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Malaria: prima Giornata mondiale della 'malattia senza confini'

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Principali zone di diffusione della malaria - da WHO

"Malaria, una malattia senza confini": è il tema della prima 'Giornata mondiale contro la malaria' promossa oggi 25 aprile dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Una malattia che è endemica in 107 paesi e colpisce 500 milioni di persone l'anno uccidendone annualmente 1,3 milioni tra cui 800mila bambini soprattutto in Africa, nell'America centrale, in India e nel Sud est asiatico. La malattia, che già riguarda circa il 40% della popolazione mondiale, potrebbe presto diventare "una malattia senza confini" anche a causa del surriscaldamento del pianeta che potrebbe riportare la diffusione della zanzara infettante anche in zone in cui il clima ne garantiva l'esclusione: l'anno scorso in Europa sono stati segnalati più di 5oo casi, riguardanti per oltre il 60% la popolazione immigrata.

Il Segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ha lanciato oggi una nuova campagna denominata "Roll Back Malaria Partnership" chiedendo al mondo intero di adoperarsi perchè l'Africa abbia accesso alle misure basilari di controllo della malaria per la fine del 2010. I Paesi africani più colpiti dalla malaria non riescono infatti a tener testa alla diffusione della malattia. "E' inaccettabile che la malaria uccida ancora oltre un milione di persone l'anno, la maggior parte bambini" - ha dichiarato il Direttore generale Unicef, Ann M. Veneman, sottolineando che si tratta di "una malattia curabile e prevenibile aumentando l'uso di zanzariere e con altri interventi collaudati, nel quadro di programmi integrati su base comunitaria".

Uno dei problemi più gravi riguarda l'accesso ai farmaci: in questo contesto una speranza è rappresentata da un nuovo preparato realizzato da partner pubblici in Brasile e che rappresenta la nuova frontiera della cura. Secondo Nicoletta Dentico, responsabile promozione della DNDi , l'organismo che si occupa dei farmaci per le patologie dimenticate, in prima linea nello sviluppo e promozione di questo nuova cura il problema è che "esistono anche diversi tipi di malaria con diverse resistenze e quindi lo scenario nella lotta a questa malattia si sta complicando".

Un progetto importante è quello di un un nuovo farmaco promosso dalla campagna per l'Accesso ai farmaci essenziali di Medici Senza Frontiere che nasce con l'intenzione di utilizzare gli ingredienti, i principi attivi di provata capacità antimalarica e di metterli insieme per creare nuovi trattamenti più semplici, più adattati alle circostanze dei Paesi in via di sviluppo e più economici che siano in grado di combattere questa malattia. Il derivato dall'artemisinina, che oggi l'OMS raccomanda come terapia di elezione per combattere la malaria, è un farmaco che in un'unica pillola combina i due principi attivi, mentre fino a questo momento sia artesunato che mefloquina dovevano essere assunti in pastiglie separate. "Questo semplifica molto il trattamento, semplifica molto la somministrazione, semplifica anche l'adesione al protocollo e quindi combatte l'insorgere di resistenze" - sottolinea Nicoletta Dentico.

E ieri Medici Senza Frontiere ha accolto con soddisfazione il lancio in Brasile di un nuovo farmaco contro il P. Falciparum, il più pericoloso ceppo della malaria. Sviluppato da DNDi (Drugs for Neglected Diseases Initiative - Iniziativa per farmaci per malattie dimenticate), in collaborazione con Farmanguinhos / Fiocruz. Si tratta del primo farmaco contro la malaria che combina artesunato (AS) e meflochina (MQ), a dose fissa. ASMQ è un importante strumento aggiuntivo per un migliore trattamento della malattia. Causata da quattro specie del parassita Plasmodium, la malaria è trasmessa da zanzare infette e solitamente si sviluppa presso le comunità rurali più povere. [GB]

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