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Lotta alla tubercolosi: nessun progresso, 4mila morti al giorno

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Giornata di lotta alla tubercolosi - ©WHO

Nel 2005 le vittime della tubercolosi sono state 1,6 milioni di cui quasi 200mila erano persone colpite da Aids; i nuovi casi registrati sono stati quasi 9 milioni, solo alcune decine di migliaia meno dell'anno precedente. L'Africa è il continente con il tasso più alto: 343 su 100.000, il doppio della media mondiale; casi di resistenza agli antibiotici sono frequenti nelle bidonville di Nairobi e lo scorso anno la scoperta in Sudafrica di 300 casi di un nuovo ultraresistente batterio ha sollevato nuove preoccupazioni. Dal 1993, quando l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) lanciò l'allarme tubercolosi, l'epidemia continua ad essere stabile con un tasso medio mondiale di 136 casi su 100.000 persone segnala il rapporto dell'OMS diffuso in occasione delle Giornata mondiale contro la Tubercolosi che cade oggi, 24 marzo.

Ma il problema non è solo africano e minaccia anche Russia, India, Brasile, Pakistan, Thailandia, Myanmar e Filippine, secondo uno studio dell'organizzazione non governativa Global Health Advocates (Gha). Dei pazienti con resistenza ai farmaci solo il 55% riesce a completare la cura di 18-24 mesi in ospedale. Gli altri soccombono alla malattia, perché il batterio è troppo forte o perché hanno abbandonato la cura a causa dei pesanti effetti collaterali o perché non possono permettersi il prolungato isolamento in ospedale.

""Anche in condizioni ottimali le cure oggi disponibili sarebbero efficaci in appena la metà dei pazienti colpiti dalle sempre più diffuse forme di tubercolosi resistente ai farmaci. L'unico test diagnostico usato su larga scala risale alla fine dell'800, mentre la terapia più diffusa risale a metà del secolo scorso" - avverte Medici senza Frontiere. Nonostante l'emergenza gli investimenti per nuove terapie sono scarsi. Sempre Msf fa notare che per l'influenza aviaria, per la quale i media internazionali hanno lanciato una vera campagna allarmistica nonostante abbia provocato la morte di 'sole' 80 persone, sono stati stanziati ingenti finanziamenti per la ricerca di un vaccino, mentre centinaia di milioni di malati di tubercolosi in tutto il mondo, dimenticati dai media, aspettano nuove terapie.

Nei mesi scorsi Msf aveva inoltre denunciato la strategia ideata fino a oggi dall'OMS che non ha permesso di contenere la pandemia, ma soprattutto non permette di curare in maniera corretta una parte molto importante di malati. "L'OMS pratica da diversi anni una forma di auto-promozione della sua strategia invece di riconoscere i propri limiti" - dichiarava Stefano Savi, direttore di Msf Italia. "Il risultato è che la risposta fornita per fronteggiare la catastrofe dalla tubercolosi è una risposta inadeguata". "E' il momento di passare dalle parole ai fatti. E' necessario che l'Organizzazione Mondiale della Sanità guidi uno sforzo concreto per sviluppare nuove strategie contro questa malattia" - ribadisce Medici senza Frontiere nella Giornata internazionale di lotta alla tubercolosi. [GB]

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