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R.d. Congo: arruolati bambini soldato, insicurezza nel Katanga

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Soldati ribelli in Congo

Mentre la Repubblica Democratica del Congo si avvicina alle prime elezioni multipartitiche dal 1961, che si slitteranno dopo giugno, si è chiusa ieri la lista dei candidati che vede assente ㉀tienne Tshisekedi - principale esponente dell'opposizione politica non coinvolta nella guerra del 1998-2003 - e la sua formazione, l'Unione per la democrazia e il progresso sociale (Udps) -riporta l'agenzia Misna. Tshisekedi già nei mesi scorsi aveva annunciato la volontà di boicottare l'appuntamento con le urne per protestare contro alcune delle decisioni prese nel corso del processo elettorale dei mesi scorsi. La comunità internazionale, anche per bocca del segretario generale dell'Onu, Kofi Annan, nel corso di una sua recente visita in Congo, aveva invitato l'Udps a prendere parte alle elezioni ed evitare di perdere un appuntamento storico della vita sociale e politica del paese. La Commissione elettorale dovrebbe annunciare domani il nuovo calendario elettorale, modificato dopo la decisione di far slittare, per problemi logistici, di qualche giorno la data del primo turno.

Tra le maggiori preoccupazioni permane quella delle misure per prevenire conflitti nel caso in cui qualche candidato perdente dovesse rifiutare i risultati. "Altri problemi, di notevole rilevanza, sono quelli delle etnie, soprattutto nelle province orientali, e le immense dimensioni del Paese che amplificano le difficoltà" - riporta Warnews. Negli ultimi tempi si sono registrati incidenti nelle province orientali del nord e sud Kivu per destabilizzare il processo elettorale del Paese.

La missione Onu in Congo denuncia che alcuni gruppi militari stanno ancora reclutando minori nelle proprie file: una parte di essi è destinato a soffrire anche dopo l'uscita da queste organizzazioni armate, perché "rischia di venire di nuovo arruolato oppure essere arrestato o trattenuto illegalmente, maltrattato e abusato" - afferma Danielle Barrot, responsabile della Monuc per le questioni relative all'infanzia.

La denuncia è ripresa da un comunicato di Amnesty International secondo cui ad arruolare bambini di circa dodici anni sono i ribelli fedeli alle forze antigovernative del generale Laurent Nkunda che continuano a scorazzare nella regione orientale del Congo, ricca di minerali come diamanti e coltran, nonostante la presenza di una forza di migliaia di "caschi blu" dell'Onu. "Ancora una volta i bambini congolesi sono prelevati e sfruttati con crudeltà per scopi politici e militari, in particolare nei territori di Masisi e Rutshuru nella regione del Nord Kivu. Si stima che durante la guerra civile del periodo 1998-2003 siano stati almeno 25.000 i bimbi e ragazzi sotto i 18 anni arruolati in modo volontario o forzato nel conflitto costato la vita a milioni di persone; finora 16.800 hanno beneficiato di un programma di smobilitazione e reinserimento nella vita sociale finanziato dalla comunità internazionale.

Intanto Medici senza Frontiere denuncia che nei campi degli sfollati del Katanga intorno a Dubie prevale la malnutrizione: la maggior parte della popolazione sopravvive con un pasto al giorno a base di foglie o a bucce essiccate di cassava. I 16.000 sfollati congolesi che vivono nei tre campi ed altre 90.000 persone sono scappate nel corso degli ultimi mesi di fronte al perdurare del conflitto tra l'esercito congolese e i ribelli Mai-Mai. Gli sfollati si sono radunati principalmente intorno ai villaggi di Pweto, Mitwaba, Kilwa e sulle coste del Lago Upemba, dove MSF fornisce assistenza medica. "La maggior parte degli sfollati sono in fuga già da mesi, se non addirittura anni. Devono continuamente scappare per fuggire dalla violenza e dall'insicurezza. La situazione è precipitata in modo particolare durante gli ultimi tre mesi" dice Michiel Hofman, direttore delle operazioni di MSF. "Con l'avvicinarsi delle elezioni nella Repubblica Democratica del Congo e la crescente attenzione sulla riabilitazione e la ricostruzione da parte dei donatori internazionali, la crisi umanitaria nel Katanga è ignorata". [GB]

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