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Russia: aperto impianto di distruzione di armi chimiche

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Deposito di armi chimiche in Russia - da Green Cross

Green Cross saluta l'apertura l'apertura ufficiale del secondo principale impianto di distruzione di armi chimiche della Russian Federal Agency for Industry, e raccomanda sicurezza e trasparenza. L'impianto localizzato a Kambarka, Repubblica di Udmurt è stato costruito con l'assistenza di alcuni paesi, tra cui la Germania. "L'avvio dell'impianto di neutralizzazione di Kambarka è un gigantesco passo avanti per la cooperazione nella riduzione della minaccia e per mantenere gli agenti chimici mortali fuori dalle mani dei terroristi" - ha detto il Dr. Paul Walker, direttore del programma Eredità della Guerra Fredda di Green Cross International. "Solo con una forte e continuativa cooperazione internazionale si raggiungerà il successo dell'eliminazione delle rimanenti 70.000 tonnellate di armi chimiche pericolose presenti in Russia, negli Stati Uniti e in altre nazioni".

La Russia, che ha firmato la Convenzione Internazionale sulla Distruzione delle Armi Chimiche nel 1993 - ratificata nel 1997 - è legalmente obbligata a distruggere le sue 40.000 tonnellate di armi chimiche dichiarate entro il 2012. La Russia nel Dicembre 2002 ha aperto il suo primo impianto di distruzione di armi chimiche a Gorny nella Regione di Saratov e completato la neutralizzazione di 1.143 tonnellate di lewisite e agenti moustard nel Dicembre 2005. Kambarka, circa 850 miglia ad est da Mosca, è il luogo dove 6.349 tonnellate di lewisite sono immagazzinate in carri ferroviari. Il 20 Dicembre 2005 la Russia ha iniziato a testare il suo nuovo impianto, costruito nell' ultimo anno e dal collaudo fino ad ora ha distrutto 1,7 tonnellate di lewisite.

Gli Stati Uniti hanno accettato una decina di anni fa di aiutare la Russia negli sforzi con la Distruzione di armi chimiche e si sono stanziati fin qui circa 1 miliardo di dollari nel quadro del Cooperative Threat Reduction (CTR), programma che aiuta la costruzione di un impianto di neutralizzazione di gas nervino in Shchuch'ye e un sito di riserva nella regione di Kurgan. Il G8 delle nazioni industriali accettarono nel 2002 nel Kananaskis (Canada) di stabilire una "Collaborazione Globale" (Global Partnership) per fornire alla Russia un supporto finanziario di 20 miliardi di dollari nel corso di 10 anni per mettere al sicuro e smantellare le armi di distruzione di massa - nucleari, chimiche, biologiche e i relativi sistemi. Fino ad ora la "Collaborazione Globale" per la distruzione di armi chimiche ha contrattualizzato (compresi gli Stati Uniti) alla Russia circa 1,8 miliardi di dollari. Recentemente l'Italia ha dato corso allo stanziamento di circa 300 milioni di euro per la distruzione dei sommergibili nucleari. Inoltre sono in corso di superamento alcuni ostacoli formali che, da parte russa, impediscono la definizione della convenzione bilaterale relativa all'impegno italiano per il sito di Pochep, dove sarà neutralizzata una significativa parte dello stock di armi chimiche russe.

E sempre Green Cross annuncia che arrivano le prime risposte all'appello di Mikhail Gorbaciov ai 22 leader del G8 contro la diffusione d'armi e materiali di distruzione di massa e per accelerare le loro azioni nel proibirne la diffusione e per neutralizzare le armi nucleari, chimiche, biologiche e materiali simili. Tra le prime risposte quella dell'UE e di Italia, Gran Bretagna, Germania, Danimarca, Norvegia, Australia e Nuova Zelanda.

Il Presidente della Repubblica italiana, Carlo Azeglio Ciampi, nel confermare l'impegno dell'Italia, annunciato in occasione del Vertice G8 di Kananaskis del 2002, alla riduzione della minaccia rappresentata, per la popolazione russa, dagli arsenali di armi di distruzione di massa tuttora esistenti sul territorio del Suo Paese icordda che "l'Italia ha ratificato, nel luglio scorso, l'accordo bilaterale per l'assistenza al programma di smantellamento dei sommergibili nucleari russi, ala cui attuazione potrà quindi essere avviata in tempi brevi" e che "contribuirà, inoltre, alla realizzazione dell'impianto di Pochep per la distruzione di armi chimiche, nel quadro dell'accordo bilaterale firmato nel novembre del 2003, al cui procedura di ratifica parlamentare è stata rallentata da questioni interpretative sorte su alcune clausole. Ciampi assicura inoltre che la richiesta di sostegno dell'Italia al "Programma sull'eredità della Guerra Fredda" verrà esaminata con la dovuta attenzione, nell'ottica di contribuire a monitorare accuratamente gli effetti della distruzione delle armi chimiche per la salute della popolazione russa che vive nelle vicinanze dell'area dove verrà costruito l'impianto di Pochep". [GB]

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