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MSF: 2008, un anno di emergenze spesso 'ignorate'

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MSF: le 'crisi dimenticate'

L'anno si chiude con la grave crisi in Medio Oriente e gli ospedali di Gaza al collasso, l'epidemia di colera in Zimbabwe e ancora la febbre emorragica di Ebola in Congo. In tutte le emergenze che hanno attraversato il 2008, Medici Senza Frontiere (MSF) era presente con i propri medici, chirurghi, infermieri, logisti, ingegneri, architetti, psicologi, amministratori. Alcune di queste emergenze sono state seguite con passione dai mezzi d'informazione, altre sono rimaste totalmente ignorate.

Nel ripercorrere brevemente le sfide che hanno visto MSF in prima linea nelle guerre, catastrofi naturali, epidemie e nelle crisi nutrizionali di quest'anno, non possiamo non ricordare chi ha pagato con la vita la scelta di lavorare in zone di crisi per portare soccorso alle popolazioni in pericolo. Victor Okumu, chirurgo di 51 anni, Damien Lehalle, logista ventisettenne e Mohmed Bidhaan Ali, autista, uccisi in un attacco a Kisimayo (Somalia) il 28 gennaio 2008. La morte di un nostro operatore somalo ucciso durante l'attacco a una nostra jeep il 14 marzo. Maria Tiziana Albrizio, amministratrice, morta in un incidente stradale il 2 luglio. Samuel Bamoueni, chirurgo, morto in un incidente aereo in Congo il 2 settembre. A loro e ai loro familiari và tutta la nostra gratitudine.

Le emergenze che nel 2008 hanno visto MSF in prima linea:

  • Gli scontri etnici in Kenya
  • Il peggioramento della crisi in Somalia, dove nei giorni scorsi un nostro ospedale è stato raggiunto da diversi proiettili
  • La violenza xenofoba in Sudafrica ai danni dei rifugiati in fuga dallo Zimbabwe
  • Il ciclone Nargis in Myanmar
  • Il terremoto in Cina
  • La grave crisi nutrizionale in Etiopia, dove i nostri team hanno salvato più di 50.000 bambini malnutriti
  • Le alluvioni ad Haiti
  • Il terremoto in Pakistan
  • La guerra in Nord Kivu (Repubblica Democratica del Congo) e il lancio del progetto "Condizione: critica"
  • Le inondazioni in Colombia
  • L'approdo disperato dei somali sulle coste dello Yemen
  • Le condizioni sempre più drammatiche dei lavoratori stagionali impiegati in agricoltura nel Sud Italia.

Spesso, presi dall'abitudine, sottolineiamo poco come uno dei cardini dell'azione di MSF sia rappresentato dall'indipendenza. Non si tratta di un concetto astratto, ma di un principio pragmatico di funzionamento. Oltre l'85% dei fondi raccolti da MSF proviene da donatori privati, persone, individui che decidono di sostenere con un contributo economico le attività di MSF. L'indipendenza economica, raggiunta grazie alle generosità dei nostri sostenitori, è il primo tassello per avere un'indipendenza operativa, vale a dire essere liberi di decidere dove intervenire non sulla base dei fondi disponibili, dei finanziamenti di questo o quel ministero, ma unicamente sulla base dei bisogni umanitari, dei bisogni delle persone vittime di situazioni di crisi.

Indipendenza economica e indipendenza operativa sono aspetti fondamentali per garantire a un'organizzazione che fa della testimonianza uno dei propri principi operativi la massima libertà di parola, di denuncia. È solo grazie alla nostra indipendenza che abbiamo potuto denunciare le condizioni dei lavoratori stagionali nel Sud Italia, le violenze in Repubblica Centrafricana, il disimpegno dei governi nella lotta a malattie come l'AIDS, la tubercolosi, la malaria, quelle case farmaceutiche che volevano fare del profitto a scapito della salute, della vita delle persone che vivono in paesi poveri.

Per la nostra indipendenza dobbiamo ringraziare voi che costantemente ci sostenete, non solo durante le emergenze (MSF Italia conta circa 350.000 donatori privati); voi che ogni tanto visitate il nostro sito (siete più di 1.200 al giorno) per conoscere quelle situazioni che non finiscono mai in un telegiornale; voi che ci sostenete aiutandoci ad organizzare eventi o dedicandoci parte del proprio tempo (i Gruppi di MSF di Aosta, Bergamo, Bologna, Brescia, Milano, Padova, Roma, Torino e Verona) ; voi che non ci avete mai fatto mancare la vostra fiducia e la vostra solidarietà anche in momenti difficili. Ma un grazie particolare va a coloro che hanno deciso di unirsi ai team di MSF per soccorrere le vittime di guerre, epidemie, catastrofi naturali e crisi nutrizionali (nel 2008 più di 220 italiani hanno lavorato nelle missioni di MSF, in prevalenza in contesti di conflitto ed emergenza). Grazie, grazie di cuore.

Fonte: Medici Senza Frontiere

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