23:10:00 GMT</pubDate><title>Myanmar: minoranza mussulmana al limite dell’apartheid</title><link>http://www.unimondo.org/Notizie/Myanmar-minoranza-mussulmana-al-limite-dell-apartheid-141175</link><description>&lt;p&gt;La prima ondata di disordini nel nord dello stato di Rakhine in Myanmar è iniziata l'8 giugno dello scorso anno e ha provocato la fuga di 75mila persone. Altre 36mila sono state costrette a lasciare le proprie case a seguito di una seconda ondata di tumulti nel mese di ottobre. Dopo un anno di violenza reciproca tra le comunità Rohingya musulmana e quella Rakhine buddista&lt;b&gt; &lt;/b&gt;sono più di 140mila le persone sfollate e non si intravede la fine delle violenze e di un apartheid su base religiosa dei Rohingya, discriminazione che per l’Associazione Popoli Minacciati viola la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.&lt;/p&gt;</description></item><item><pubDate>Fri, 14 Jun 2013 23:10:00 GMT</pubDate><title>Caso Eni – Malabu, il governo se ne lava le mani</title><link>http://www.unimondo.org/Notizie/Caso-Eni-Malabu-il-governo-se-ne-lava-le-mani-141183</link><description>&lt;p&gt;Ancora operazioni opache dell’Eni in Africa, ancora il governo (di qualsiasi colore o formula sia) che difende l’azienda controllata dallo Stato per il 30%. Mentre viene ancora aumentato lo stipendio al manager Scaroni, le associazioni chiedono al governo italiano di monitorare con più attenzione le avventure Eni all’estero. &lt;/p&gt;</description></item><item><pubDate>Fri, 14 Jun 2013 04:00:00 GMT</pubDate><title>Eliminare lo spreco? Partire dalla rete</title><link>http://www.unimondo.org/Notizie/Eliminare-lo-spreco-Partire-dalla-rete-141160</link><description>&lt;p&gt;Il ministro delle Politiche agricole Nunzia De Girolamo annuncia il suo programma mirato a ridurre lo spreco alimentare coinvolgendo le associazioni che lavorano come intermediari per evitare che le eccedenze alimentari marciscano. "Vorrei metterle in rete" - dice il ministro - per creare sinergie utili.&lt;/p&gt;</description></item><item><pubDate>Fri, 14 Jun 2013 04:00:00 GMT</pubDate><title>Marocco, un paese che fa sperare</title><link>http://www.unimondo.org/Notizie/Marocco-un-paese-che-fa-sperare-141177</link><description>&lt;p&gt;Una volta i marocchini erano genericamente tutti gli immigrati. Oggi sono gli europei, soprattutto spagnoli, a cercare fortuna nel regno del Marocco. Le tensioni tra le due sponde del Mediterraneo continuano ma nel paese maghrebino si assiste a un progressivo cammino verso la democrazia e la modernità. Nel 2011 è stata varata una nuova Costituzione che tutela le minoranze religiose, soprattutto quella ebraica, componente storica dell’identità marocchina. Le contraddizioni sono ancora numerose ma il Marocco è un paese che lascia spazio alla speranza. &lt;i&gt;(Piergiorgio Cattani)&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;</description></item><item><pubDate>Thu, 13 Jun 2013 04:00:00 GMT</pubDate><title>Nella bolgia infernale dei Cie</title><link>http://www.unimondo.org/Notizie/Nella-bolgia-infernale-dei-Cie-141162</link><description>&lt;p&gt;I freddi numeri resi pubblici dal ministero dell’interno sugli stranieri confinati nei CIE danno l’idea di una realtà insostenibile per un paese democratico come vorrebbe essere l’Italia. Urge una revisione completa di tutta la legislazione sull’immigrazione: norme che alimentano solo il degrado sociale e politico del paese &lt;i&gt;(Piero Innocenti). &lt;/i&gt;&lt;/p&gt;</description></item><item><pubDate>Thu, 13 Jun 2013 04:00:00 GMT</pubDate><title>Energia, edilizia, comunicazione: da qui comincia la rivoluzione</title><link>http://www.unimondo.org/Notizie/Energia-edilizia-comunicazione-da-qui-comincia-la-rivoluzione-141163</link><description>&lt;p&gt;Case che “respirano”, che producono energia, che si comportano come cellule intelligenti di una rete complessa e autosufficiente. Scambio di informazioni, gestione dei rifiuti, eliminazione degli sprechi idrici, riciclo, depurazione: sono solo alcuni aspetti della “terza rivoluzione industriale”, come prospettata da Jeremy Rifkin. Si tratta del passaggio da una visione “verticale” a una “laterale” con conseguenze di ampia portata sull’economia, sull’ambiente, sul lavoro, sulla politica, sul nostro modo di vivere. Un passaggio sempre più urgente &lt;i&gt;(Piergiorgio Cattani).