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Ong: Finanziaria avara coi poveri, ripristinare i fondi per gli aiuti allo sviluppo

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Un villaggio in Africa - Foto: VitaTrentina

In occasione del dibattito parlamentare sulla legge Finanziaria le associaziono e ong del network Link2007 e del Cipsi hanno scritto a rappresentanti del Governo e Parlamento per chiedere che la manova economica "ripristini urgentemente il fondo destinato agli aiuti allo sviluppo riportandolo almeno a 500 milioni di euro".

"L’Italia stanzia attualmente per l’APS (Aiuto pubblico allo sviluppo) intorno allo 0,11% del PIL percentuale che, con l’attuale proposta di Finanziaria, sarebbe ulteriormente decurtata nel corso del prossimo biennio di finanziamenti" - affemano nella lettera le 10 ong del network Link2007. "Se non si opera urgentemente per ripristinare il fondo destinato agli aiuti, l’Italia scomparirà dal gruppo dai Paesi donatori, con gravissime conseguenze politiche oltre che umanitarie" - aggiungono.

Le Ong di Link2007 che sono impegnate nella lotta alla poverta, nella tutela dei diritti umani, nella cooperazione sanitaria, dell’educazione e nella tutela ambientale, al fianco di decine di partner locali, istituzionali e privati, affermano che "stanno seriamente rischiando la paralisi per assenza di fondi, non essendo più in grado di garantire la programmazione di progetti gia in corso e – teoricamente – cofinanziati con il contributo della Cooperazione Italiana".

"Nelle centinaia di progetti fin ad oggi realizzati, per molti di noi nel corso di oltre 40 anni d’impegno a fianco dei più poveri, abbiamo sempre portato con orgoglio la cooperazione non governativa italiana, certi che fosse la testimonianza di un modo di operare fatto di motivazione, competenza e disponibilita a misurarsi con i molti problemi del sottosviluppo. Ogni giorno le nostre associazioni, al pari di molte altre italiane, lo testimoniano con coraggio e dedizione in tutti Paesi del mondo, dove siamo direttamente presenti e operativi, nonostante i difficili contesti" - concludono.

Anche il presidente del Cipsi, Guido Barbera – a nome delle 45 associazioni che costituiscono il Coordinamento di Iniziative Popolari di Solidarietà Internazionale – ha indirizzato una lettera aperta al presidente del Consiglio ai ministri e ai gruppi parlamentari per chiedere di mantenere le promesse sulla cooperazione internazionale che in vari momenti sono state assunte a livello internazionale.

"La cooperazione internazionale - afferma Barbera - non è il ‘fondo di beneficenza’ di un paese quanto piuttosto l’anima della civiltà: base essenziale per costruire convivenza e benessere, nel rispetto della dignità e dei diritti di ogni essere umano". "Nei momenti di crisi economica, la politica che investe in cooperazione sociale ed internazionale, contribuisce in maniera determinante ad affrontare i problemi sociali, nazionali ed internazionali. I tagli alla cooperazione, viceversa, aumentano i problemi e le tensioni, producendo maggiori costi. La cooperazione è la politica ‘più economica e più efficace’ per costruire la sicurezza, una politica fatta di ponti e non di muri, di rispetto e non di rigetto” - sottolinea.

Il presidente del Cipsi ricorda che, secondo i dati di monitoraggio dell’associazione ONE, l’Italia sta attualmente stanziando solo il 3% di quanto promesso. Per questo il Cipsi chiede con forza al Governo di "dare un segnale di svolta e di credibilità". "Mantenere le promesse assunte non significa solo stanziare fondi per la realizzazione di progetti, quanto piuttosto avviare un nuovo modello di sviluppo per un’Italia capace di futuro" - conclude Barbera.

Tra gli altri impegni assunti a livello internazionale dal Governo italiano vi il contributo annuale al 'Fondo Globale per la lotta all’Aids, alla Tubercolosi e alla Malaria' (GFATM): al riguardo nei giorni sccorsi in occasione della 'Giornata mondiale per la lotta all’Aids', ActionAid e Unicef hanno lanciato due petizioni per chiedere al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, di mantenere le promesse fatte al G8. [GB]

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