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Rete Disarmo condanna il test atomico nord-coreano

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Lisa Clark (Beati) alla Conferenza Onu

La Rete Italiana per il Disarmo (RID) condanna con fermezza il test nucleare sotterraneo avvenuto ieri, lunedì 9 ottobre, in Corea del Nord. "La notizia di questa sperimentazione conferma che la strategia di tensione permanente non può che portare a un mondo sempre meno sicuro" - riporta il comunicato. La Rete Disarmo sottolinea che la causa scatenante della proliferazione nucleare è il mancato rispetto degli impegni assunti dalle Potenze Nucleari firmatarie del Trattato di Non Proliferazione nucleare. "La proliferazione globale di armi atomiche è aumentata drammaticamente proprio perché le cinque Potenze nucleari non hanno ottemperato ai loro obblighi di disarmo. Anzi hanno varato programmi per lo sviluppo di nuove armi nucleari" - denuncia Rete Disarmo.

La Rete evidenzia che il Segretario Generale uscente delle Nazioni Unite, Kofi Annan, ha dichiarato: "Più aumentano gli arsenali delle Potenze nucleari, più questi Paesi insistono che le armi atomiche sono essenziali alla loro sicurezza nazionale, e più altri Paesi riterranno necessario dotarsene, per la propria sicurezza nazionale".

Lisa Clark, di "Beati i Costruttori di Pace" - uno degli organismi membri della Rete Disarmo attivi da tempo su questi temi - afferma: "La Corea del Nord compie un gravissimo errore se ritiene che le armi atomiche aumenteranno la sua sicurezza. Le armi nucleari non garantiscono maggiormente la sicurezza di nessuno. Purtroppo, però, questo è un errore che compiono molti politici anche dei Paesi europei e membri della NATO".

La Rete Disarmo, che fa parte della rete internazionale per il disarmo atomico "Abolition Now!", ritiene "che sia essenziale interrompere la pericolosa spirale di proliferazione nucleare ripristinando la legalità sancita dal Trattato di Non Proliferazione". Perciò la Rete "chiede con forza al Governo italiano di farsi portavoce, in seno all'Alleanza atlantica, delle proposte già avanzate dal Governo della Norvegia e dai due rami del Parlamento del Belgio, affinché si inizino subito seri negoziati per porre termine alla politica del "nuclear-sharing" che vede dispiegate armi nucleari sul territorio di Paesi non-nucleari in contrasto con la lettera e lo spirito del Trattato di Non Proliferazione Nucleare".

Rete Disarmo chiede inoltre al Governo italiano di accogliere la proposta fatta da Hans Blix, nel rapporto presentato recentemente alla Commissione sulle Armi di Distruzione di Massa, affinché si organizzi al più presto un Vertice Mondiale sul Disarmo Nucleare. L'unica garanzia contro la proliferazione nucleare è il disarmo nucleare totale e globale, sancito all'Articolo VI del Trattato di Non Proliferazione Nucleare entrato in vigore nel 1970 e mai realizzato pienamento. "Il test nucleare della Corea del Nord dimostra ancora una volta quanto sia urgente per la pace nel mondo che tutti i Paesi firmino e ratifichino il Trattato per la Messa al Bando delle Sperimentazioni Nucleari e si impegnino nella realizzazione di una Convenzione che metta al bando le armi nucleari" - conclude il comunicato della Rete Italiana Disarmo.

Sabato 14 ottobre diverse associazioni promuovono a una giornata di studio e confronto sull'appello di Alex Zanotelli "No alla guerra nucleare: insieme per il disarmo atomico". L'appello si rivolge all'intera società, al mondo della cultura, della politica, della religione, del lavoro, della scienza chiedendo l'immediata applicazione del Trattato di non proliferazione a partire dall'Italia e dall'Europa; di contestare la presenza delle atomiche USA nelle basi militari e nei porti italiani; di contrapporre al concetto strategico della NATO la trasformazione degli armamenti da offensivi a strettamente difensivi in direzione della Difesa Civile non armata e Nonviolenta; propone l'obiezione di coscienza dei tanti, troppi, scienziati coinvolti nelle ricerche militari affinché, insieme alle organizzazioni del lavoratori, realizzino la riconversione dell'industria bellica e chiede che i rappresentanti di tutte le religioni dichiarino la guerra atomica "tabù e peccato, un crimine contro l'umanità come tale assolutamente non giustificabile". [GB]

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