&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;</description></item><item><pubDate>Wed, 12 Jun 2013 04:00:00 GMT</pubDate><title>La nonviolenza non è fatta per anime belle </title><link>http://www.unimondo.org/Notizie/La-nonviolenza-non-e-fatta-per-anime-belle-141068</link><description>&lt;p&gt;Una pratica sulla quale si addensano gli stereotipi. Forse si capisce meglio precisando ciò che non è e non fa. Si scrive molto di guerre, eccidi e violenze. È il racconto del sangue versato.Ma c’è anche chi ha lavorato per risparmiare il sangue. A queste e altre vicende è dedicato un libro della storica &lt;i&gt;Anna Bravo&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;</description></item><item><pubDate>Wed, 12 Jun 2013 04:00:00 GMT</pubDate><title>Prove di dialogo tra il governo colombiano e le Farc</title><link>http://www.unimondo.org/Notizie/Prove-di-dialogo-tra-il-governo-colombiano-e-le-Farc-141119</link><description>&lt;p&gt;Dopo oltre mezzo secolo di conflitto intestino fra i gruppi rivoluzionari delle Farc e lo Stato colombiano, uno spiraglio sembra aprirsi nel percorso verso la pace del Paese. A fine maggio, infatti, i negoziati in corso hanno finalmente prodotto un accordo di massima sulla questione agraria, il primo punto in agenda. Nondimeno il conflitto non ha impedito alla Colombia di far registrare negli ultimi anni una crescita media annua del 4% del Pil e un suo rafforzamento sul piano del commercio internazionale, grazie alla recente scoperta di ingenti risorse petrolifere e del tanto ricercato coltan (&lt;i&gt;Miriam Rossi)&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;</description></item><item><pubDate>Tue, 11 Jun 2013 04:00:00 GMT</pubDate><title>Cooperazione tra comunità: dai Balcani al Mozambico</title><link>http://www.unimondo.org/Notizie/Cooperazione-tra-comunita-dai-Balcani-al-Mozambico-141114</link><description>&lt;p&gt;Il Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale, con sede a Trento, è un’associazione che si occupa di formazione, di ricerca e di educazione alla cittadinanza. L’ultima iniziativa, in collaborazione con la Provincia Autonoma di Trento, è un documento che racconta 4 esperienze di collaborazione decentrata &lt;i&gt;(Francesca Zeni).&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;</description></item><item><pubDate>Tue, 11 Jun 2013 04:00:00 GMT</pubDate><title>Vestiti puliti per una moda a misura di essere umano</title><link>http://www.unimondo.org/Notizie/Vestiti-puliti-per-una-moda-a-misura-di-essere-umano-141115</link><description>&lt;p&gt;Domani si celebra la giornata mondiale contro il lavoro minorile. Negli occhi ci sono ancora le vittime del crollo del Rana Plaza in Bangladesh, la più recente di una serie di quotidiane tragedie che portano alla luce abusi e violazioni dei diritti umani fondamentali. E mentre si contano i nomi di chi resta troppo spesso nell’anonimato, tra le macerie si raccolgono anche domande, negligenze, responsabilità. La maggior parte della produzione tessile mondiale avviene in Asia. Ma i vestiti che poi arrivano nei negozi di tutto il mondo sono senza macchia?