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L’Italia? Eppur si muove

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Foto: Fanpage.it

Il Censimento ci dice che l'ammontare degli immobili supera i 14 milioni di unità, con un incremento dell'11% rispetto al 2001. Ma tra le cose immobili vorrei comprendere anche:

1) La divergenza. Piuttosto un altro ventennio di Mussolini o di Berlusconi ma l’unità delle sinistre mai. Poco importa se tutte le sinistre in Francia si sono unite per far vincere oltralpe Hollande. La cosa non ci riguarda. Sta oltralpe.

2) La gerontocrazia. L’Italia ha il governo più vecchio d’Europa e della Storia repubblicana. Al confronto Angela Merkel (57 anni), Nicholas Sarkozy (56) e David Cameron (45) sono degli adolescenti.

3) Il sottobosco. La stampa è pronta ad attaccare la classe politica per l’incapacità di ridurre il costo della pubblica amministrazione. Il sottobosco, dai ministeri ai comuni, è rappresentato da un muschio che non si sradica affatto. Molti ci provano, da Brunetta a Monti, ma tutti si arrendono.

4) Il demerito. Tu puoi anche essere un premio Nobel della Fisica tipo Carlo Rubbia o il più importante magistrato antimafia come Falcone che fu messo d’ufficio ad occuparsi di ladri d’angurie. Se vuoi sconfiggere la mafia o realizzare le centrali solari termodinamiche devi andare o all’altro mondo o altrove.

5) Il divario tra ricchi e poveri si consolida. In Italia la crescita della diseguaglianza è all’apice dagli anni Novanta ed è superiore alla media Ocse.

6) Il sindacato. Nonostante non sia stato travolto come la politica il quadro dell'attivismo sindacale è desolante. Tra i pochi nuovi occupati non v’è consapevolezza alcuna dell’importanza della tutela collettiva. Nonostante questo i sindacati rimangono divisi ed immobili con una visione che tende più a conservare che ad evolvere.

7) Il conservatorismo. Sembra impensabile provare ad immaginare nuove ed inedite vie. In Val Trompia si sono sempre prodotte armi ed armi si continueranno a produrre. Si. Certo. La Germania ha fatto propria la green economy, a Cracovia hanno creato una Silicon Valley per i giovani. Tra le città che più depositano brevetti (innovano) vi sono al primo posto Monaco di Baviera, seguita dalla francese Hauts de Seine. Al terzo posto ancora Berlino, quindi l’olandese Brabant, poi Parigi ed infine la francese Isere.

Oltre alle cose immobili vi sono le cose mobili.

1) La mescolanza. Nell'ultimo decennio la popolazione straniera abitualmente dimorante in Italia è quasi triplicata, passando da poco più di 1.300.000 a circa 3.770.000. L'incidenza degli stranieri sul totale della popolazione sale da 23,4 a 63,4 per mille censiti. Una flebo per un paese la cui denatalità è tra le più alte in Europa.

2) L’ inventiva. Il lavoro diminuisce? Aumenta la creatività dal basso; l’adattamento. Molte persone anziché starsene in panciolle ad aspettare un lavoro che non c’è e non arriverà mai inventano nuovi ed inediti lavori o ne riscoprono di antichi.

3) Il volontariato. E’ la vera forza del “bel paese”. Se scioperano questi addio welfare. Sono per lo più maschi tra i 45 e i 59 anni a buon reddito che vivono nei piccoli borghi ma l’impegno civile tiene. Una persona su dieci lo pratica attivamente. Il caritatismo del ventennio trascorso non ha scalfito l’italica solidarietà. Un tetto, un letto ed un pane è garantito quasi a tutti grazie a questo esercito di veri italiani.

4) La sussidiarietà. La sussidiarietà consente a tanti cittadini di partecipare alla vita pubblica non delegando la propria sovranità ad altri con il voto, ma esercitandola quotidianamente e realizzando cose concrete e alla portata di tutti nel loro territorio.

5) La capacità di rialzarsi. Dalle macerie della seconda guerra mondiale sino agli “anni di piombo”, dalla decadenza che ha affondato sia la prima che la seconda repubblica la cittadinanza attiva ha sempre dimostrato che rialzarsi è possibile. Nonostante tutto. Me lo ricorda tutti i santi giorni la mia dirimpettaia di pianerottolo che scende come un mulo le scale stracarica di materiali, riviste, compiti, borse e pc. I ragazzi l’aspettano a scuola. Si, certo. Avrà anche lei un dirigente strapagato che abortirà sul nascere ogni idea. Avrà anche lei colleghi fannulloni che entrano in ritardo in classe con occhiali da sole e mani in tasca. Ma quanto è vero Iddio nella sua ora, nel suo luogo di lavoro, saprà dare il meglio di se. Il suo gessetto e la sua spugnetta non avranno nulla da invidiare alle lavagne interattive danesi o svedesi. Dalla sua parte v’è il Rinascimento…..con tutto il rispetto per i vichinghi.

Spiacente per gli sfascisti, i cinici e gli sfiduciati nostrani che rimarranno alla finestra a criticare. Non riescono a far altro.

Fabio Pipinato

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