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Malaria: può essere sconfitta entro il 2015, ma questo è l’anno decisivo
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La lotta alla malaria nel mondo - Fonte: RBM
Il 25 aprile scorso in occasione della "Giornata mondiale contro la malaria", UNICEF e la partnership "Roll Back Malaria" (RBM) hanno presentato il rapporto "World Malaria Day 2010: Africa Update" (in inglese in .pdf) sui progressi fatti in Africa sul fronte della prevenzione e delle terapie, segnando una progressiva diminuzione della mortalità infantile causata dalla malattia.
Il rapporto, il secondo della serie "RBM Progress & Impact", evidenzia come i miglioramenti raggiunti in Africa siano parte di una tendenza positiva sempre più accelerata, che nel periodo 2004-2009 ha fatto segnare un aumento di dieci volte nel volume di finanziamenti per la lotta alla malaria (giunti l'anno scorso a 1,8 miliardi di dollari), un incremento di cinque volte nella produzione globale di zanzariere trattate con insetticida (150 milioni di pezzi prodotti nel 2009) e un aumento di ben 30 volte nella fornitura di farmaci antimalaraci basati sull'artemisisina (ACT), con 160 milioni di dosi distribuite nello scorso anno - riporta l'UNICEF. Appare sempre più evidente che questi progressi nella copertura stanno portando a riduzioni sensibili negli effetti della malaria in numerosi Paesi africani.
"Gli investimenti nel contrasto alla malaria stanno salvando vite umane e producendo benefici di lungo termine per gli Stati. Tuttavia, senza un flusso di finanziamenti costante e affidabile, il significativo contributo che la lotta alla malaria sta dando al conseguimento degli Obiettivi per lo Sviluppo del Millennio potrebbe essere vanificato" - afferma Awa Marie Coll-Seck, direttore esecutivo della partnership Roll Back Malaria. "Oggi che possiamo contare approssimativamente su un terzo dei fondi che sarebbero necessari, i programmi di cooperazione sanitaria consentono di salvare la vita di un bambino ogni tre minuti. Un dato davvero positivo, non possiamo permetterci di ridurre i nostri sforzi".
I dati presentati in questo rapporto confermano che dei 350 milioni di zanzariere trattate con insetticida che sarebbero necessari per raggiungere la copertura universale, circa 200 milioni sono stati ricevuti dai Paesi africani tra il 2007 e il 2009. Inoltre, gli Stati africani hanno adottato strategie di cura più efficaci ma anche più costose. Tuttavia, la percentuale di bambini africani che vengono curati con farmaci ACT rimane molto bassa, e sono molto carenti i dati sull'uso dei test diagnostici."Grazie alla forte collaborazione, sono stati fatti grandi progressi nella guerra alla malaria" - ha detto Ann Veneman, direttore esecutivo dell'UNICEF. "Molto rimane però da fare. Soprattutto in Africa bambini e donne incinte continuano a morire per colpa di questa infezione, che può essere prevenuta e curata".
Due terzi dei fondi per il contrasto alla malaria proviene dal Fondo Globale per tubercolosi, Hiv/Aids e malaria (GFATM). Il resto delle risorse sono erogati da Banca Mondiale, dalla Iniziativa contro la malaria dei Presidenti USA e da altri donatori bilaterali. La massima parte delle somme affluiscono in Africa, dove si registra il 90% delle vittime globali di questa infezione. Il rapporto sottolinea che nonostante la crescita dei finanziamenti, nel 2009 le somme disponibili sono state pari a meno di un terzo rispetto ai 6 miliardi di dollari annui che sono stati stimati dal Global Malaria Action Plan (GMAP) come necessari per garantire la copertura universale prevista entro il 2010.
Molti Stati si stanno impegnando con interventi su larga scala per ampliare l'accesso ai presidi antimalarici prima della fine dell'anno in corso. La Nigeria ha in programma di distribuire ben 60 milioni di zanzariere entro il 2010, mentre la Tanzania sta realizzando una iniziativa mista pubblico-privata per eliminare i colli di bottiglia che provocano i periodici esaurimenti delle scorte di zanzariere. "I progressi nella prevenzione e controllo della malaria ci sono ma restano fragili" - conclude la nota dell'Unicef. Al essere un’opportunità di dialogo e di confronto tra le istituzioni e la società civile in vista del Vertice Onu sugli Obiettivi del Millennio in programma a settembre a New York i donatori internazionali dovranno prendere decisioni cruciali per il raggiungimento degli Obiettivi del Millennio in ambito sanitario".
Anche per Medici senza Frontiere il 2010 deve essere l’anno dell’azione. "Il 2010 potrebbe essere l’anno delle opportunità nella lotta alla malaria - sottolinea la nota di MSF. Gli strumenti necessari per combattere la malaria sono stati già sviluppati e ora andrebbero utilizzati e implementati. Molti paesi dove la malaria è endemica hanno fatto progressi nel combatterla nel corso di questi ultimi cinque anni, supportati dai fondi stanziati dal Fondo Globale. Eppure in molti stati la risposta non è ancora adeguata. I paesi sviluppati devono costantemente assistere i paesi in via di sviluppo e questo comporta anche l’aumento dei finanziamenti al Fondo Globale".