&lt;i&gt; (Anna Molinari)&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;</description></item><item><pubDate>Mon, 10 Jun 2013 04:00:00 GMT</pubDate><title>Le Americhe: Colombia e USA</title><link>http://www.unimondo.org/Notizie/Le-Americhe-Colombia-e-USA-141062</link><description>&lt;p&gt;Alcuni anni fa i due paesi erano i leader in ansia mentale nelle Americhe. Ne avevano entrambi buone ragioni: la violenza più persistente in qualunque paese contemporaneo; in Colombia dal 1949 con qualche interruzione, poi di nuovo dal 1964 con le FARC, le famose formazioni guerrigliere. &lt;i&gt;(Johan Galtung)&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;</description></item><item><pubDate>Mon, 10 Jun 2013 04:00:00 GMT</pubDate><title>L’Italia che non legge, tra cifre desolanti e resistenze illuminate</title><link>http://www.unimondo.org/Notizie/L-Italia-che-non-legge-tra-cifre-desolanti-e-resistenze-illuminate-141070</link><description>&lt;p&gt;Se si vuole stare al mondo occorre conoscere. Per conoscere occorre leggere. E chi non riesce a tenere in mano un libro neppure una volta all’anno rischia di essere emarginato dalle dinamiche globali. L’analfabetismo non è solo un problema del Sud del mondo. Peggiore è forse l’analfabetismo di ritorno di molti italiani, giovani e meno giovani. Le cifre sui non-lettori nel nostro paese sono inquietanti e delineano un paesaggio di decadenza. All’opposto il riscatto culturale e sociale inizia da progetti che pure esistono e resistono &lt;i&gt;(Anna Toro). &lt;/i&gt;&lt;/p&gt;</description></item><item><pubDate>Sun, 09 Jun 2013 04:00:00 GMT</pubDate><title>Italia: i costi disumani del contrasto all’immigrazione irregolare</title><link>http://www.unimondo.org/Notizie/Italia-i-costi-disumani-del-contrasto-all-immigrazione-irregolare-141066</link><description>&lt;p&gt;Oltre all’incalcolabile costo morale, secondo il dossier “Costi disumani” presentato il 30 maggio dall’associazione Lunaria, ammontano ad almeno 1 miliardo e 668 milioni di euro le risorse nazionali e comunitarie spese tra il 2005 e il 2012 per il programma di “contrasto dell’immigrazione irregolare” in Italia. I risultati? Non all’altezza delle aspettative. Oltre alla mancanza di trasparenza nell’utilizzo delle risorse e all’esposizione dei migranti al rischio di violazioni dei diritti umani, gli effetti delle politiche del rifiuto sono limitati rispetto a quelli auspicati dal programma.&lt;/p&gt;</description></item><item><pubDate>Sat, 08 Jun 2013 04:00:00 GMT</pubDate><title>Brasile: occupy Belo Monte</title><link>http://www.unimondo.org/Notizie/Brasile-occupy-Belo-Monte-141065</link><description>&lt;p&gt;Nelle scorse settimane sono riprese in Brasile le occupazioni da parte degli indios dei cantieri della mega-diga di Belo Monte, nei pressi di Vitoria do Xingu, nella parte sud-orientale dello stato amazzonico del Parà.  I rappresentanti indigeni hanno occupato a più riprese un cantiere aperto sul loro territorio e intendono bloccare i lavori finché non verranno consultati in modo corretto, valutando assieme al presidente Dilma Rousseff l’impatto ambientale della diga e le conseguenze del progetto sul sostentamento e sulle secolari abitudini di vita delle tribù autoctone.&lt;/p&gt;</description></item><item><pubDate>Sat, 08 Jun 2013 04:00:00 GMT</pubDate><title>God save the Green. Dagli spazi verdi alle reti di solidarietà</title><link>http://www.unimondo.org/Notizie/God-save-the-Green.-Dagli-spazi-verdi-alle-reti-di-solidarieta-141071</link><description>&lt;p&gt;Contro il degrado urbano e la cementificazione delle città in atto in ogni angolo del mondo è uscito nel 2012 God save the green, film-documentario scritto e diretto da Michele Mellara e Alessandro Rossi: al centro buone pratiche comunitarie, dagli orti condivisi alle reti di solidarietà.&lt;i&gt; (Anna Molinari)&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;</description></item></channel></rss>
